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Domenica sera, nell’atrio dell’Oratorio annesso alla Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice, Don Giovanni Cipriani ha ricevuto il titolo di Monsignore, Cappellano di Sua Santità, direttamente dal nostro Vescovo Padovano. Tale nomina non comporta un aumento di "capacità" o di "poteri" rispetto ai preti che non sono monsignori, ma va a premiare una vita dedita all’opera di divulgazione della parola di Dio. L’onorificenza gli è stata concessa direttamente dal Papa, previa richiesta al Vescovo da parte di Don Maurizio, parroco della chiesa in cui si è celebrata la cerimonia. Alla manifestazione hanno preso parte le autorità locali, civili e militari, le associazioni, tra cui la banda locale, fondata dallo stesso Don Giovanni, e circa mille fedeli. Monsignore Don Giovanni Cipriani, ha voluto ringraziare la cittadinanza con queste semplici parole: “Miei cari…
Per questa grande manifestazione di affetto e simpatia devo ringraziare il Santo Padre, il Papa, per essersi degnato di conferire il titolo di Cappellano Pontificio alla mia povera persona. Grazie Santità. Grazie al Vescovo Padovano e Don Maurizio per essersi dedicati a questa mia onorificenza. Grazie a tutte le autorità: al sindaco, alla associazioni civili e militari per la loro affettuosa manifestazione. Non meritavo tanto poichè tutto il mio lavoro sacerdotale di 59 anni l’ho fatto sotto lo sguardo paterno di Dio, del Signore e della Vergine Santa Ausiliatrice a cui ho affidato tutto dal primo giorno. Quindi a loro va il mio ringraziamento principale che mi hanno sostenuto. Io sono stato un loro strumento di lavoro. Ho fatto la loro volontà in questi 59 anni dedicandomi a voi tutti. Vi ringrazio, assicurandovi che farò tante preghiere per voi, per le vostre famiglie e per i vostri figli, che posano crescere sani e forti Dio vi benedica tutti”. Uno scrosciante e sentito applauso è scaturito dalla folla a conclusione del discorso di Don Giovanni. Prima della benedizione finale del Vescovo, anche la cittadinanza, nelle persone della nipote di Don Giovanni Cipriani, di Don Vito, Don Maurizio e il Sindaco, ha voluto mostrare il proprio affetto nei confronti del neo Monsigliore. Di seguito riportiamo alcuni spezzoni dei discorsi.
NIPOTE.
“All’amatissimo zio Giovanni, gli diciamo con stima e affetto, grazie per la missione che ha compiuto fino a oggi, con lavoro, preghiere, sofferenze. In questo giorno i cui tutti, parenti, cittadini e comunità parrocchiale, siamo riuniti alla nomina di Cappellano di Sua Santità, Benedetto XVI. Rivolgiamo la nostra gratitudine al Santo Padre, vicario di Cristo, e a coloro che si sono adoperati per questo dono e riconoscimento. In particolar modo Padre Maurizio. Ti auguriamo prosperità, salute serenità e lucidità fin quando il tintinnio delle nuove campane riecheggerà nei cieli del nostro paese. Giovanni, vieni benedetto dal padre tuo, di cui sei stato servo fedele. Auguri, auguri, auguri”.
LE PAROLE DEL SINDACO, DOTT. ENZO GIGANTELLI
“Questa è un’ occasione speciale,. A nome di Turi, dei turesi, saluto Don Giovani per questa riconoscenza che ha ricevuto, a coronamento di una vita dedicata ai giovani. Noi tutti cittadini turesi riconosciamo, e siamo i principali beneficiari, di quel merito riconosciuto a Don Giovanni. La nostra partecipazione è stata numerosa, sentita ed emozionata. Rendiamo merito ad un sacerdote, uomo, che nella nostra terra ha fatto tanto bene ed ha saputo raccogliere dopo 59 anni di sacerdozio questo prestigioso merito. Ti vogliamo bene. Ci auguriamo di poter essere ancora vicino a te tanto tempo ancora. Ci auguriamo sin d’ora di poter festeggiare insieme il sessantesimo anno di sacerdozio (10 luglio 2008). Siamo tutti uniti in segno di onore, affetto e stima nei tuoi confronti. Grazie”.
