Martedì 22 Maggio 2012
   
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COMINCIATA LA CAMPAGNA CERASICOLA. GIA" I PRIMI MALUMORI

Sono finalmente arrivate. Le ciliegie. cominciano a diminuire i “veleni” che ci hanno proibito di fare qualche scampagnata in bicicletta, e vengono tirete fuori dopo il letargo invernale le vecchie scale di legno. Quelle stagionate. Quelle che ne hanno viste tante di annate. Buone, abbondanti, cattive e disastrose. Quelle che hanno sopportato tanti “saliscendi” dei più temerari che si avventurano per raccogliere i frutti dei rami più impervi. Sono anche quelle che hanno visto qualche caduta nella loro lunga vita. Ora sono pronte a ridare speranze a chi dall’oro rosso ci “campa” un anno. Tuttavia già cominciano i malumori tra gli agricoltori, e più in generale per chi paga gli operai a “giornata”. Infatti, l’inasprimento delle azioni ispettive degli ultimi anni, ha generato panico nel settore agricolo, tanto da indurre la Coldiretti a discutere del disappunto in Prefettura, circa le modalità di accertamento adottate, come riferisce il referente della sede turese. “Gli agricoltori vengono letteralmente presi d’assalto dall’ispettore del lavoro, da un funzionario INPS, da altrettanti membri della Polizia Provinciale, della Guardia Forestale, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, una task – force che circuisce i presunti irregolari. Purtroppo le multe sono salate: dai 2mila ai 4mila euro, se si tratta di datore di lavoro o lavoratore dipendente. Ci si lamenta, inoltre, della macchinosità dell’iter burocratico per essere assunti. Le procedure d’assunzione devono essere avviate il giorno prima, a 3 enti simultaneamente: all’Ufficio Territoriale per l’Impiego (il venerdì pomeriggio chiuso per accettare assunzioni via fax) all’INPS e all’INAIL. “L’agricoltura non è industria; stiamo premendo a livello nazionale per snellire la burocrazia e perché l’assicurazione sia fatta contestualmente e non il giorno prima”.
Di parere differente la CISL che in una nota puntualizza: “Siamo convinti che l’attività di repressione di questi anni stia facendo emergere situazioni diffuse di lavoro nero e sottosalariato con inversione di tendenza sia in termini di regolarizzazione delle assunzioni sia in termini di regolari contratti. E sul problema specifico dell’aiuto tra parenti per la campagna olivicola in corso, riteniamo che si voglia strumentalizzare l’intera questione per ottenere di più e non certo per i cosiddetti occasionali, ma per tutti”. Abbiamo chiesto un parere anche ai diretti interessati: “Ci sentiamo braccati come delinquenti e, se si continua a seminare tensioni, presto le nostre rigogliose campagne diventeranno boschi”. A lamentarsi sono soprattutto i titolari di microaziende agricole, una realtà molto diffusa nel nostro territorio che stenta a sopravvivere. “La copertura delle spese, non sempre possibile, richiede una collaborazione tradizionalmente di tipo familiare o amicale, gratuita, oggi per certi aspetti inammissibile”. L’art. 74 della cosiddetta legge Biagi, in materia di agricoltura, definisce il lavoro occasionale come quelle prestazioni svolte da parenti e affini fino al terzo grado (escluso cugini e conviventi) in modo non continuativo e per breve tempo, non percependo alcun compenso. I destinatari della norma sono i coltivatori diretti e non, per quest’ultimi sussistono sempre gli stessi limiti di parentela, di gratuità e di occasionalità delle prestazioni. Requisiti che vengono accertati di volta in volta dall’ispettore del lavoro che si basa sull’estensione del terreno e sul tipo di coltivazione, per valutare a sua discrezione la temporaneità del lavoro. Anche per il coniuge e per il figlio, quindi, vale lo stesso principio: se lavora con continuità nell’azienda di famiglia, deve formalizzare la sua posizione assicurativa come collaboratore dell’impresa familiare. Lo stesso dicasi per il pensionato che può continuare a lavorare, purchè assunto, altrimenti rischia la decurtazione dei compensi ricevuti dalla pensione e non la sua sospensione come si pensa erroneamente.

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