(foto di repertorio)
Come promesso nello scorso numero del nostro giornale, incominciamo questa settimana una carrellata di interviste ed incontri con i rappresentanti dell'associazionismo turese allo scopo di aver un quadro più delineato delle energie locali che si impegnano o vorrebbero impegnarsi.
Incontriamo Ferdinando Redavid.
Come e perchè nasce l’Associazione “Chi è di scena?!”?
“L'Associazione ‘Chi è di scena?!’ nasce da un gruppo di amici che si occupano di attività artistiche, i quali hanno scelto me come rappresentante, colleghi come Lorenzo Salvatori, Maria Antonietta Bongiorno, Domenico Iannone e Antonella Di Noia. Abbiamo messo in piedi questo progetto che non è altro che un contenitore culturale che rappresenta tutte le arti. La cosa sta andando abbastanza bene, infatti abbiamo, nell'arco del corrente anno, raggiunto ottantaquattro iscritti. Siamo impegnati su diversi fronti, sia per quanto concerne l'ambito musicale, sia per quanto riguarda la danza. Al momento stiamo lavorando alla preparazione di un importante spettacolo che sicuramente sarà realizzato a Castellana, al teatro Socrate, perchè purtroppo Turi è sprovvisto di spazi idonei alle attività culturali”.
In questo momento nel nostro comune, l'assessore alla cultura è l'ex vice sindaco Franco D'Addabbo, lei come qualifica la sua attività in merito?
“Negli ultimi anni il settore culturale-artistico, è stato quello più rivisitato, sono cambiati più volte gli assessori responsabili e nel caso specifico non conosco l'azione concreta che l'attuale assessore turese ha intenzione di fare e, siccome non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci con questo nuovo responsabile, ci auguriamo ci possa essere presto una consulta”.
E se invece parliamo di tutta la durata della Giunta Gigantelli, lei ritiene che ci sia stata una certa sensibilità nei confronti del panorama artistico-culturale locale?
“Per la cultura, anche a livello nazionale, è un brutto momento e ce ne stiamo accorgendo tutti, basti vedere i tagli apportati dal governo e si capisce. In fondo l'investimento sulla cultura è anche una scelta politica e se abbiamo ministri che pensano che con la cultura non si mangia è chiaro che ci sono stati meno investimenti e più tagli dovuti a scelte politiche di amministratori che evidentemente non hanno nessuna sensibilità culturale”.
Lei come arricchirebbe culturalmente la nostra comunità? Cosa farebbe?
“Userei tutte le forze a disposizione sul territorio, infatti negli ultimi anni comunque c'è stato un proliferare di situazioni e associazioni interessate a questo settore. Chiaramente io non ho la soluzione in tasca, ma con questa nostra idea pensiamo di poter realizzare qualcosa di diverso in grado di arricchire tutta la comunità”.
Il primo passo da fare?
“Secondo me sarebbe quello di richiamare tutte le associazioni presenti sul territorio, cercando di farle dialogare tra loro e quindi studiare un progetto valido culturalmente e artisticamente in grado di coinvolgere tutte le energie positive in questo senso. In ogni caso la prima cosa che salta all'occhio è che Turi ha bisogno di spazi in cui poter svolgere e preparare attività artistico-culturali. Purtroppo in questo momento abbiamo solo la biblioteca che è tra l'altro molto limitata come struttura. A volte possiamo usufruire delle chiese che ci permettono di fare delle manifestazioni. In pratica manca uno spazio apposito dove attività quali, la danza, la musica e il teatro possano incontrasi. In questo paese manca un teatro, seppur piccolo”.
Lei avrà certamente sentito parlare del progetto comunale “Prove d'Orchestra”, in merito si è fatto un'idea?
“Sembra un progetto molto interessante, rivolto ai giovani. Credo che sia, se non ricordo male, un progetto dell' A.N.C.I. che ha come tema “giovani energie in comune”. Devo essere sincero, mi sarei aspettato, da parte dell'assessore, che avesse riunito tutte le forze valide presenti sul territorio per creare una collaborazione. Invece mi hanno detto che il progetto è stato affidato, tanto per cambiare, all'associazione ‘Orpheo’,e mi auguro che loro riescano a realizzarlo al meglio. Resta certamente il rammarico di non essere neanche stati interpellati come realtà artistica dalla validità provata sul territorio’.
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