Il consigliere Boccardi, già nel 2010 si era impegnato per i nostri agricoltori. Risultato: zero assoluto per loro. Quest’anno, per la grandine che ha colpito il Barese, ci riprova con la solita propaganda che nostro malgrado non porterà un solo EURO.
Nel frattempo l’On. Elvira Savino e l’Assessore Provinciale Onofrio Resta lavorano duramente mantenendo i piedi per terra senza propagande e false promesse.
Rimborsi e risarcimenti per danni provocati dalla grandinata record per privati cittadini e agricoltori? “Io sono pessimista - tuona, in confidenza ai nostri microfoni l’assessore provinciale Onofrio Resta - la mia impressione è che non avremo nulla. Bisogna smentire tutte quelle interviste e manifestazioni di propaganda, di protagonismo che si sono viste negli ultimi giorni, perché così si rischia di illudere la gente e soprattutto gli agricoltori. Noi, come ente provinciale - assicura Resta - ci stiamo muovendo, ma non vedo reali possibilità di successo. Nel nostro piccolo facciamo il possibile”.
Il prof. Resta lo conosciamo bene, il suo realismo non si smentisce mai; il quadro non è affatto incoraggiante. A margine della consulta cerasicola di stamane, 17 giugno, abbiamo intervistato anche l’onorevole Elvira Savino.
Due i nodi da sciogliere: la finanziaria di Tremonti e la delibera regionale che tarda ad essere approvata.
Primo problema. Il fondo di Garanzia Nazionale potrebbe risarcire solo quegli agricoltori coperti da assicurazioni, pochi a quanto pare. Il fondo di
Garanzia Nazionale non copre danni civili: vetri di auto, edifici pubblici e privati, monumenti, ecc.
Secondo problema. Alcuni parlamentari vorrebbero presentare un emendamento al decreto sviluppo, fonte da cui attingere risorse, ma a quanto pare non ci sono i tempi per concludere l’operazione. Il decreto è blindato.
Terzo problema. Il governo ha cancellato da tempo la parola ‘stato di calamità’ dal lessico giuridico. Si può solo chiedere lo stato di emergenza, per il quale sono previsti risarcimenti non solo all’agricoltura, ma anche ai privati cittadini per danni, come in questo caso, a edifici, auto, ecc, e alle infrastrutture. Ma per riconoscere lo stato di emergenza, serve una delibera regionale che tarda ad arrivare.
Quarto problema. La Regione o la Protezione Civile possono aprire una posta in bilancio per risarcire danni pubblici e privati, ma a quale prezzo? Stando alla legge finanziaria di Tremonti del 2010, l’ente regione - per poter elargire rimborsi a seguito di calamità - deve aumentare le entrate tributarie, quindi aumentare le tasse che gravano sui cittadini stessi che richiedono il rimborso. Un vero paradosso; è il serpente che si morde la coda.
LA DELIBERA CHE NON C’E’ - Intanto, alla Provincia di Bari sono arrivate oltre 140 istanze dai comuni maggiormente colpiti dalla grandine. Nonostante l’evidenza dei danni, la giunta regionale non si decide a deliberare per riconoscere lo stato di emergenza. Un passaggio fondamentale e decisivo, senza il quale non si può sperare neppure in un centesimo di euro. Cosa aspettano in regione ad approvarla?
SAVINO: ‘INTERESSI POLITICI PARTICOLARI’ - “Senza questo passaggio burocratico - osserva polemica l’on. Elvira Savino ai nostri microfoni - non possiamo sollecitare la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Senza questa delibera di giunta regionale non c’è alcuna strada percorribile. Il fatto che la regione Puglia non l’abbia ancora approvata è un fatto grave, di natura politica. Forse il nostro territorio risponde meno a interessi particolari di natura politica, per cui qualcuno ha ritenuto che non fosse necessario essere solleciti nel produrre questo atto deliberativo? Chissà!”
“Il rimborso non è scontato - ammette la Savino - In ogni caso, pretendiamo che la giunta regionale approvi subito questa delibera. Perfino gli agricoltori assicurati rischiano: una volta riconosciuto lo stato di emergenza per calamità naturali, rischiano di non ottenere alcun risarcimento in assenza di questa delibera regionale.”
