Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GRAMSCI: I GIOVANI DEMOCRATICI RICORDANO E RIFLETTONO

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Sono 72 gli anni trascorsi da quel 27 aprile 1937, data storica in cui morì Antonio Gramsci, giornalista, filosofo, intellettuale, tra i fondatori del Partito comunista d’Italia e vittima della prigionia imposta dal fascismo in anni in cui il fervore culturale e politico era ai massimi livelli.

Sono tutte nozioni emerse durante l’incontro che i ragazzi del PD, coordinati da Antonio Zita, hanno tenuto ieri, in occasione dell’anniversario della morte di Gramsci, dedicato all’operato e al pensiero politico di un uomo che ha fatto la Storia d’Italia.

Dopo la visita presso il carcere di Turi, alla cella in cui Antonio Gramsci passò i suoi giorni di reclusione, dove si dedicò all’espressione del suo pensiero attraverso la scrittura di lettere e quaderni, il centro culturale polivalente di piazza Gonnelli ha ospitato Francesco Giasi, ricercatore della fondazione Gramsci, Gianvito Mastroleo, presidente della fondazione socialista Di Vagno, l’Onorevole Dario Ginefra, segretario provinciale PD e l’Onorevole Enzo Lavarra, per approfondire il discorso sul pensiero politico Gramsciano.

L’incontro si è svolto nel confronto fra passato e presente. Fra l’esempio di un uomo che si è battuto per la volontà di esprimere il proprio pensiero e il rischio attuale che i giovani corrono nell’inciampare in un futuro incerto, privo di solide fondamenta, che potrebbero evitare solo non smettendo di lottare e di diffondere la cultura, ascrivendosi nel ruolo di “guerriglieri” della cultura, come è stato definito Gramsci in codesta sede.

Rinvigorire i valori, utilizzare al meglio “il capitale umano fatto di menti pensanti, di persone irripetibili e di discorsi inviolabili”, oggi, come in passato, è fondamentale per continuare a costruire l’Italia, risolvendo la “questione meridionale” ma soprattutto, in una visione più ampia, che è tipica della nostra realtà, per costruire l’Europa unita.

Quello di Gramsci è un pensiero politico e intellettuale conosciuto anche a livello mondiale, grazie alla traduzione in diverse lingue straniere delle sue testimonianze letterarie, fatte di opere postume, fra cui numerosi articoli, lettere e quaderni dal carcere, che hanno avuto così larga diffusione fuori dai confini italiani: in Europa, in America Latina, nei Paesi di lingua anglosassone come in quelli dell'Estremo Oriente.

Questo fa sì che Gramsci sia annoverabile fra gli autori classici della letteratura italiana, soprattutto perché i suoi scritti, così largamente distribuiti, vengono letti, interpretati e applicati nelle diverse realtà di riferimento.

I giovani del PD, con un’analisi autoreferenziale ispirata al pensiero gramsciano, hanno colto questa occasione di incontro per invitare a vivere l’appartenenza al gruppo in maniera non dogmatica, ma come un’ opportunità di discussione, di confronto culturale fra idee e a ricostruire la politica partendo dalla cultura, dall’espressione del proprio pensiero, sotto la guida dei valori autentici, per costruire un futuro che sia sinonimo di speranza e non di minaccia destabilizzante a cui i ragazzi di oggi si sentono sempre più esposti.

 

VIDEO SERATA

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FOTO GALLERY

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PER APPROFONDIRE

http://www.slideshare.net/lavocedelpaese/i-quaderni-dal-carcere?type=document

http://www.slideshare.net/lavocedelpaese/per-gramsci?type=document

 

BIBLIOGRAFIA

GRAMSCI TRA MUSSOLINI E STALIN

Rossi Angelo, Vacca Giuseppe
2007
Roma
Fazi
Gli Autori, basandosi su un ricco apparato documentario, in buona parte inedito, ricostruiscono l'oscuro intreccio internazionale che condannò Gramsci a una definitiva prigionia e gli interessi in gioco del regime fascista e di quello comunista. Il libro ricostruisce inoltre anche la rete di comunicazione che Togliatti e Gramsci utilizzavano per continuare "a distanza" il confronto su fascismo, politica sovietica e situazione mondiale che li aveva contrapposti sin dal '26. Infine, il libro chiarisce il ruolo insospettabile di Piero Sraffa: non solo un amico eccezionale, ma anche un militante "coperto", scelto di comune accordo da Gramsci e Togliatti per assolvere al difficile compito di informare il primo delle decisioni del partito e rendergliele più accettabili.

PER GRAMSCI. CRISI E POTENZA DEL MODERNO

Burgio Alberto
2007
Roma
DeriveApprodi

La storia della modernità e l'analisi della "crisi organica" della società borghese sono temi centrali dei "Quaderni del carcere". Questo libro ne approfondisce alcuni nuclei teorici fondamentali, mettendo in risalto il carattere dialettico del pensiero di Granisci. L'analisi del fascismo italiano sullo sfondo della complessità strutturale della società contemporanea; la teoria del cesarismo; il nodo dell'egemonia, indagato alla luce dell'ubiquità delle dinamiche egemoniche, sono passaggi cruciali di una lettura delle note gramsciane in cui si rivela essenziale il duplice volto della crisi: da un lato, irreversibile processo degenerativo responsabile dello scollamento dei corpi sociali, della delegittimazione delle leadership e della regressione autoritaria dei regimi politici; dall'altro, luogo di costituzione di soggettività critiche e di potenti istanze di trasformazione. Sullo sfondo dell'ambivalenza della crisi del "mondo moderno" si sviluppa quella ricerca di nuove forme di relazione sociale che rappresenta la più preziosa eredità dei "Quaderni".

SU GRAMSCI

Canfora Luciano
2007
Roma
Datanews
Il testo di Canfora è una riflessione puntuale e per molti versi inedita sulla figura e sull'opera di Antonio Gramsci, sui rapporti con il gruppo dirigente dal Pci, sulle sue posizioni rispetto all'esperienza sovietica, sul peso del suo pensiero nella storia del Pci fino al suo scioglimento.

 

LINK

Fondazione Antonio Gramsci

Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci

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