IL PROSSIMO APPUNTAMENTO PER DISCUTERE SU ACCESSO AL CREDITO E ASSICURAZIONE
Presentate alcune proposte sui grandi temi della crisi agricola
Ieri mattina si è riunita, nella sala Giunta provinciale di via Spalato, la prima consulta provinciale per la cerasicoltura. Il prof. Onofrio Resta, assessore provinciale alle attività produttive e il titolare provinciale all’agricoltura Francesco Caputo, hanno convocato a Palazzo rappresentati di categoria e dal mondo del credito (il vicepresidente del Credito Cooperativo di Castellana, Domenico Mastromarino), insegnati del calibro del prof. Angelo Godini, esponenti di rilievo istituzionali, tra i quali anche il presidente della Provincia prof. Francesco Schittulli.
INFORMAZIONE E AGRICOLTURA - “Più che una consulta – ha introdotto i lavori il prof. Resta – questo vuole essere un momento di riflessione, di informazione e monitoraggio delle
problematiche legate alla crisi agricola, che non deve essere un problema legato solo alle emergenze, ma deve possibilmente prevenire i momenti più difficili che costringono i contadini e gli operatori agricoli a redditi e tenori di vita spesso ingiusti e non dignitosi”.
Gli assessori hanno sottolineato l’importanza del ruolo dell’informazione come mezzo di comunicazione utile tra ruolo delle istituzioni e consapevolezza dei cittadini. “Questa consulta non vuole essere uguale a tanti altri tavoli – ha osservato il prof. Resta – dove si fanno solo tante belle discussioni. Niente di più. Contadini e operatori agricoli vogliono delle risposte e non hanno tempo per informarsi. Qui subentra il ruolo e la responsabilità dell’informazione”.
IL PROSSIMO INCONTRO - La consulta vorrebbe dare forza alla voce del territorio provinciale perché “la maggior parte dei problemi sono di tipo informativo”. Avrà un’evoluzione immediata e, assicura l’assessore Resta, “concreta, fuori dalle cattedre e dai Palazzi. Andremo nei singoli paesi, saremo a stretto contatto con i contadini. La consulta evolverà in prossimi e numerosi incontri a tema. La prossima volta, il 10 dicembre andremo a Valenzano. Parleremo di assicurazione e accesso al credito.”
Attraverso la consulta si vuole diffondere il modello Bisceglie, città baciata da una pioggia di finanziamenti; 21 milioni di euro in tutto, per capire come fare.
Intanto, di questo primo tavolo restano a verbale alcune interessanti proposte da condividere con le categorie e gli addetti ai lavori.
Per l’assessore Caputo esiste un abisso tra mondo agricolo e sperimentazione, perciò “serve un cambiamento culturale, un vero scatto. Il problema anzianità nel settore agricolo non lo si affronta abbastanza”. Dalla terra non ci possiamo allontanare – è il monito dell’assessore – “perché controllare il territorio abbandonato costa. Si corre il rischio che diventi una discarica.”
SALUTE E PESTICIDI - Quindi spazio anche al tema tabù ambiente e salute nella cerasicoltura e agricoltura in generale. “in Puglia non ci sono malattie professionali. Non si fanno denunce di infortuni all’Inail, anche se io da sola – denuncia la dott. Musti – ne ho riscontrati un centinaio”.
Sull’uso dei fitofarmaci e pesticidi “non vogliamo fare terrorismo informativo, ma – avverte l’assessore Resta – trattare la materia con raziocinio”.
La dottoressa Musti propone un progetto sull’utilizzo di rivestimenti, tute con serpentine rinfrescanti, già realtà altrove. Per Biagio Elefante meglio una convenzione: “l’uso di alcuni prodotti fitofarmaci spesso è inutile e intensivo. Serve un tavolo sperimentale per educare i produttori”.
Il presidente Schittulli è convinto che la partita vera ce la giochiamo con “la qualità del prodotto. Serve un piano per il Sud, perché turismo, infrastrutture, agricoltura non vanno separati”.