Al prossimo consiglio provinciale, venerdì 24 giugno, gli assessori Resta e Caputo presenteranno una mozione per sollecitare la Regione Puglia affinché dichiari, con delibera, lo stato di emergenza.
MODULI DA COMPILARE - I privati cittadini possono solo attendere la fine di questo balletto politico, compilando l’apposito modulo disponibile negli uffici di Polizia Municipale, al quale allegare foto e documenti che certificano il danno subito.
RESTA: “Sono pessimista – ammette con rammarico l’assessore Resta – la Regione è determinante ma non ha soldi, in più tarda ad approvare questa delibera. La protezione civile quando si muove? Questo è il dilemma. Inoltre, molti agricoltori non sono assicurati”.
A tal proposito, Turi sembra aver imparato la lezione. Il diluvio del 2010, ricorderete, devastò le ciliegie. Molti operatori agricoli non erano assicurati, mentre oggi lo sono tutti, e per loro la consulta cerasicola è all’opera con i Cofidi e agevolazioni sull’aggio assicurativo. Ma c’è un dato desolante: nonostante i solleciti della Savino in Commissione agricoltura, nonostante i tavoli imbanditi da qualche politicante regionale affetto da smania di protagonismo, il governo, per quei fatti del 2010, non ha cacciato un solo centesimo. Oggi i danni all’agricoltura, ai capannoni e alle piante sono ingenti e duraturi nel tempo, in particolare nel quadrilatero tra Polignano, Rutigliano, Mola e Conversano. Molto meno alle infrastrutture.
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Commenti
a fare troppo il puro si finisce per essere epurati!
lo diceva un compagno socialista come pietro nenni!
Gli interessi dei nostri consiglieri sono pilotati a ben altro.
La rugna se non la togliamo da soli,solo un santo ci potrebbe fare la grazia.
La frase "Nel frattempo l’On. Elvira Savino e l’Assessore Provinciale Onofrio Resta lavorano duramente mantenendo i piedi per terra senza propagande e false promesse." va benissimo per un comunicato stampa del suo comitato elettorale.
Scritta dalla redazione mi pare del tutto fuoriluogo. Non ho timore nel definirla francamente pietosa!
Michele non munge più $$$ e la realtà viene manipolata!!!
P.S. prego pubblicare
Poi la delibera di calamità naturale non serve a niente se il fondo di solidarietà nazionale è prosciugato, in quanto i soldi sono tutti solamente destinati a contributi sui premi assicurativi, vale a dire che il governo nazionale(dal tempo di De Castro ad ora)invece di aiutare gli agricoltori aiuta le compagnie assicurative!
Noi IDV,nel recente cvonvegno nazionale del 31 maggio sull'agricoltura tra le altre cose chiediamo il rifinanziamento del fondo riassegnando gli aiuti agli agricoltori calamitati, come prima, Anzichè ingrassare assicuratori e cosiddetti consorzi di difesa da cui campano rampolli della coldiretti e altra gente di casta politico sindacale.
Quanto ai Boccardi la girano tutta in pubblicità-regresso, miss e pon-pon.
La Savino ci mancava e...la grandine finisce in bunga bunga!
Cmq, nessuna amministrazione locale o statale può risarcire i vetri rotti delle auto:obiettivamente sono altre le calamità naturali che affamano la gente lasciandola senza casa e senza lavoro. Qui è il fondo di solidarietà che dovrebbe funzionare e risarcire chi ha avuto il prodotto o l'azienda seriamente danneggiata. A Turi per fortuna i danni sono limitati, e il vero danno, oltre a Boccardi,lo ha fatto chi monopolizza gli acquisti delle ciliegie! Un danno enorme.
Bisogna iniziare a discutere fra produttori per un programma mninimo di civilizzazione della vendita: non si può fare ogni volta il giro del mondo per trovare l'acquirente o meglio per andare a chiedere l'elemosina,secondo un sistema instauratosi che oltre ad essere fuorilegge ed indegno di una sociertà civile, trasforma il paese in una gabbia di matti che s'incrociano come in un formicaio, senza alcun ordine e alcuna logica economica e commerciale, con grave danno per salute, serenità,tempo, denaro ed ambiente.