Riceviamo e Pubblichiamo.
Quando avevo 9 anni il mio sogno era diventare un giocatore di calcio, un sogno comune a tutti i bambini di quell'età ed il primo campo ad essere stato "calpestato" è stato la strada: 2 pietre per delimitare la porta e via a correre su e giù, scansando le macchine fino a quando non ti accorgevi che si era fatto tardi e che ormai non si vedeva più. Il passo successivo fu quello di iscriversi ad una scuola calcio e si poteva scegliere tra 2 fazioni: quella di Cesarino e quella del prof. Marotti.
Io scelsi Cesarino perché vi andavamo un po’ di miei amici e ricordo di aver trascorso forse lì gli anni più belli della mia infanzia. C'è da dare merito alle singole persone che si impegnavano personalmente nel sobbarcassi di tutte le responsabilità. Ricordo quel 128 verde sempre pieno di ragazzi, borsoni e speranze. Si facevano 2 - 3 viaggi per poter giocare la domenica. Ricordo le riunioni "tecniche" dove venivano impartiti gli schemi che sistematicamente non venivano mai ascoltati perché lo spirito era sempre e solo quello di divertirsi. Ricordo gli allenamenti sul campo in erba, dove non era possibile accedervi se non ai bordi o dietro le porte di gioco, ma quando si poteva e nessuno ti guardava, si scappava subito sul campo a battere qualche rigore. Si cresceva sperando di essere chiamati nella squadra dei più grandi dove poter avere più lustro.
Un giorno venne istituito un memorial intitolato ad "Oronzo Pugliese", nostro concittadino a cui hanno dato riconoscimenti e dedicato film, dove venivano invitate settori giovanili di squadre blasonate come Milan, Torino e altre, dove si incontravano in un torneo e dove come sempre la migliore vinceva. Mi chiedo come mai si è perso tutto questo patrimonio, come mai i ragazzi sono costretti ad uscire fuori paese per poter giocare: quindi non è una questione di lontananza del campo. Forse è pur vero che i ragazzi sono diventati pigri o svogliati, ma è anche vero che non abbiamo società strutturate in modo da fornire un servizio che permette ai ragazzi di avvicinarsi allo sport. Dove sono finiti tutti quei ragazzi che credevano e avevano un sogno? Sembra che ormai si sia persa quella voglia di fare, sembra non ci stupisca più nulla di quello che accade intorno, sia a livello nazionale che locale. Diamo un premio alla memoria di Oronzo Pugliese senza avere un contesto calcistico adatto alla situazione.
Ma di cosa stiamo parlando!!!!
Sembra che tutto vada bene ed invece ci ritroviamo sempre a parlare di crescita di un paese senza tener conto che lo sport è un grandissimo mezzo di crescita e aggregazione per ragazzi, non come qualcuno vuole dipingerlo: uno spreco di tempo e soldi, perchè non sempre nella vita contano i soldi e Cesarino ne è stato la prova.
Con questa lettera vorrei porre all'attenzione del sindaco e dell'amministrazione il problema del campo sportivo. Cercare i fondi per sistemarlo senza usurpare un altro patrimonio del paese, cercare qualcuno a cui affidarlo con idee e progetti per poterlo gestire al meglio, per riportare nuovamente il calcio nel nostro paese. Queste non credo siano problematiche molto difficili ed impegnative. Occorre soltanto la volontà politica di credere in un progetto in cui i giovani possano avere Fiducia.
Angelo Palmisano
Coordinatore locale FLI
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Commenti
Vergogna perché state cercando di difendere chi ha coltivato soltanto i propri interessi alle spalle dei tanti cittadini turesi innocenti, onesti e soprattutto con la speranza che il domani sia migliore di ieri e di oggi ed invece grazie a voi è sempre peggio.
Mi dite cosa c'è di propagandistico in quanto ha scritto Angelo Palmisano? Ha semplicemente avuto il coraggio di scrivere quello che tutti noi giovani pensiamo.
Continuate ad arrampicarvi sugli specchi, ma rendetevi conto che in questi anni di amministrazione avete fatto schifo dimostrando a tutti la vostra enorme inettidudine a governare una realtà importante e difficile come quella Turese...
Bel problema hai esposto in merito al perché il campo non riesce ad essere gestito. ***
Spero che il sig Palmisano sia il primo di una lunga lista di giovani che si ribellino a questi vecchi volponi che puntualmente promettono il paradiso...omettendo ovviamente di ribadire che quel paradiso è esclusivamente per loro e basta.
Ammettiamo che si spendano 400.000 euro, ci sarà almeno un campo in erba sintetica, dei fari che funzionano e una società e/o una associazione che gestisca il tutto. Ma quale squadra pagherebbe tutti gli oneri ai gestori? Giocare al San Nicola di Bari è bellissimo, ma purtroppo ci sono dei costi. Lo stesso vale per un campo sportivo come quello turese. A Turi il Comune non può accollarsi tutte le spese, non ci sono molte imprese che possano finanziare le società, e mi dite quale ente prenderebbe in gestione un campo, dove non si sa chi andrà a giocare. Vediamo le entrate del campo sportivo negli ultimi anni, quali sono????
Concludo dicendo che la cosa migliore sarebbe quella di non mettere l'erba sintetica, sistemare il campo da gioco e fare come si sta facendo al Palazzetto. Le società che ci sono si mettono d'accordo e si dividono le spese in base all'utilizzo dell'impianto.
P.S. Quei fari da 600 milioni di lire, proverei a venderli, piuttosto che tentare di accenderli :)
Saluti