
L’abilità nel raccontare storie ed incantare i più piccoli ha permesso di creare un incontro ricco di sorprese e di favola per tutti i presenti. I bambini sono stati coinvolti nella storia del “Lupo e i cinque agnellini”, e hanno accompagnato la narrazione intervenendo e interpretando i personaggi. Insieme a loro, anche il pubblico adulto ha assistito al racconto dell’autore.
Come rendere un racconto figurato? A questa necessità ha risposto la creatività di Monica Rabà, che ha seguito l’autore con alcuni disegni che rappresentavano le scene descritte. La Rabà è un’illustratrice che, dopo la laurea in Architettura, per alcuni anni ha frequentato il laboratorio fondato dall’artista e disegnatore Bruno Munari, “Giocare con l’arte”, presso il Museo Internazionale di Ceramiche di Faenza. Da allora conduce laboratori ispirati al metodo Munari e svolge lavori di illustrazione per la letteratura dell’Infanzia.
Centrale durante la serata è stata la riflessione sull’utilità delle illustrazioni
nei racconti per ragazzi. Roberto Piumini ha definito i disegni "poco utili per lo sviluppo della creatività dei bambini, soprattutto i disegni che spesso rappresentano il finale del racconto e non inducono il lettore a pensare e immaginare la scena”. La Rabà piuttosto ha definito le illustrazioni come una sorta di “storia nella storia, che permettono di ampliare un racconto e di crearne magari uno nuovo a partire da quello narrato”. La stessa Alina Laruccia ha affermato che “le illustrazioni aiutano i bambini a capire meglio la storia o magari comprenderla se questi non sono ancora in grado di leggere”. I colori infatti, soprattutto se vivaci, sono uno stimolo per la creatività e la crescita figurativa dei bambini. Anche il pubblico, formato da genitori, maestre e lettrici, ha affermato quanto “il bambino abbia voglia e bisogno di disegnare: l’immagine stimola l’interesse verso i racconti”.
Una domanda dal pubblico:
Per Monica Rabà: Che differenza c’è tra un’illustrazione per adulti ed una per bambini?
“C’è grande differenza. In quella per adulti si presenta la necessità di mostrare le capacità pittoriche ed artistiche del disegnatore, di essere quanto più realistico possibile e frenare anche la propria creatività. Nei disegni per bambini, invece, non abbiamo la necessità di essere maestri d’arte o perfetti riproduttori."
Per Roberto Piumini: Che differenze si provano tra lo scrivere per gli adulti e lo scrivere per i bambini?
“Sicuramente scrivere per i bambini è molto più emozionante. Per me è come giocare con loro, raccontare seguendo le regole dei bambini, regole che riguardano il linguaggio, oltre che fisiche e corporee. Nei testi per i bambini, noi autori, dobbiamo coinvolgerli usando il loro mondo: far riferimento al corpo, piuttosto che alla psicologia dei personaggi. La nostra scrittura deve tendere quasi alla poesia, creare musicalità e ritmo, per poter attrarre il loro interesse. Dobbiamo aggiungere anche un tocco di sorpresa, stupore, piacere. Non è facile, ma le gratificazioni che giungono successivamente ti ripagano di tutte le fatiche. Scrivere per i bambini è scrivere per i gruppi, perché un testo semplice è letto in famiglia, a scuola, ovunque e capisco direttamente se piace o meno al mio pubblico. Quando invece scrivo la letteratura per adulti, so di scrivere per il singolo. È raro trovare gruppi che condividono il piacere di leggere insieme qualcosa e condividere emozioni e sentimenti”.
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Commenti
Vero è che il lettore acquista il libro in quella circostanza per fregiarsi della dedica dello scrittore o scrittrice. Per legge la vendita può essere effettuata solo in presenza di una libreria. Dove vedi la stranezza??
Racconti che coinvolgono i lettori di ogni età spesso e volentieri fanno riferimento anche alla musica. Dove vedi la stranezza???
Orologio, non pensi d'aver sbagliato nel tuo commento????
Se sei convinto di no, allora lo strano sei tu.
1) Capisco che non hai mai assistito ad un incontro del presidio
2) Capisco quanto è povera la tua curiosità di lettura e quanto non ami sognare
3) Capisco che non apprezzi il lavoro di coloro che amano e sanno scrivere e hanno voglia di parlare al mondo, piuttosto che alla piccola cerchia di amici di paese.
Lodevole il lavoro del PRESIDIO e di CHI E' DI SCENA!?
Hai ragione!! La musica è arte, di certo tu non puoi esserne un fautore.
La tua pochezza mi fa venire i brividi!!
Ferdinando Redavid