Tantissimi italiani nelle ultime settimane hanno aderito alla campagna “Salviamo Sakineh”, una donna musulmana condannata alla lapidazione perché colpevole di adulterio e per presunta complicità dell'omicidio del marito.
Dal mondo politico a quello televisivo, dalla voce del potente a quella del più comune, in milioni hanno sostenuto la salvezza di una donna condannata alla morte da una giustizia un po’ troppo dura e un po’ troppo diversa dalla nostra legge morale, civile ed umana.
In questo lungo ed accorato appello, si è unito anche il Comune di Turi che ha manifestato il proprio sostegno alle iniziative di protesta contro ogni forma di violazione dei diritti umani. Con la Delibera G.C. 106 l’Amministrazione infatti si impegna ad appoggiare “tutte le iniziative promosse dalle istituzioni e dalle assemblee elettive in Italia, in Europa e nel mondo che si stanno battendo per porre fine a pratiche barbare e indegne di ogni forma di democrazia e per l’immediata liberazione della donna iraniana”.
“Nessuno levi la mano contro Sakineh”, così ha sostenuto Roberto Saviano e le stesse parole si possono leggere nei tanti commenti e nei continui appelli mossi in tutta Italia e in ogni angolo del mondo. Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni, madre di due figli, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione dopo aver ricevuto come “punizione” pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, 99 colpi di frusta. “La nostra unica speranza, oltre al nostro avvocato, siete voi in tutto il mondo”. Queste le ultime parole accorate e disperate scritte dai figli della donna nella loro lettera-appello diffusa ieri dalla Adnkronos che prosegue - “Le vostre pressioni esercitate tramite i media internazionali e la vostra vicinanza sono molto preziose per noi e vi supplichiamo di continuare a sostenerci. Non abbandonateci! Non lasciateci qui soli. Vi supplichiamo”.
In Europa sono decine di migliaia le persone che hanno aderito alla campagna di mobilitazione avviata dal quotidiano francese “Libération”, dal periodico femminile “Elle” e dalla rivista letteraria online “La Règle du Jeu”. Nei giorni scorsi la Francia è arrivata a chiedere all’Ue l'imposizione di nuove sanzioni a Teheran se la lapidazione sarà eseguita, mentre si sono mobilitate anche le organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International.
“Secondo le ultime stime, - si legge nella Delibera di G.C. n.106 - in Iran ci sono circa 150 donne in attesa di essere lapidate”. Si innesta pertanto la necessità di una “reazione del mondo civile contro un atto così brutale per manifestare la rabbia e lo sdegno verso coloro che stanno portando avanti questo vero e proprio insulto alla vita”.
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