Martedì 22 Maggio 2012
   
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MATTEO FIORENTE: "BISOGNA STUDIARE E CONOSCERE LA STORIA"

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Un folto gruppo di studenti delle scuole medie qualche giorno fa è stato in visita a Roma e ha incontrato i neo eletti Berlusconi e Alemanno. Tutte le tv principali ne hanno parlato: I Tg hanno fatto vedere le scene in cui i ragazzi hanno incitato “Silvio” e chiacchierato con Lui. Il Premier non s’è fatto pregare: ha parlato male dei Comunisti, ha scherzato come suo solito, facendo un po’ di propaganda del suo operato e della sua vita, e ha parlato del Milan e della campagna acquisti di quest’anno. Un’accoglienza strepitosa, e inaspettata, per alunni, professori e dirigente scolastico, Francesco Filomena. ma quanto riportato dai giornali locali e quanto appreso dalle televisioni ha scaturito, come era prevedibile in questo campo, incomprensioni e malumori. Uno fra tutti: Matteo Fiorente, attuale sostenitore del PMLI (Partito Marxista leninista Italiano). Più genericamente egli è un sostenitore del simbolo, Falce e martello su sfondo rosso. Ha ereditato il proprio credo politico da suo padre.  Ci ha consegnato una riflessione scritta a mano della quale cercheremo di riportare integralmente le parti salienti. “Ho letto che gli alunni della scuola Media R. Resta di Turi, accompagnati dal Prof. Filomena, sono stati a Roma e hanno incontrato il neo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Berlusconi, come al solito, ha approfittato per metterli in guardia dai Comunisti. Ma quando la smetterà di avercela con i Comunisti? Specialmente adesso che sono scomparsi dal parlamento grazie alla disfatta di Giordano, Bertinotti e compagnia bella. Non ci sono più alla Camera e al senato i “rossi”. Solo qualche vecchio politico del Pci, ora nei nuovi partiti PDS e PD. Perciò, caro Presidente, ormai i Comunisti dopo l’autoesclusione dal Parlamento sono rimasti solo i loro fantasmi aggirarsi tra le sale consiliari”. Ha detto la propria sull’avvenimento anche il Prof. Onofrio Caputi  Jambrenghi (Prof. Ass. di Chiurirgia-univ. Di Bari e Presidente del Consiglio d’Istituto del liceo scientifico “O. Tedone” di Ruvo di Puglia), il quale ha espressamente detto al preside della scuola media di “cambiare mestiere” e di “essere esterrefatto del fatto che ostenti a mostrare apertamente in una scuola le proprie convinzioni politiche con gadjets”. Fiorente è d’accordo su queste sue affermazioni. “Ha ragione. Con le sue parole espresse su un giornale locale, ha fatto notare giustamente come un professore di stampo Forzista non deve portare tanti alunni a Roma per portarli al voto, quando maggiorenni, contro i comunisti”. Inoltre, rivolgendosi ai ragazzi protagonisti della gita, tiene a dire che è “diventato comunista nel 1968, quando i famosi Democristiani di allora hanno abusato della povertà degli operai con i figli. Questi ultimi hanno sopportato di tutto. Mio padre grazie a questi capitalisti è morto prima del tempo”. Inoltre, cerca di portare acqua al suo mulino, come fa chiunque verso il proprio schieramento preferito: “i comunisti Partigiani hanno liberato l’Italia dai cugini di Berlusconi. Tanti sono stati uccisi come bestie: Gramsci è morto per non aver rinnegato la sua ideologia. La stessa sorte è toccata a Terracini e Saragat. Altri come Sandro Pertini, sono stati rinchiusi in carcere lontani da casa per l’orgoglio di voler rivendicare le loro ideologie politiche”. Ricorda che Gramsci e Pertini sono stati rinchiusi nel carcere di Turi: sono stati cari conoscenti ed ora a loro la città di Turi ha dedicato le due Ville Comunali. Fiorente continua esortando i lettori a informarsi, a studiare la storia, forte della biblioteca personale che tiene custodita con cura nella sua esposizione d’antiquariato. “I forni crematoi non hanno fatto solo scempio di ebrei, ma anche di bambini, omosessuali, zingari. Tutti coloro che erano diversi”. Conclude rivolgendosi apertamente, di nuovo, agli studenti con queste parole: “Cari ragazzi, qualcuno di voi mi conoscerà. Io ho insegnato la mia attività a molti ragazzi a turi e ho avuto sempre rispetto per loro trattandoli da esseri umani. Per essere comunista ho perso molto lavoro, ma non ho mai abbassato la testa. Sono stato iscritto per 24 anni al PCI e nel 1991. Ho fondato da solo, a Turi, la sezione locale di Rifondazione Comunista, di cui sono stato segretario fino al 2005 quando Bertinotti e compagni si allearono con Prodi”. Insomma, le parole di Matteo Fiorente appaiono come l’ennesimo sfogo. Come una puntata della sua battaglia per portare innanzi al capo i colori e gli ideali comunisti, denigrando le brutture compiute da Fascisti e Nazisti. Come fanno, d’altronde, quelli come il Cavaliere nazionale, che di contro rispondono con i milioni di morti nelle foibe e i problemi causati dal Comunismo in Asia.

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