
Capodanno è ormai alle porte, e a poche ore dalla conclusione del 2011, fervono i preparativi per i festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno, che tra modernità e tradizione, tra divertimento e scaramanzia, segna un rilevante momento di transizione che rimanda ad antiche memorie e a positivi auspici futuri. Ma tra preparativi e attese in pochi s’interrogano sulla storia della notte in cui i rimorsi, le pene, e le amarezze dell’anno appena trascorso varcano la soglia della nostra mente per farci rituffare nell’ovattato mondo dell’ottimismo. Stando a quanto riportato da antiche scritture , sembrerebbe che i primi a festeggiare il proprio capodanno furono i Babilonesi, che circa 4000 anni fa, celebravano questa ricorrenza in onore della Prima Luna Nuova dopo l’equinozio di Primavera; data molto significativa considerando la Primavera come stagione della rinascita, della nuova semina e della fioritura. Anche gli antichi romani, sulle orme dei Babilonesi, proseguirono con la celebrazione del nuovo anno nel tardo marzo, finché, nel 46 a.C., Giulio Cesare ideò quello che ancora oggi è conosciuto come il Calendario Giuliano, stabilendo che l’anno iniziasse il primo gennaio. Tanti sono, infatti, i rituali, le tradizioni culturali, i significati simbolici e le usanze legate a questa data, da sempre simbolo di festa e di speranza. Ma come saluteremo il nuovo anno? Complice il potere di acquisto delle famiglie, fortemente decurtato dalla crisi e dalle manovre economiche, questo Capodanno si preannuncia all’insegna del risparmio; molte famiglie hanno di fatto scelto di trascorrere l’ultima serata dell’anno in casa,degustando piatti “benauguranti”, magari in compagnia di amici. Solo alcuni, secondo quanto riportato dalle agenzie viaggi presenti nella nostra cittadina, nella fascia tra i 20 e i 30 anni, azzarderanno una gita fuori porta in qualche grande città come Roma o Milano che offrono numerosissime possibilità di divertimento nelle piazze e nelle varie discoteche d’avanguardia. Ma nella notte della fastosità e dell’abbondanza non mancheranno le usanze legate a riti scaramantici come l’indossare indumenti rossi, baciarsi sotto il vischio e mangiare uva e lenticchie simbolo di soldi e prosperità. In un clima di festa come Capodanno, in molti, incontrandosi per strada o più semplicemente nelle tradizionali “tombolate di famiglia”, sperano in un anno dominato da un maggior benessere psico-fisico, in cui la vita, per molti compromessa dalle attuali manovre economiche, risulti meno stressante e di maggiore qualità.
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