Giovedì 18 Aprile 2019
   
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L'inquinamento di amianto nelle campagne

amianto turi (5)

Le campagne turesi sono il luogo di vita di molti lavoratori, che siano essi agricoltori o contadini. Ma c'è anche una parte della popolazione che vive le campagne per le sue bellezze paesaggistiche, come i ciliegi in fiore durante la primavera o i campi di grano, verdi durante l'inverno. Insieme a questa realtà ce n'è una più desolante, che è stata documentata e dibattuta: quella delle discariche a cielo aperto.

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L'abbandono dei rifiuti, e l'inquinamento che ne deriva, sono un danno ecologico per il terreno coltivabile e per l'ecosistema, ma anche paesaggistico. Materiale industriale, buste di plastica, rifiuti domestici, contenitori di prodotti per l'agricoltura e poi l'amianto. Di quest'ultimo, il più pericoloso per l'uomo, se ne possono trovare quantità rilevanti in via Mola al km 0,7 dal centro abitato; sempre su via Mola al km 2,3 nei pressi di "Albero d'oro"; in via vecchia Sammichele al km 1,9; in via Rutigliano a km 0,5 e al boschetto in via Gioia, che è territorio di Sammichele. Questa mappatura è stata presentata dall'associazione Mobedì ad un tavolo congiunto, tenutosi il 13 novembre dello scorso anno, tra i volontari dell'associazione, il Sub Commisario Sebastiano Giangrande, il Comandante della Polizia Locale Raffaele Campanella, il dirigente del Settore Lavori Pubblici, l'ingegnere Di Bonaventura e due responsabili della ditta "Navita", Vito Catucci e Nunzio Gaudio.

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Sappiamo che molti di questi siti in cui è stato sversato amianto sono recenti. Alcune delle zone interessate sono oggetto di abbandono da soli 12/15 mesi. Si pensi alla Macchia di Paola, in via vecchia Sammichele, bonificata qualche anno fa. Questo fa pensare che il materiale cancerogeno è ancora presente nelle case o negli edifici aziendali di Turi e che non è stato ancora bonificato, nonostante l'amianto sia stato messo fuori legge dal 1992 e diversi governi nazionali abbiano provveduto a dare detrazioni fiscali del 65% per le operazioni di bonifica.

amianto turi (2)

È importante ricordare che se la rimozione e lo smaltimento non vengono eseguiti con i dovuti criteri e con gli opportuni mezzi di sicurezza, si rischia di mettere in serio pericolo la propria salute. Infatti l'amianto, conosciuto in ambito commerciale come eternit, è composto da sottilissime particelle di silice, 1300 volte più piccole di un capello, a forma di ago, che una volta inalate perforano i polmoni. Queste particelle restano nell'organismo poiché il sistema immunitario non è in grado di smaltirle, così da provocare varie tipi di cancro a seconda dell'esposizione.

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Il governo della Regione Puglia, almeno dal 2014 in poi, ha predisposto bandi per la bonifica di aree interessate da amianto, a cui l'amministrazione Coppi ha partecipato. Nei primi anni dell'amministrazione di centrosinistra, uno di questi bandi ha permesso la bonifica in via vecchia Sammichele, in zona Macchia di Paola, e in una traversa di via Castellana; invece il bando emesso nell'anno 2017/2018 il nostro Comune non è riuscito a vincerlo. «Con il primo finanziamento riuscimmo a bonificare poco rispetto a quanto c'era e c'è ancora nelle campagne» - dichiara Antonello Palmisano, ex assessore all'ambiente dell'amministrazione Coppi, così furono interessati i tecnici degli uffici affinché partecipassero a quanti più bandi possibili.

Nonostante il Commissario Cantadori si rammarichi che a quest'ultimo avviso pubblico non si sia riusciti a partecipare, ha fatto sapere che si muoveranno con tempi celeri, intorno ai sei mesi, per fare una bonifica delle aree interessate. Inoltre è stato espresso il chiaro intento di impegnare i vigili urbani per una mappatura più dettagliata di quella prodotta dai volontari di Mobedì, aumentando il sistema di controllo e pattugliamento delle strade di campagna.

Antonio Zita

Commenti  

 
vito totire
#6 vito totire 2019-01-29 11:00
Quello che dice Maria Pia Lenato coglie nel segno e sottolinea la inadeguatezza delle politiche istituzionali; ci sono comuni in cui il cemento amianto il cui smaltimento alla signora Lenato è costato 800 euro viene garantito gratis (quantomeno il ritiro a domicilio mentre è disponibile un kit a basso costo fornito dalla azienda che si occupa dei rifiuti da utilizzare per trattare il materiale); il servizi di ritiro e smaltimento è gratis in un range (a seconda dei comuni) che va da 16 mq. a 200 (Casale Monferrato); la associazione che presiedo rivendica che il servizio sia garantito integralmente compreso i trattamento del manufatto da ritirare;
il comportamento virtuoso della signora Lenato meriterebbe oltre che un encomio, anche un rimborso;

non lo dico né per retorica né per captatio benevolentiae E' CHE IL TUTTO CONFERMA COME IN ITALIA LA STORIA DELL'AMIANTO LE ISTITUZIONI FANNO FINTA DI NON VOLERLA CAPIRE;

