Quando Talete di Mileto, tra i primi filosofi del VII secolo a.C., si convinse che solo l’acqua potesse rappresentare il principio della natura, elemento primordiale e comune ad ogni elemento, non avrebbe mai immaginato che a distanza di secoli la fonte della vita potesse diventare una merce.
Il 12-13 Giugno siamo chiamati a rispondere ai quesiti del referendum abrogativo:
bisogna votare “SI” al primo quesito per abrogare l’art. 23 bis della legge 133/2008 e impedire l'affidamento a soggetti privati della gestione dei servizi pubblici locali.
Il secondo quesito chiede l’abrogazione parziale della norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.
Il Comitato AcquaBeneComune in tutta Italia sta promuovendo campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema, consapevole dell’enorme influenza che le nostre decisioni attuali avranno sul nostro immediato futuro, ma soprattutto su quello delle prossime generazioni.
Il Comitato Acquabenecomune di Turi e le associazioni “Articolo
Parteciperanno come relatori Michele Loporcaro, del Comitato pugliese AcquaBeneComune, Loretta Moramarco del Comitato AcquaBeneComune di Altamura, Pasquale Crupi, chimico ricercatore, Nico Catalano, agronomo, aderente al Comitato AcquabeneComune di Turi.
E’ un’occasione di analisi e confronto, un momento di riflessione collettiva sulla portata della scelta a cui i cittadini verranno chiamati a rispondere. Verranno proiettati filmati, proposte analisi sulla qualità del servizio pubblico e sugli effetti del passaggio della gestione ai privati del servizio, alla luce delle esperienze già maturate e segnate da profonde criticità.
L’acqua è un bene comune, un diritto universale che non può essere sottoposto alle leggi del mercato, non può diventare strumento per generare profitti, ma deve restare risorsa che genera e conserva la vita, per tutti.
La privatizzazione non è la soluzione per ottimizzare i servizi, anzi, diventa spesso soltanto l’occasione per esercitare lucro su beni essenziali, tanto più ampio e indifferente ai bisogni individuali quanto più vitale è il bene ceduto al mercato.
E’ una battaglia di civiltà, di opposizione ad un mondo dominato dal denaro, di difesa della vita.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

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