
Quasi puntuale, il solenne Pontificale ha avuto inizio alle 10.10 ed è stato trasmesso in diretta su Turiweb.it. Ha celebrato il vescovo mons. Domenico Padovano, assieme all’arciprete don Giovanni Amodio e ai sacerdoti, religiosi e diaconi turesi. Don Giovanni ha dato il benvenuto al vescovo a nome di tutta la comunità turese, ringraziando le persone che con la propria presenza danno senso alla festa come “stare insieme”. Presenti autorità civili e militari in una chiesa Madre piena di fedeli e di eleganza. La prima lettura, dal profeta Ezechiele, è stata proclamata dal Sindaco Gigantelli. Il diacono Matteo Pugliese ha annunciato il Vangelo, che ha tratteggiato la figura di Gesù buon pastore.
“Celebriamo la festa di sant’Oronzo, evangelizzatore della Puglia – ha detto il vescovo durante l’omelia - Oronzo è stato immediato discepolo degli apostoli. Davanti a questi campioni della fede, che hanno versato il sangue della fedeltà, noi restiamo incantati: sono i prodigi di Dio che si manifestano attraverso i suoi santi.”
Mons. Padovano ha poi sottolineato i lati salienti di diversi santi, evidenziando come ognuno abbia raggiunto la santità in un modo del tutto personale e unico. “I santi non invecchiano mai, restano testimoni della giovinezza della chiesa. Non diventano mai personaggi del passato, ma sono sempre gli uomini e le donne di domani, dell’avvenire. I santi sono il frutto del lavoro di Dio.”
“Ma oggi esistono ancora i santi? E dove sono? Sono in mezzo a noi, li possiamo incontrare nella nostra giornata, al mercato, in ascensore, in chiesa. Anche oggi esistono i santi. Sono i nostri contemporanei. I santi non nascono mica in paradiso! Se il cielo è popolato di santi, vuol dire che anche la terra è piena di santi. I santi hanno in testa i nostri stessi problemi, vanno a fare la spesa. Sentono la fatica del vivere. Si confessano dal prete. Ma sono anche diversi da noi. Sono capaci di quella forza prodigiosa che è la non violenza. Sono incapaci di fare del male ad una mosca. Vivono nella tenerezza. Sanno perdonare, sanno dimenticare. La loro presenza porta ovunque pace e serenità. Sanno subire critiche e derisioni. Tuttavia non sono uomini al di sopra degli altri, hanno anche loro piccoli difetti, perché nessuno nasce con l’aureola. Sarebbe bello che ognuno di noi scegliesse un santo come compagno di viaggio: si può scegliere il santo di cui si porta il nome, ma si può anche scegliere tra i santi non ancora ufficialmente riconosciuti dalla chiesa. Si può scegliere un santo sconosciuto ai più, ma che può aiutare ad andare all’essenziale. Mettiamoci alla scuola di questi aiuti che il Signore ci mette a disposizione.”
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Io penso che tutti abbiano diritto di dire la loro anch... - Ecco la Giunta...e le ind...
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