I CITTADINI SONO STATI TRUFFATI e adesso devono pagare con la salute (che è il peggio) e col loro portafoglio;
chiariamo: la quantità di cemento-amianto collocata nel territorio italiano nei 40 anni prima della legge 257/92 è stata di 2.5 MILIARDI di metri quadrati...senza neppure alcuna idea preventiva di come si sarebbe gestito lo smaltimento; infatti tutt'oggi circa l'80% del cemento-amianto va...all'estero !
e mi permetto di insistere: perché non costituiamo un gruppo di lavoro che vada oltre la legittima protesta?

Grazie della attenzione.

Vito Totire
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Maria Pia Lenato
#5 Maria Pia Lenato 2019-01-22 22:31
Alcuni mesi or sono ho smaltito alcuni contenitori in amianto con una spesa consistente: 800,00€.
Naturalmente ho resistito ad alcune sollecitazioni che mi consigliavano altre....strade...lasciando molto perplessi i miei interlocutori, uno dei quali era anche disponibile ad "aiutarmi"!!!.Pur tuttavia capisco (anche se non approvo) chi fa fatica a sopportare una spesa del genere. Perché allora non si pensano agevolazioni per chi rimane nella legalità nel rispetto della salute di tutti?
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Lilia
#4 Lilia 2019-01-22 17:43
La via dove abito era una discarica con tanto amianto. Era lí da tanto tempo, fortunatamente il Commissario ha fatto depurare tutta l'area.
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lettore
#3 lettore 2019-01-22 12:08
bravo Vito, totalmente d'accordo su ogni punto di vista da te evidenziato
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Mino Miale
#2 Mino Miale 2019-01-22 10:44
Ecco ... speriamo che i prossimi Amministratori comunali RIESCANO a dare seguito positivo al lavoro di bonifica fin qui svolto ... almeno ...
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vito totire
#1 vito totire 2019-01-21 23:18
Questo articolo è una fotografia impietosa e per questo utilissima; personalmente ho cercato in tutti i modi di attirare la attenzione sulla questione dell'amianto; occorrerebbe consultare i numeri arretrati de Il Paese per ricostruire le varie denunce pubbliche: smaltimenti abusivi al cimitero del colera, nelle strade di campagna, poi la incresciosa situazione della ex-polveriera con cui -diciamo-il Demanio ha dato il "cattivo esempio", ecc.; i primi smaltimenti abusivi denunciati dalla mia associazione e bonificati risalgono alla prima amministrazione Coppi; ma ovviamente non scrivo per rivendicare primogeniture; scrivo per contribuire ad approfondire il tema; la evidenza della cancerogenicità dell'amianto risale al 1935; gli interessi capitalistici hanno imposto l'occultamento della verità; ai cittadini è stata venduta merce cancerogena la cui bonifica costa oggi enormemente di più di quanto costò la merce al momento dell'acquisto; LA POSIZIONE PIU' RAGIONEVOLE SUL PIANO ETICO, SOCIALE ED ECONOMICO E' L'AZZERAMENTO DEI COSTI DI BONIFICA E SMALTIMENTO; i contributi di oggi sono parziali, accessibili per vie tortuose e a volte assurde; su alcune bonifiche (per esempio le reti acquedottistiche le istituzioni "non ci pensano neanche");

certamente nessuno smaltimento abusivo deve poter contare su attenuanti o pseudo-giustificazioni; ma considerato che il problema è la prevenzione e non la raccolta dell'amianto sparso E FRANTUMATO nel territorio , occorre organizzare e garantire ai cittadini la bonifica a domicilio gratuita a carico dello stato ; certo le risorse necessarie sono enormi ma se lo stato fosse in grado di mettere in atto azioni di rivalsa economica e giudiziaria nei confronti dei responsabili del disastro ambientale e sanitario che l'amianto ha comportato ,le risorse si troverebbero.
Peraltro in diversi comuni italiani le quantità che si vedono nelle foto pubblicate nell'articolo di Antonio Zita SONO GIA' RITIRATE GRATUITAMENTE A DOMICILIO; le spese per lo smaltimento vengono scaricate sulle tasse sui rifiuti invece che sulle casse delle multinazionali ma quantomeno i materiali non vengono dispersi e spappolati nell'ambiente.

In conclusione occorre sanzionare gli smaltimenti abusivi MA SOPRATTUTTO PREVENIRLI ANCHE ATTRAVERSO UNA ADEGUATA INFORMAZIONE E FORMAZIONE SUL RISCHIO CANCEROGENO.
Se qualcuno vuole entrare in sinergia con la AEA...siamo qui.
Si potrebbe elaborare un progetto "Turi asbestos free" -"Turi libera dall'amianto".
Come abbiamo fatto in altre città italiane.

Grazie della attenzione.

Vito Totire, presidente nazionale AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute
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