DON VITO INGELLIS
“La mia è una testimonianza di sincera gioia nei riguardi di Monsignor Giovanni Cipriani, che anni orsono, chiamavamo “Giuannet”. Mio carissimo fratello. Amico, da oltre 50 anni ci conosciamo. Abbiamo vissuto una vita in perfetta sincronia. Egli nacque il 17/10/20, io 7/7/22. Io entrai in seminario nel ’33, a 11 anni. Lui a 18. Purtroppo nel ’40 quando scoppio la guerra, Don Giovanni aveva 20 anni e fu chiamato a prestare servizio militare nel nord Italia. Fece il suo dovere come italiano, combattendo e soccorrendo i feriti. Tra di noi si mantenne una frequente corrispondenza. Dopo essere stato in guerra nei Balcani, si ammalò ai polmoni. Torno a Turi. qui un bravo medico lo operò: con un grande ago infilato tra le costole gli tirò via due bacinelle di liquido. Tutto ciò avvenne due volte, a distanza di due giorni, in casa di sua sorella, in via Stazione. Gli fui vicino i quegli istanti. Guancia a guancia pregavamo insieme: io cercavo di confortarlo come meglio potevo. Lo ricordo come se fosse avvenuto ieri. Qualche tempo dopo un bravissimo cardiologo curò il suo cuore e Don Giovanni, coraggiosamente, riprese gli studi, dapprima a Conversano poi a Molfetta, facendo due anni in uno. Fece gli esami di quarta e quinta: che fatica, ma li superò. Io fui nominato sacerdote il 28/7/46, egli il 10/7/49. Siamo andati assieme a fare gli esercizi spirituali. Insomma una vita vissuta fianco a fianco, senza alcuna rivalità. Ricordo quando comprammo la statua della madonna e il suolo per poter costruire la chiesa e l’atrio dove voi ora siete seduti. Gli auguro ogni bene”.
DON MAURIZIO
“Ringrazio il vescovo che nel Giovedì Santo accolse la richiesta di questa nomina per Don Giovanni. Immediatamente mi fu detto di “si” e si procedette per la richiesta a Roma. Ciò dimostra quanto ci tiene ai suoi sacerdoti e soprattutto a quelli più anziani. Mi rivolgo a te Don Giovanni: dal 24 maggio, giorno a te tanto caro, della Madonna Ausiliatrice, hai saputo della nomina e mi hai chiesto sempre se questo è desiderio di Dio o degli uomini. Voglio dire che l’uomo propone, e Dio dispone. Dio ha risposto questo, e con te oggi lo preghiamo e lo ringraziamo. Ringrazio il Santo Padre che benedice te e tutta la cittadina di Turi. Ringrazio le autorità civili e militari, i collaboratori che ci sono sempre in questi eventi della nostra comunità parrocchiale. Ringrazio anche Don Giovanni Amodio, Don Vito, e coloro che hanno collaborato con don Giovanni per la crescita della comunità. Caro Don Giovanni, tutto questo è stato fatto non per esaltare la tua persona, ma per ringraziarti di quello che hai fatto, sei stato e sarai con la tua semplicità e umiltà. Hai dato te stesso per la crescita umana di intere generazioni di bambini e ragazzi che oggi sono uomini anche grazie a te e al tuo bastone, che ogni tanto hai suonato a qualcuno per “raddrizzrlo”. Un grazie mio personale, perché ricordi sempre a me, novello sacerdote, con 52 anni di sacerdozio di meno, che con al semplicità si può fare tanto. È giusto riconoscere il tuo valore ora che sei in vita. Noi oggi ti ringraziamo e ti facciamo festa. Speriamo che il Signore ti dia tanta forza per stare con noi il più a lungo possibile, così potremo festeggiare insieme il 60° anno di sacerdozio, il giorno di San Lorenzo. Che i Danti Medici e San Giovanni Bosco ti proteggano sempre.
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