Venerdì 25 Maggio 2012
   
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FUOCO E PASSIONE SULLE TELE DI DANIELA DE CARLO

mostra
Il chiostro delle clarisse, sito nella Biblioteca Comunale di Turi, fa da scenario alla mostra di pittura della giovane Daniela De Carlo. Aperta dal lunedì alla domenica, dal 6  al 18 aprile, l’artista accoglie i visitatori alla scoperta e alla conoscenza delle proprie opere. Curiosità, emozioni e misteri, dietro ogni dipinto.

In un excursus di colori e movimenti, dal tono freddo del “Giocoliere” al calore sprigionato dalla luce in “Meraviglie di primavera”, Daniela De Carlo modella e dà vita a sentimenti e bisogni a volte tra loro contrastanti. Nella necessità di esprimere la propria personalità, pone comunque l’accento su chi è l’uomo, sulla sua posizione nella società e sulla sua transitorietà, instabilità e fragilità all’interno del cosmo.

Un bisogno di libertà e di ricerca di nuovi spazi e nuove avventure sono letti nelle diverse rappresentazioni, legate tutte da fili conduttori che marcano queste esigenze. Gli animali sono il simbolo di questo percorso.

La creatività della De Carlo si esprime nell’impressionare la tela secondo l’originale tecnica creativa dello “Specchio Corrotto”, così denominata dall’artista per esprimere il bisogno di ottenere la “restituzione di un’immagine, intenzionalmente illusa, che corrompe l’originaria realtà, offrendo una nuova e suggestiva dimensione nella quale far immergere lo spettatore ed emozionarlo”. Molto forte è l’intreccio tra il “Vero e il Non Vero”, tra il “Naturale e l’Artificiale”, tra “l’Esterno e l’Interno”, che ha l’obiettivo di creare una nuova dimensione dove sentimenti ed emozioni dell’artista vogliono far nascere, allo stesso modo, sentimenti e sensazioni di benessere nello spettatore.

Domenica 18 Aprile, in conclusione della mostra, tutta la cittadinanza è invitata ad una esibizione musicale dei più grandi successi italiani e stranieri.

Commenti 

 
#1 amante dellarte 2010-04-12 00:58
Ho avuto modo di ammirare ed apprezzare le opere di questa ragazza che con umiltà e semplicità si è messa in gioco.
Ma perchè i tanti artisti "paesani" non fanno altrettanto invece di criticare, chiacchierare e giudicare sempre e comunque gli altri?
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