'Si prevede ancora un'annata difficile'
GIACOMO VALENTINI: 'Le cooperative locali potrebbero acquistare macchine per fare marmellate. Trasformare il prodotto contro la crisi.'
Nel numero precedente abbiamo segnalato l’assenza dell’assessore Giacomo Valentini all’ultimo incontro organizzato dalla consulta provinciale della cerasicoltura. Un vero paradosso se pensiamo alla professione del nostro amministratore turese, impiegato proprio negli uffici di via Spalato. Valentini spiega ai nostri telefoni le ragioni della sua assenza.
“Ho ricevuto l’invito solo mercoledì a mezzogiorno. Gli inviti sono stati distribuiti dall’entourage dell’assessore provinciale Resta. A me sono arrivati tardi, ad altri non sono proprio arrivati. Tra l'altro, nel primo pomeriggio dovevo prendere parte al consiglio comunale. Poi nel fine settimana ho incontrato il vicepresidente della cooperativa delle ciliegie di Turi e ho scoperto che, pure lui, non aveva ricevuto l’invito.”
MARMELLATA DI CILIEGIE - Valentini appare un po' scettico rispetto al tavolo: "se troppo largo" si rischia di parlare di tutto e niente, chiudendosi poi in un nulla di fatto. Infine, rivolge un consiglio alla consulta: “Dovrebbe puntare su questioni concrete, ad esempio la trasformazione della ciliegia come stratagemma per fronteggiare la crisi e il crollo dei prezzi. Bisogna puntare alla trasformazione in loco del prodotto. Nel merito, proporrò una discussione agli assessori provinciali Resta e Caputo”.
Valentini illustra l’esempio del comune di Lari dove istituzioni e Camera di Commercio hanno acquistato macchine da confettura con finanziamenti europei, registrando il marchio, diversificando la destinazione d’uso del prodotto primario. In tal modo andrebbero recuperati ingenti quantitativi di ciliegie che, a causa del crollo dei prezzi, finirebbero per marcire sotto il sole, piuttosto che spalmate su fragranti fette biscottate.
In ogni caso, se ci fosse il PIP (Piano d’insediamento produttivo), aziende come la Zuegg, leader nelle marmellate, investirebbero su Turi e paesi limitrofi. “Purtroppo - osserva Valentini - le industrie non rischiano. Ho sentito proprio la Zuegg. E’ tutto inutile. La soluzione potrebbe venire dalle cooperative stesse che acquisterebbero la macchina per la trasformazione. Ad esempio si potrebbe lavorare la ciliegia tipo Georgia i cui prezzi l’anno scorso, crollarono fino a un euro. Almeno i produttori non ci rimetterebbero di spese”.
'SARA' ANNATA NEGATIVA' - Valentini prevede scenari apocalittici o comunque si dice realista. “Non ci sono più finanziamenti o risarcimenti da parte dello Stato – è la cassandra dell’assessore – anche quest’anno diversi agricoltori abbandoneranno le ciliegie per effetto dell’aumento delle spese. Bisogna ammetterlo, chi fa il mercato non è l’agricoltore. La Coop, l’Auchan, i centri commerciali abbassano i prezzi? Certo, abbasso i prezzi agli agricoltori. Di fatto, la distribuzione non ci rimette mai!”.
IL TAVOLO TECNICO NAZIONALE - Intanto, si attende il parere di Camera e Senato per l’istituzione del primo tavolo tecnico della cerasicoltura a livello nazionale, richiesto dall’associazione ‘Città delle Ciliegie’, alla quale Turi è affiliata. Sabato scorso, a Salerno, Valentini ha preso accordi con Stefano Zocca, consigliere di amministrazione della ‘Città delle Ciliegie’, rappresentante di un mercato ortofrutticolo a Vignola di Modena, in provincia della quale sarebbero state stanziate risorse per le coperture delle ciliegie a riparo dagli agenti atmosferici.
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Commenti
Da soli non possiamo ottenere niente, invece più siamo e meglio è, se siamo tanti siamo forti,possiamo commercializzare meglio.
A gestire ci penseranno persone competenti di altissima specializzazione, e se i prezzi sono bassi ci daranno l'integrazione come per il grano e l'olio. Solo così possiamo migliorare. affidandoci a persone preparate, di grande esperienza,scelte dalle organizzazioni professionali e sindacali, dagli assessori all'agricoltura, e dalla Associazione nazionale città delle ciliegie, diretta da gente che nel settore ci vive, come il nostro de Grisantis che ha fatto il presidente per un anno.
Forse sarebbe più opportuno che il mondo politico inizi ad interessarsi realmente al problema e faccia pressione per avere riconoscimenti per quel prodotto che rappresenta l'eccellenza del territorio a livello nazionale. Che ne pensate?