Proposte anche dai produttori e associazioni di categoria: Vito Simone di Turi, Colapietro, viticoltore in via Casamassima, Vito Lozito con l’esperienza dei consorzi Cofidi. Ancora, il CRSA Basile-Caramia (Centro di Ricerca Sperimentale Agronomico) di Conversano e l’importanza della comunicazione la testimonianza dell’assessore turese Giacomo Valentini di ritorno da Vignola, città “capitale della ciliegia degli altri”.
ENERGIA ALTERNATIVA ALL'AGRICOLTURA? - Il consigliere Marco Delfine accende i riflettori sulla problematica etichettatura e tracciabilità ma anche sul rapporto non proprio idilliaco tra cerasicoltura e produzione energetica: “Fenomeno molto dilagante è quello della produzione delle energie rinnovabili da fonti pulite che sta portando via parecchio territorio utile all’agricoltura e vede spiantare numerosi ciliegi.” “Questo è un pericolo che si sta correndo” – fa eco Resta.
IL CENTRO SPERIMENTALE - Sul tavolo si discute anche di eccellenze e occasioni mancate. Il centro sperimentale di Conversano, ad esempio, questo sconosciuto.
“L’attività del centro è stata ottima in questi anni, tuttavia – ammette l’assessore di Conversano Giuseppe Locorotondo - se facessimo un sondaggio verrebbe fuori che c’è stato forse l’1 o al massimo il 2% degli addetti alla cerasicoltura. E’ colpa anche delle amministrazioni locali. Se l’80% dei produttori conoscesse il centro...”. Ma questa è un’altra storia.
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Commenti
Leggo nell'articolo che avrei parlato di un tavolo sperimentale.
Ho parlato di un CAMPO sperimentale dove esperti possano preventivamente verificare l'efficacia dei fitofarmaci, al fine di evitare sprechi, inquinamenti e costi a noi produttori. E quant'altro meglio riferito nel resoconto di quella consulta pubblicato in mia nota su facebook. Grazie
pur apprezzando il tuo commento che denota conoscenza della materia, voglio solo precisare in questa sede e senza aggiungere nessuna polemica che dal sito web di APOFRUIT leggo che gli stabilimenti di produzione sono in ubicati in Emilia Romagna, nel Lazio e in Basilicata. Pertanto i prodotti agricoli che vengono lavorati da ciascun di questi stabilimenti, solo quello di Vignola è quello che confeziona e tratta le ciliege. Non vi e' traccia nel sito ufficiale, per il marchio associato "SOLARELLI" del Gruppo APOFRUIT che la raccolta e le lavorazioni avvengono nei centri di Terlizzi, Gioia e Monopoli, tanto meno che le ciliegie si producono a Turi e a Conversano e si parla genericamente che le ciliegie provengono dalle zone migliori produttive della Puglia e sopratutto dalla zona "tipica" di Vignola (MO). Gia' da queste informazioni deduco che non c'e' visibilità del nostro territorio e quindi mi convinco sempre di piu' nel dire che sarebbe meglio per Turi e Conversano cooperare insieme ed esportare il nostro prodotto a vantaggio del nostro territorio e creare una organizzazione sul modello APOFRUIT. Anche con persone come te, non credo mancheranno professionalità ed esperienze.
Con vivo apprezzamento
Nico MOTTOLA
In APOFRUIT il rispetto del primo come dell’ultimo socio assume un valore enorme dato che per me la dignità ha un prezzo incommensurabile.
Il Governatore della vicina Basilicata, De Filippo, e la sua Assessora all’agricoltura considerano APOFRUIT la loro locomotiva alla quale agganciare tutti gli altri vagoni (progettuali) che si potranno creare.
Non le spiego, per brevità, l’innovazione varietale e la collaborazione sperimentale con l’Università di Bologna e la California; come pure i nostri campi pilota e i centri sperimentali.
Abbiamo valutato i PSR 2007/13, come Bisceglie, e a tal proposito ci sarebbe da fare un discorso a parte.
