
I circoli di Sinistra Ecologia e Libertà di Sammichele di Bari, Turi e Casamassima hanno intrapreso un percorso unitario nell'ambito di un progetto denominato AGRICULTURA. Il progetto si pone l'obiettivo di introdurre, anche nei nostri paesi prettamente a vocazione agricola, il concetto di filiera corta, promuovendo un agromercato sostenibile. La peculiarità di questo sistema consiste nel ridurre il numero degli attori della filiera, eliminando tutte le figure intermedie, sino a consentire ai produttori la vendita diretta. Un simile mercato, oltre a garantire la qualità e la genuinità dei prodotti, consente la valorizzazione delle biodiversità, delle peculiarità del territorio e di quelle varietà colturali della tradizione antica che via via stanno scomparendo a causa della loro scarsa propensione alla conservazione o del loro basso valore di mercato. Questo nuovo modello permetterà la commercializzazione di frutta e verdura sempre freschi e nel pieno rispetto dei cicli stagionali e la riscoperta dei vecchi sapori del nostro territorio, garantendo al contempo un giusto rapporto qualità-prezzo.
A tal fine, informiamo la cittadinanza che sabato 5 novembre alle ore 17,00, presso il “Circolo A. Gramsci” di Turi, si terrà un ulteriore incontro organizzativo con i rappresentanti dei tre circoli comunali di SEL, dei responsabili provinciali della SLOW FOOD e dei produttori interessati al progetto.
Il coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà di Turi.
Gianvito Pedone
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Commenti
I giovani non hanno bisogno di essere assecondati. Ho timore, piuttosto, che questo bisogno ce l'abbia qualche "vecchio"! Cordialmente
Che cosa centra la dignità dei contadini che, a mio parere, possiedono tutti i turesi che fanno al meglio quell’attività?
Non credi che non possa essere considerata un’esclusiva di qualcuno?
Secondo il mio modestissimo parere, i giovani quando propongono idee innovative e, soprattutto concrete, vanno rispettati.
Sulle proposte ci si confronta e si può discutere anche in maniera dura ma sempre con reciproco rispetto.
Quello che scrive Snoopy lo condivido integralmente.
Infatti, chi dichiara (quasi vantandosene) in una pubblica assemblea e alla presenza di giovani, imprese e amministratori di bruciare tranquillamente i Rifiuti Agricoli (che oltre ad essere un’azione scorretta è un reato punito dal codice penale) non può certamente ostentare di essere un vero e autentico contadino.
Per questo ritengo che le buone azioni non possano avere un colore politico ma solo e unicamente l’obiettivo del bene comune.
Quella vera e pulita fatta d’idee e progetti.
E, chi scrive (com’è noto) non è di sinistra!
Quanto a differenze fra ruoli sociali,è lui, insieme a qualche altro esponente di certi circoli di professorini, che dovrebbe farsi spiegare la differenza fra un contadino che lavora la terra e un'agronomo che pretende di impartire lezioni ai contadini, ma ha paura di lavorare la terra e preferisce campare a spese dei contadini, magari istituendo(sempre coi soldi dei contadini) qualche sportello per l'agricoltutra di qua e di là..... servendosi della politica.
chi non sa, insegna.
un bel finanziamento dai funzioanri di Vendola(gli stessi di Fitto e di sempre...) per l'iniziativa, ma non per rendere disponibile una struttura o pagare un addetto, no! Per realizzare l'informazione sul progetto, cioè per..... niente, come spesso succede nella nostra Puglia dedita all'acquisot dei voti da una parte e dall'altra.
SNOOPY, prima dell'informazione, dei regolamenti dei prezzi giusti e quant'altro teorizzi,
ci vuole L'ASCOLTO DEI PRODUTTORI.
Chi vuole operare deve prima IMPARARE.
Di tecnici e professori i produttori ne hanno conosciuti parecchi, desiderosi solo di crearsi appannaggi per loro e i loro partiti.
Chi vuole operare per il bene di tutti, produttori e consumatori, deve solo mettersi al servizio di tutti, as coltarli e aiutarli. I produttori(come i consumatori)sanno bene quello che serve e che si può fare, non hano bisogno delle tue(e di SEL) "informazioni a 360 gradi", nè delle tue "istituzioni"(cioè il comandante...!)e tantomeno delle tue "associazioni di riferimento":
Questi soggetti devono andarselo a vendere da qualche altra parte(se gli riesce) il loro pesce appuzzito!
E ...una bella zappa..........!per cominciare a capire come funziona per chi LAVORA.
(in risposta a lettore1)In effetti non si tratta di vista corta ma di eventuale difficile, ma non impossibile, condivisione della cooperazione.
(in risposta a IDV-Ass.gen.cittadini)E' chiaro ed evidente che l'inpegno di chi sta lavorando al progetto, sarà in primis l'informazione a 360°verso gli attori della filiera corta,coinvolgendo tutti quei paesi che sono nel raggio di 30Km. dal nostro.E' altrettanto chiaro ed evidende che il nome o la definizione che si dovrà dare agli attuatori del progetto, vedrà il coinvolgimento delle istituzioni locali ed associazioni di riferimento.Per garantire la regolarità del progetto, la stesura di un regolamento, eviterà il fai da tè e o confusioni sulla reale provenienza dei prodotti. Una lista dei produttori aderenti,dei prodotti disponibili,della loro stagionalità ed un paniere della spesa il più completo possibile, insieme ad un'equa determinazione dei prezzi di vendita, dovranno garantire a tutti gli attori della filiera corta il giusto interesse economico.Portando per scontato che l'interesse principe del consumatore è la provenienza certa del prodotto,garentiremmo agli stessi il mangiare sano e bene.Cioè faremmo prevenzione sulla salute e di conseguenza un risparmio sulle spese sanitarie.
Bravi ragazzi, andate avanti!!!!!!
E possibile che non riesci a capire che il produttore non puà perdere tempo ad andarti a raccogliere patate o altro frutto o ortaggio apposta apposta per te? Se lo facesse per quindici venti persone perderebbe la sua giornata per trre quattro euro! E' per questo che si cerca di organizzare momenti e luoghi stabili e pubblici per una professionale vendita diretta al consumatore, in modo da renderla economicamente possibile e vantaggiosa per produttore e consumatore.
NATURALMENTE non c'è bisogno di alcuna associazione slow foofd o altra per sapere cosa serve a Turi per incrementare la vendita duiretta nel nostro paese. Basta riunire chi già la effettua, coem noi abbiamo fatto da anni, per capire, ad esempio, che il primo oboettivo deve essere quello di disciplinare la polizia municipale in proposito con precise direttive per incoragiare, anzichè scoraggiare e abusare di chi già opera nel settore.
Poi viene il resto, sul luogo fisso ed unico(es. l'ex macello)ma non obbligato, ove concentrare l'attività, gestito dai produttori stessi, ecc.....
[era già comparso sul nostro giornale, ma in effetti ci scusiamo con i lettori per questo errore...]