Venerdì 18 Maggio 2012
   
Text Size

CRISI AGRICOLA, STEFÀNO E BOCCARDI A CONVERSANO

ciliegie-gruppo

Lo scorso lunedì l’azienda import-export dei fratelli Di Palma ha ospitato un incontro-dibattito tra l’assessore regionale all’agricoltura Dario Stefàno, il consigliere regionale Michele Boccardi, Saverio Di Palma (coordinatore politiche agricole provinciali per l’Udc) ed alcuni rappresentanti di categoria. Oggetto di discussione sono state le difficoltà in cui versa l’agricoltura pugliese.

Il consigliere Michele Boccardi ha ricordato come sui territori di Conversano, Turi, Sammichele e Casamassima si produca il 6% della produzione nazionale di ciliegie, percentuale che stride con lo stato di grave abbandono dell’intero indotto. La soluzione starebbe nel “creare delle sinergie per iniziare ad avere una visione condivisa delle scelte che caratterizzeranno il settore agricolo nei prossimi anni”. Il primo passo, a parere del consigliere, potrebbe essere l’acquisizione della denominazione “Made in Puglia”.

È stata poi la volta di Saverio Di Palma, il quale ha centrato il suo intervento sulla carenza delle politiche agricole nazionali, ree d’aver trascurato l’agricoltura del sud. Caso emblematico lo si ritrova nei fondi FAS, dirottati – con chiaro intento propagandistico – sugli allevatori del nord per rimediare allo sforamento delle quote latte. A detta di Di Palma, dunque, s’impongono celeri investimenti strutturali per rinnovare il mondo agricolo, dotandolo di nuove tecnologie che rendano il comparto sempre più competitivo rispetto al mercato europeo.

Ha chiuso l’incontro l’assessore regionale Dario Stefàno che, dopo aver illustrato il lavoro fin qui svolto per il rilancio del settore, ha evidenziato il valore strategico del ‘fare squadra’: “In Trentino esiste un solo Consorzio di agricoltori, laddove tutti i produttori di mele confluiscono il loro raccolto e i compratori hanno un solo interlocutore. Ciò agevola il piazzamento del prodotto nella grande distribuzione a tutto vantaggio dei piccoli e grandi produttori”.

A differenza del sud dove vige una “gran confusione che crea concorrenza nei mercati con un chiaro abbattimento dei prezzi che mette in ginocchio l’intero indotto”.

“Invito il mondo agricolo – ha esortato l’assessore regionale – a cambiare mentalità, a guardare alle iniziative da tempo avviate al nord e a condividere un  percorso comune. Credetemi, se così non sarà, per me o per chiunque altro diventerà impossibile riuscire a dialogare con tremila teste diverse”.

Commenti 

 
#2 cerasicoltore turese dop 2010-09-23 10:05
Tanti ne fanno di soldi con il consorzio unico i produttori trentini, e tanto è ricca la loro agricoltura che da decenni non c'è più nemmeno qualcuno capace di raccogliele (LE MELE!)e devono prendere manodopera da lontano.
Col consorzio unico ci guadagnano i burocrati ***, i produttori fanno la fame, e le buone qualità di mele scompaiono perchè non vengono rionosciute e remunerate, nel calderone del faslso marchio regionale; e i produttori privilegiano la quantità, delle *** di mele, che se capita una volta su cento di trovarle buone è assai(ma se le vuoi ritrovare,anche a pagarle,le buone,non puoi perchè non hanno nome, sono tutte trentine) Così vorrebbero distruggere noi anullando il nome della nostra ferrovia.
Boccardi continua a tradire la ferrovia di Turi, per prendere voti e finanziamenti altrove. Il marchio made in Puglia se lo mettesse....
Segnala all'amministratore
 
 
#1 osservatore 2010-09-22 16:56
Ma perchè mai di questi tipi di dibattiti non li vengono ad organizzare a Turi?

Certamente il "Made in Puglia" qualche saccente dovrebbe spiegare come si coniuga con la nostra richiesta di marchio DOP, oppure si deve leggere come "tradimento" o "ignoranza" del nostro territorio e supporto agli amici esportatori di Conversano i quali pochissimo prodotto hanno comprato da Turi, tanto dalla Turchia.
L'assessore regionale, poi, dichiara espressamente la sua incapacità a gestire il settore:
- confonde la costituzione di consorzi unici del nord composti appena da 800 ettari, mentre solo a Turi ci sono circa 4000 ettari di ciliegeti.
- Ignora che alcuni produttori pugliesi già collaborano e conferiscono con grandi filiere del nord. E in definitiva la crisi attende l'intero primario agricolo nazionale: frutto della "sapiente" gestione di questa e precedente classe politicante.
Saluti.
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI