In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, la Pro Loco di Turi invia a tutta la cittadinanza i propri Auguri, nella speranza che possa vivere, in tutti, lo spirito della fratellanza e dell'unione.
Inoltre, in occasione della prossima Festa della Primavera indetta per domaenica 27 marzo invita la cittadinanza a partecipare al pranzo sociale.
Per maggiori informazioni vi attende nella sua sede dalle ore 18.00 alle 20.00.
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Commenti
purtroppo da tempo non posso permettermi di fare "il primo della classe", perchè, ahimè (per il tempo che passa), nella classe ci sto, ma dalla parte della cattedra, proprio a insegnare storia nei licei. L'invito all'aggiornamento e alla lettura integrale della storia costituiscono per me una passione, oltre che un obbligo professionale.
Non voglio fare lo spocchioso e dirle "viene a parlare proprio a me di Gramsci?"......le dico che nel suo intervento, come in quello di Riflessione, non uscite dalla qualunquistica, generica e sonnecchiante critica del mio intervento, senza dire una parola, una, sul quadro storico di questi 150 anni che avrei distorto, come dice "riflessione", in senso propagandistico. La questione dell'unità d'Italia è ben più che il Risorgimento. Io ritengo che ci sia la necessità di legare l'orgoglio nazionale a una sana e critica rilettura della storia del 900 italiano. Tutto qui. E' così clamoroso? Lei rintraccia in questa esigenza di comprensione un atteggiamento da "primo della classe"?
"Proprio in questi giorni è in corso una rilettura del Risorgimento".......Le regalo una notizia.....c'è una bibliografia sterminata di decenni, di storici seri, appartenenti a diversi indirizzi storiografici, che rileggono il Risorgimento. Anzi, le dirò di più, ma non vorrei sconvolgerla, tutta la storia, continuamente, è oggetto di analisi, approfondimento....
studiare è meraviglioso, apre la mente, fornisce risposte, riapre domande, evita di ridurre il proprio pensiero a un laconico "non faccia il primo della classe!".....cordialmente
se avesse il buon cuore e magari qualche conoscenza storica per irrobustire la sua gratuita e banale accusa di propaganda politica, ne guadagnerebbe la discussione e, francamente, soprattutto la sua credibilità.
E l'Italia ne ha tante di macchie. Troppe……
Il fascismo, il delirio coloniale, l'uso del gas in Libia ed Etiopia, l'alleanza con il peggior criminale della storia dell'uomo, Hitler, gli anni oscuri della DC, Tangentopoli, il razzismo della Lega, la corruzione dilagante, un premier indagato per concussione, prostituzione minorile, che attacca giudici, magistrati, corte costituzionale, presidente della Repubblica, scuola pubblica e tutto ciò che non si allinea alla sua volontà.
Ma è anche l'Italia dei padri costituenti, della resistenza, di generazioni di onesti lavoratori migranti che si sono fatti onore nel mondo per le loro capacità. E' l'Italia delle maestre della scuola pubblica di fine Ottocento che hanno reso l'Italia unita nella lingua, l'Italia dei valorosi eroi del quotidiano che restano onesti e integri con quattro soldi in tasca pur vedendo attorno a sè ruberie d'ogni tipo.
E' l'Italia di chi ha nascosto gli ebrei alla follia nazifascista, di chi accoglie l'immigrato e gli fornisce ogni sera un pasto caldo nelle sedi del volontariato. E' l'Italia che ha un'identità aperta, che non pensa che questa sia una casa degli italiani, ma degli onesti, dei lavoratori, che preferisce un bravo marocchino a un mascalzone italiano. E’ l’Italia di chi educa i figli al rispetto, al lavoro, all’onestà, a preferire le conquiste con fatica alle vie facili delle conoscenze dei potenti.
Festeggiamo allora in questo giorno. Ma non siano soltanto bandiere, retorica patriottica, parole e parole.
Festeggiare è conoscere, comprendere, migliorare. Voglio essere fiero di questo paese. Ma se mi guardo indietro, tanti, troppi errori.
L'Italia diventi sempre più terreno di giustizia, di solidarietà sociale, promotore di pace nel mondo, di politiche rispettose dell'ambiente, esempio di innovazione positiva.
Sia un esempio, un testimone della bellezza e della giustizia.
Un governo che festeggia l'Italia e parla di nucleare, che si riunisce a Palazzo Grazioli per il bunga bunga, stringe alleanze con tanto di baciamano a Gheddafi, che ha al suo interno un partito che vorrebbe DIVIDERE l'Italia non è credibile. Non è questa l'Italia di cui andare fieri.
Viva l’Italia, allora, “l’Italia che resiste”.
Filippo Losacco
Circolo A. Gramsci
SEL - Rifondazione Comunista