Ad ogni buon conto APOFRUIT non ha bisogno che io la difendi come pure non c’è bisogno di difendere il nostro “buon” Giacomo Valentini, a Turi noi tutti ricordiamo il suo maldestro tentativo di disimpegnarci dalla legittima richiesta del marchio DOP per la ciliegia FERROVIA di TURI e i suoi suggerimenti alternativi o integrativi o diversificativi circa la produzione di PISTACCHI: e non è detto che, alla fine della “fiera”, non finiremo per produrli davvero !!!
Ritengo, comunque, che un sano dialogo produce sempre un arricchimento reciproco se si parte da presupposti veri.
Con cordialità, Gianni Miccolis.
Le prometto che in futuro, se ci sarà una prossima occasione, se avrò la possibilità di intervenire, l'analisi circa i "marchi", gli "orticelli", le posizioni di "rendita" e quelle "parassitarie" ed altro proverò a spiegargliele tutte.
La prego di rileggere il mio precedente commento e considera che il sottoscritto non è stato accettato come socio dell'Ortofrutticola di Turi, l'ultimo esempio di cooperazione turese non ancora fallito.
Diversamente, accettato da APOFRUIT con i quali quest'anno abbiamo festeggiato a Scanzano (MT) i 50 anni di attività, i 250.000.000,00 di euri di fatturato.
Aggiungo, per meglio comprendere, che APOFRUIT a Scanzano ha due stabilimenti, uno specificatamente destinato alla produzione dei prodotti della linea biologica del marchio ALMAVERDE BIO.
I nostri centri raccolta,per le ciliegie, sono a Terlizzi e fino al 2011 a Gioia del Colle, la lavorazione dei famosi "SOLARELLI" avviene nella vicina Monopoli; certo che si sta dando nuova occupazione, ma l'occupazione che in prospettiva può aumentare e alla quale si fà riferimento è intesa alla produzione di prodotti ortofrutticoli di IV gamma per i quali Apofruit si è aggiudicata una fornitura scolastica nel centro nord Italia, legata ad un progetto di alcuni milioni di euri.
APOFRUIT ha 12 stabilimenti per l'Italia ed è presente anche in Sicilia, se le anticipo che stiamo progettando la possibilità di investire anche in Puglia, lei cosa pensa? Non è nuova occupazione per la Puglia e forse per Turi?
Lei vuol pensare in grande e vedere in piccolo.
.........continua........
Coerente con quello che si era impegnato a proseguire nel corso del suo mandato assessorile, ho apprezzato lo sforzo e l'intendimento.
L'unico progetto che stimo e considero di grande beneficio per la comunità agricola è lo studio che si potrebbe realizzare, attraverso uno screening degli operatori e manipolatori agricoli, al fine di correlare la possibile incidenza di cause di infortunio o di malattie professionali legate all'utilizzo e all'esposizione dei prodotti fitosanitari, nonché come lavoro usurante.
Tale progetto, che non ha precedenti in Europa, sarà perseguito con la collaborazione della Pro.ssa Marina Musti titolare della cattedra e del reparto di medicina del lavoro del Policlinico di Bari.
Gli altri interventi mi confermano soggetti e posizioni "antiche" che temo non produrranno un'analisi corretta del primario agricolo pugliese.
Per semplice sillogismo: se le premesse sono errate, posso immaginare a quali conclusioni si possa giungere?
Su tutte veleggia la citazione del nostro assessore comunale all'agricoltura, nonché dipendente provinciale dell'assessorato all'agricoltura, che di ritorno da Vignola (fosse stato meglio che, a causa della neve, l'avesse perso l'aereo ) rammaricato, esternava il suo disappunto per il fatto che su un giornale locale, in prima pagina e a titoli cubitali, APOFRUIT affermava i successi conseguiti quest'anno con le pere "abate" e le ciliege di PUGLIA.
Ero presente, non dovevo intervenire e mi scuso col Prof. Resta se come unico socio APOFRUIT presente non ho potuto trattenermi di fronte a tanta "ignoranza".
La Provincia di Bari esamini quante risorse finanziarie ha investito e per quanti anni nei centri sperimentali e di ricerca scientifica come ad esempio: il centro BONOMO, il centro PAPPA RICOTTA, il centro di CERASICOLTURA di Conversano ed altri al fine di considerare i relativi risultati e la percezione di essi.
Saluti.