Dicevano i nostri nonni: “Tùtt’ i guèje o’ chène màzze”. E’ un proverbio azzeccatissimo per quest’ altro danno che ha colpito la nostra già malmessa agricoltura turese e quella dei nostri paesi convicini. E’ successo che c’è stato un attacco fulminante di tignola. Le foto giunte in redazione sono molto chiare: tante percoche marce formano uno spesso tappeto di colore giallo-intenso. “Si possono raccogliere con la pala”, ci dice un produttore.
Tutti concordano che i primi dati sono sbagliati per difetto. Gli alberi di Baby Gold 9 sono i percochi più infestati. Adesso si comincia a sperare nelle istituzioni e nella calamità. E i primi dati parlano del 30%. Abbiamo ascoltato un noto produttore, Nicola Petruzzi, che possiede sei ettari con circa 2mila alberi.
“Ma quale 30%, a me si può parlare del 90% - ribadisce Petruzzi – E di quel 10% di percoche acerbe rimaste all’albero, sono anch’esse ‘puntigliate’. No, non siamo stati presi alla sprovvista, la colpa la darei alle medicine che sono rimaste in commercio che sono più blande, inefficaci rispetto a quelle di una volta. I trattamenti su consiglio dell’esperta, la nostra dottoressa Netti, li abbiamo fatti ma si sono rivelati non idonei”.
Ci chiediamo: ma non si poteva davvero fermare il danno che galoppava? E Petruzzi: “Noi appena vedevamo la puntura della mosca correvamo ai trattamenti ma ci siamo accorti che non facevano effetto. Erano inutili.”
Che danno! Qualcuno ipotizza che ci saranno conseguenze pure il prossimo anno. “E chi lo sa… - conclude sconsolato il produttore Petruzzi - Non sappiamo cosa fare per risolvere il problema. Non ricordo niente di simile in 15 anni che faccio questo lavoro. E pensare che l’annata si era presentata buonissima...”
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Commenti
Avre una ipotesi, la inefficacia di un prodotto largamente diffuso nella zona, a base di etofenprox, principio già di per se stesso riscontrato come blando, ma diffuso a prezzo minore del 40% col nome commerciale di ITAPU', prodotto che lo stesso venditore diceva ritirato dal commercio e di dover vendere solo senza fattura.
Lo stesso venditore per i suoi tereni si è saputo aver acquistato altro prodotto sempre a base di etofenprox(Trebon) da altro negozio. Come se sapesse bene che il suo prodotto non funzionava.
Ma lo ha venduto ugualmente.
Attendo riscontri da altri produttori; nel caso conservo le confezioni, per farl analizzare ed eventualmente chiamare ai danni(per la non morte dei vermi) la ditta che lo ha commercializzato in Italia.
E' una ipotesi ovviamente, da verificare.