
Fotovoltaico, eolico e idrogeno: il cocktail delle “rinnovabili”
Un iter semplice permette di usufruire del solare
Nell’epoca in cui il petrolio fa penare i lavoratori, negli anni in cui la disfatta della centrale nucleare Russa riecheggia ancora nell’aria, le energie alternative rappresentano il futuro. Non per tutti ovviamente. Tuttavia produrre energia da impianti fotovoltaici o eolici è ormai diventato un vero e proprio business. Un commercio che, come al solito, interessa chi prevede prima degli altri quali saranno gli andamenti del mercato del futuro ormai vicinissimo. Ed è bene che se ne accorgano i nostri agricoltori, perché per ora le mani su questo business le stanno mettendo solo i grandi gruppi industriali. In una riunione tenutasi qualche tempo fa nel Centro Culturale Polivalente, proprio questi aspetti sono stati oggetto di discussione: energia solare, energia eolica e idrogeno come combustibile.
Ma concentriamoci sull’energia solare. Quella che interessa la maggior parte della gente e delle aziende agricole. Gli incentivi statali che arrivano dilazionati in 20 anni, al fine di incentivare l’uso costante nel tempo dell’istallazione, sono pari alla rata contratta per il mutuo che le banche sono pronte ad offrire per questo fine. Tra l’altro, le abitazioni dei proprietari agricoli, facendo parte del patrimonio dell’azienda, possono usufruire dei sovvenzionamenti e dunque istallare sui propri tetti i pannelli solari. Il contratto non va stipulato con l’ENEL, ma direttamente con lo Stato, in qualità di ente pubblico per l’energia elettrica, con un iter burocratico molto semplice da seguire. Richiesta del finanziamento, stesura del DIA (Dichiarazione Inizio Attività) e istallazione.
Nel meridione, ancor più che nel resto dell’Italia, il solare non ha ancora avuto larga diffusione, soprattutto rapportandoci a paesi industrializzati come la Germania. Ci sono sempre delle eccezioni, come ad esempio un agricoltore che nel forlinese ha soppiantato un intero percheto con un impianto fotovoltaico di due ettari, producendo la benemerita quantità di 80 kw l’anno.
Oddio, se tutti facessero così, distruggeremmo la nostra bella murgia, ma è l’esempio che vale la pena tenere in considerazione. L’energia gratuita è un bene prezioso, che negli anni restituirà la spesa fatta a monte.
Se nelle campagne si riuscisse a realizzare dei “distretti energetici”, con la combinazione di fotovoltaico, eolico e idrogeno per i macchinari, le campagne potrebbero diventare delle centrali elettriche pulite.
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