Con il mercoledì delle ceneri si apre davanti a noi il cammino quaresimale, segno sacramentale della nostra conversione. Questo cammino si configura, come una grande scuola dove veniamo educati dallo Spirito Santo e dalla Chiesa all’arte della comunione con Dio e con il prossimo. Una scuola di vita, quindi, e per la vita. Ma la Quaresima non è solo questo (aspetto ascetico); lungo questi quaranta giorni, noi veniamo introdotti gradatamente in quel Mistero che costituisce il cuore della nostra fede: la Pasqua di Cristo (aspetto mistagogico).
L’itinerario di fede percorso dai cristiani, anno dopo anno, durante il tempo quaresimale ripropone, per così dire, l’esperienza della Storia della Salvezza: è l’itinerario che dà senso alla storia del mondo e alla loro storia personale di fede, è al tempo stesso un itinerario di conversione, di crescita interiore e cammino comunitario, perché lega i credenti tra di loro impegnandoli in una comune missione di “trasfigurazione” del mondo quotidiano. Tutto questo richiede una continua lotta con sé stessi e con le tentazioni che vengono dall’esterno: tentazioni di dare più importanza all’esteriorità che all’interiorità, tentazione del potere e del possesso, tentazione di cercare scappatoie e compromessi. Occorre trovare la fonte della forza e del coraggio per affrontare la lotta e mantenere la direzione giusta. Ciò che non è sempre facile.
La Liturgia della Parola di tutto questo tempo santo offre stimoli per riscoprire la propria fede e approfondirla, nella speranza e nella luce che viene, fin dall’inizio, dalla Pasqua: «Lasciatevi riconciliare con Dio! ... Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza». «Convertitevi e credete al Vangelo!» (Mc 1,15). Con questi due imperativi la Comunità cristiana è convocata per accogliere l’azione misericordiosa di Dio e ritornare a Lui.
Muovere bene i primi passi della Quaresima significa già assicurarsi la possibilità di arrivare al traguardo della Pasqua. Coloro che ci ascoltano e che vedono le nostre opere devono avvertire con lucidità che non si può far passare invano la grazia di Dio, che questo è il momento della conversione.
Il mercoledì delle ceneri non è un giorno triste. Con esso, infatti, comincia un lavoro di “liberazione” e di “creazione nuova” in cui Cristo stesso si impegna al nostro fianco. Nessuno è troppo lontano da Dio, nessuno deve dubitare dell’infinita bontà del Padre che continua a tendere la mano per proporre ad ogni uomo e ad ogni donna di vivere l’alleanza. Lasciamo che lo Spirito rianimi il fuoco sacro dell’amore, minacciato dall'indifferenza, dallo scoraggiamento, dalla paura.
La Quaresima invita la Comunità cristiana a prendere sul serio la vita: essa non è un tempo messo a nostra disposizione per caso, o da trascorrere nella vuota superficialità della ricerca del godere dell’attimo presente, come si sostiene secondo una concezione estetica, ma neppure un tempo per svuotarsi in progetti di autorealizzazione e nella ricerca di un potere (di qualunque genere esso sia) da esercitare a spese di altri. La Quaresima invita la Comunità cristiana a prendere sul serio la Parola di Dio: essa ci parla fin dall’inizio di “croce e risurrezione”, due aspetti della fede cristiana da tenere sempre uniti. La Parola di Dio non ci toglie le difficoltà e le sofferenze, ma ci apre un orizzonte di salvezza, nel quale possiamo superare la tentazione della disperazione con la fiducia. Affidarsi a Dio può dare senso e speranza anche nei momenti più duri. Questo ci ha insegnato Gesù sulla croce. La Quaresima ci esorta a sobrietà, a moderazione, a preghiera, digiuno e penitenza. Tutto ciò non come opere dovute o come prestazioni per avere ricompensa; piuttosto come via di vera conversione, come strada per recuperare l’essenziale, per riscoprire ciò che veramente vale nella vita: la carità, in particolare, come tratto caratterizzante la vita cristiana, che preserva dal ripiegare su noi stessi e rende capaci di costruire umanità accogliente e riconciliata.“Ritornate al Signore!”. Questo, infatti, è il giorno propizio, il momento favorevole. Lasciatevi riconciliare con Dio: accogliete la sua misericordia che rinnova la vostra esistenza!
Sì, le ceneri ci richiamano il nostro peccato, la sua capacità distruttiva: noi, purtroppo, siamo capaci di ridurre in cenere anche le realtà più nobili e sante. Ma ci permette di cogliere anche ciò che è decisivo per il nostro cambiamento: Dio, con il suo amore è in grado di trarre una vita nuova anche dalle nostre ceneri!.
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Commenti
Ma vivendo nel mondo è inevitabile respirarne l’atmosfera e subirne gli influssi negativi,la sollecitazione a rincorrere i miti del profitto, della produzione, del consumo, a fondare la vita più sull’avere che sull’essere. Alle insinuazioni del tentatore e alla seduzione della potenza Gesù ribadisce la sua scelta di fedeltà al progetto del Padre: «Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
Come Don Maurizio ci ricorda
il mercoledì delle ceneri non è un giorno triste.
Con esso, infatti, comincia un lavoro di “liberazione” e di “creazione nuova” in cui Cristo stesso si impegna al nostro fianco.
Molto belle queste parole,perche' mi invitano (nonostante la mia pochezza e poverta' spirituale e' umana)
al banchetto nunziale con Cristo,che ci sprona in questo periodo, alla morte dell'uomo vecchio per risorgere all'uomo nuovo.
Grazie Don Maurizio
Lorenzo Gassi
Saluti.