
Per la V edizione del Progetto Lettura, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Turi, le classi IV della scuola elementare hanno incontrato la scrittrice Giusi Quarenghi. Coordinati dalla Responsabile del Presidio del Libro di Turi, Alina Laruccia, e con l’intervento di apertura del dirigente scolastico, dott. Vincenzo Tardi, i bambini hanno potuto ascoltare e partecipare all’esperimento letterario con la scrittrice.
“Tutte le maestre hanno dato un notevole contributo per la riuscita della mattinata, preparando molto bene i bambini all’incontro con una delle autrici più amate dal piccolo pubblico” ha affermato Alina Laruccia.
Tutto preparato a misura di bambino, ha visto un ringraziamento della scrittrice ai piccoli lettori che l’hanno invitata e le hanno preparato questa “splendida festa”. Incorniciato da musiche e canzoni che inneggiaVANo all’amicizia e all’amore fraterno, tutti i partecipanti hanno incantato gli adulti con la loro semplicità e voglia di sorridere.
Come una nonna dolce e premurosa, la signora Quarenghi si è offerta alla curiosità dei bambini rispondendo alle loro domande.

Quando ha iniziato a scrivere storie per i bambini?
“Ho iniziato a scrivere quando ero già grande. In età scolastica non amavo molto scrivere, preferivo leggere. Verso i 30 anni ho iniziato a raccontare delle storie. Il risultato è comunque frutto delle fatiche che ho affrontato in età scolastica quando, pur non volendo scrivere, le mie maestre mi costringevano a farlo”.
La tua maestra era contenta delle tue storie? E tu ne eri orgogliosa?
“La mia maestra non era molto contenta. Aveva sempre qualcosa da correggere. E per fortuna. Io ero più orgogliosa dei miei disegni e dei quaderni di matematica”.
Ti piace più illustrare o scrivere?
“Io non ho mai illustrato fumetti. Mi piacciono, li ho letti, intervistavo gli autori, ma non li ho mai illustrati, né scritti”.
Perché hai deciso di dedicarti completamente alla scrittura dei libri?
“Scrivere è un’attività che merita molta attenzione. Insegna a vivere attenti, ad ascoltare il mondo, a guardare tutto quello che c’è da vedere e immaginare quello che non si vede. Uno che scrive è attento perché ha voglia di ricordare tutto. È un testimone attento di ogni cosa della natura e della realtà circostante. Se poi vuoi essere testimone per i bambini, devi dare maggiore attenzione a quello che vedi e senti”.

A cosa ti dedichi nel tempo libero?
“Il bello di questo mestiere è che forse tutto è tempo libero. Faccio quello che ho voglia di fare, come e quando voglio. Per me, il mio lavoro e il mio tempo libero coincidono. A questo, unisco il piacere di camminare, che è un altro modo di scrivere”.
Quanto tempo impieghi per scrivere un libro?
“Tanto tempo. Serve del tempo per pensare e riflettere alla storia che vuoi scrivere. Segue il tempo per la scrittura e le riletture intermedie e finali. Io ho quindi bisogno di tanto tanto tempo”.
Cosa pensi quando scrivi storie che poi leggeranno i bambini?
“Scrivo storie e penso solo a quello che scrivo. È un lavoro che richiede tanta concentrazione, quindi penso solo a questo. La scrittura è un esercizio perenne contro la distrazione”.
I personaggi delle tue storie sono reali o immaginari?
“I personaggi sono immaginari. Ma l’immaginazione non fa parte solo degli scrittori, degli artisti, dei musicisti, dei pittori, ma è la risorsa più grande degli scienziati e degli storici. Senza di questa non si può e noN si riesce ad andare avanti. Non si potrebbero fare scoperte, non si conoscerebbero i popoli antichi. Permette di conoscere il passato e scoprire il futuro”.
Quali generi letterari preferisci?
“È più facile dirti cosa non preferisco: gialli, horror, fantasy, fantascienza. Non amo i generi con regole precise. Mi piace leggere quello che mescola tutti i generi, senza andare nella precisione”.
Tra i tanti libri che hai scritto, quale è il tuo preferito?
“Fino a qualche anno fa, ti avrei detto che preferisco quello che scriverò. Oggi ne ho 3 da citare: “E sulle case, il cielo”, una raccolta di poesie che ho composto in circa 20 anni e guarda a 3 generazioni della quale sono stata partecipe e dove si respira il grande rispetto nei confronti dell’infanzia. È un libro che si è scritto da solo. Un altro libro è “Io sono il cielo che nevica azzurro” e la riscrittura dei “Salmi” che ho fatto per i bambini.
Giusy Quarenghi, autrice di numerose raccolte di poesie e di testi narrativi per bambini e ragazzi, da diversi anni ha impegnato la propria creatività per renderla a misura di bambino. Più che creatività, la scrittrice preferisce parlare di “immaginazione”. Ha pubblicato il suo primo libro per bambini nel 1982 diventando una delle autrici più amate dal piccolo pubblico. Raccontare storie per loro significa permettersi di trovare del tempo dedicato per se stessi, un tempo che giova sia all’adulto che racconta, sia al bambino che ascolta, infatti il bimbo ne guadagna in autonomia.

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Commenti
peccato per le istituzioni cieche, sorde e sempre assenti.
in questo paese, come in altri, interessa solo la cementificazione.
Ancora una volta quest'evento è stato possibile grazie al presidio del libro ed i suoi volontari.
Giusi Quarenghi un patrimonio d'immenso valore.
Bravi gli alunni della IV elementare ed il corpo docente.
Grazie all'amministrazione comunale per aver ospitato l'evento.
Peccato che l'unico che probabilmente non ha sufficentemente apprezzato il tutto è stato il dirigente scolastico (per quanto ha detto e per quanto non ha detto o fatto).