
Proprio quando le cose sembravano giungere ad un epilogo positivo, ecco che ripiomba invece la paura di perdere definitivamente la Caserma dei Carabinieri. Già, perché l'idea di trasferire gli uffici dell'attuale Stazione dei Carabinieri nei locali dell'architetto Castorinis, a pochi passi dall'attuale struttura militare, è sfumata proprio negli ultimi giorni a causa del canone di locazione richiesto, ritenuto troppo alto (40mila €) dall'Agenzia del Demanio.
Tali costi, effettivamente esosi, sarebbero serviti non solo a pagare l'affitto, ma anche a supportare le spese di adeguamento dei locali a carico del proprietario. Ma la cifra ritenuta idonea dal Demanio era appena la metà di quella richiesta. Nulla di fatto quindi. E' importante ricordare, tuttavia, che il Comune di Turi, proprio nei giorni scorsi, ha emesso una delibera di giunta in cui venivano stanziati 20mila € annui, per i due anni utili alla ristrutturazione dell'attuale caserma, affinché si ammortizzassero i costi del canone di locazione. Non è bastato.
Una cosa è certa: i militari del luogotenente Giancarlo Lozito non possono più operare in certe condizioni di disagio. La Caserma va necessariamente ristrutturata dopo aver subito per cinquant'anni gli attacchi degli agenti atmosferici.
In passato si è anche provveduto a raccogliere le firme per rimediare all'ipotesi di trasferimento dei carabinieri presso la Stazione di Sammichele. Il prof. Onofrio Resta, unitamente a Giovanni di Pinto, misero insieme 1500 sottoscrizioni in appena due giorni. Ma le cose non sono cambiate anche dopo tale avvenimento. Tanti sono stati gli aggiornamenti. Pochi i fatti.
Qualche mese fa, si pensò di trasferire la Caserma presso i locali di via Del Re, presso la chiesa di San Giovanni Battista, ma anche in quel caso non tutto filò liscio e l'idea fu accantonata.
Adesso torna in ballo la possibilità che i nostri militari vengano trasferiti a Putignano. Un calvario.
Il sindaco nelle ultime dichiarazioni pubbliche ha fatto capire che ci si sta muovendo in tutti i modi pur di evitare quest'ultima ipotesi: potrebbero essere usati i locali del 1° piano del Centro Culturale Polivalente, o ancora si potrebbe cercare un appartamento di proprietà del Comune in modo tale da traferire lì, temporaneamente, almeno gli uffici (le celle sarebbero spostate presso le caserme dei paesi limitrofi). Difficile pensare, comunque, che una di queste ipotesi possa trattenere nel nostro paese tutti i militari attualmente presenti in caserma, ben tredici: qualcuno potrebbe essere trasferito altrove.
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