Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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QUALITA" E QUANTITA" PER L"ANNATA DELLE "FERROVIE"

Non è bastato un giugno poco rassicurante sull’aspetto del caldo e delle precipitazioni a far bloccare la raccolta delle ciliegie. La campagna cerasicola di quest’anno è stata una delle più prolifiche degli ultimi anni. Almeno per quanto riguarda gli aspetti della qualità e della qualità. Sul prezzo molti hanno avuto da ridire. Sarebbe strano se non avvenisse. Pochi giorni alla chiusura ufficiosa del mercato delle ciliegie. Sono rimaste sui rami solo le ultime “ferrovie”, quelle nere o quelle dove la manodopera non ha fatto ancora il “ripasso”. Le piogge violente e brevi delle ultime due settimane hanno creato piccoli problemi all’oro rosso locale: qualche spaccata di troppo. C’è da dire che la stagione stava andando troppo bene. In oltre un mese e mezzo “prima o poi doveva piovere”, ci spiegano dei contadini. I prezzi sono rimasti stabili per qualche settimana attorno ai 2 euro, con picchi al ribasso nelle giornate di pioggia e vento. Un pò poco rapportando il valore di mercato alla effettiva qualità dell’annata: davvero eccellente. Il problema, però, non sta nel prezzo in sé, quanto in ciò che “sta dietro”. Manodopera e trattamenti, seguono di pari passo l’inflazione, gravando sulle spalle dei produttori sempre di più con l’avanzare delle stagioni. Quindi con gli stessi ricavi di due anni fa, il risultato si fa subito chiaro. Tutto procede per il meglio, invece, per i compratori. Le ciliegie che arrivano nei magazzini non sono poche, anzi. Si stima che siano oltre 100mila i quintali di sole ferrovie raccolte nel territorio turese (senza contare i “padroni” forestieri che conferiscono il prodotto fuori dal nostro paese). Oltre a queste andrebbero da razionalizzare sulla carta anche le produzioni delle altre specie minori, ma altrettanto importanti perché rappresentano la colonna portante delle nsotre coltivazioni. Si, perché molti non sanno che senza le “Bigarò” (o bigareu), le “Forlì” e la “Giorgia” e molte altre, le regine della tavola di questi giorni non esisterebbero. Infatti, la maggior parte delle qualità povere sono di sesso maschile, e grazie a loro che le “ferrovie” possono essere impollinate. Questi sono ultimi giorni di affrettata raccolta. Le ciliegie da raccogliere sono ormai tutte mature e se non si riesce a tirarle giù dai rami entro la “scadenza naturale” rishiano di finire nei boccacci per la marmellata. E sarebbe un vero spreco. Buona la scelta di chi ha effettuato trattamenti naturali anti “spacco”. I Sali minerali dati alle piante hanno creato una patina resistente tutt’intorno ai frutti che hanno resistito a questi ultimi scampoli di stagione. Per questi motivi le ultime saranno le più grosse. Mature e rigonfie, fino ai 30mm di diametro, si fanno notare anche per la loro lucentezza. L’ideale per un pacco regalo.

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