Il Presidio del Libro di Turi, presso la libreria Eleutera, ha presentato nella serata del 21 maggio, “Una terra spaccata”, romanzo di Emilia Bersabea Cirillo.
Un romanzo che descrive un intreccio tra storia d’amore, ricerca della verità e legame verso i luoghi natii, ha come sfondo l’Irpinia. Un territorio sconvolto dalla paura per la costruzione di una discarica di rifiuti che sommergerebbe tratti paesaggistici che suscitano meraviglia e incanto. La ricerca di verità sarà il fine cui tende la protagonista Emilia Gregoriana, una geologa romana che si trova a Napoli con l’incarico di verificare se l’altopiano ventoso in Irpinia, ex riserva di caccia costellato da pale eoliche, macchie di verde e poche case, possa essere un luogo adatto ad ospitare una discarica regionale. Gregoriana, dopo essere rimasta colpita dallo stretto legame che unisce la terra e i suoi abitanti, deciderà di combattere con i mezzi a sua disposizione la costruzione della discarica. Gregoriana e Filippo, personaggio maschile verso il quale la donna si sentirà legata, condurranno una loro battaglia per impedire la contaminazione di quel pezzo di terra fatto di silenzio, vento e verde.
Cosa ti ha condotto a scrivere la materia di questo libro?
“La storia che ho raccontato in questo mio libro è una vicenda vera, accaduta circa tre anni fa, che ha interessato l’Irpinia e che mi ha colpita profondamente. Io sono di Avellino e sono particolarmente legata alla mia terra, alla Campania e ai luoghi meravigliosi dell’Irpinia dove la natura è incantevole. Tutti gli abitanti del napoletano si sono opposti alla costruzione di questa discarica. Ho quindi pensato ad una storia ambientata in questi luoghi, con queste persone, con questi sentimenti”.
A chi ti sei ispirata?
“Ho sempre amato Virginia Woolf e come lei, non avrei iniziato a scrivere fino a quando non avessi trovato un buon inizio”.
“Una terra spaccata”, romanzo definito “accogliente, ospitale e piacevole” dai presenti, è il risultato di un lungo lavoro di scrittura, correzione e riscrittura, che ha impegnato a lungo la scrittrice e architetto Emilia Cirillo. “Durante la sua composizione – ammette la donna – ho ascoltato molta musica contemporanea, soprattutto di Luigi Nono, che mi ha aiutata a costruire i silenzi”. Parti fondamentali nel testo, sono appunto i silenzi tra i personaggi o i fatti narrati. Questi, assieme al vento, sono i leganti e gli elementi che descrivono maggiormente i sentimenti e le emozioni dei personaggi. Parla il paesaggio. Racconta l’Irpinia.
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antonio tateo, ti volevo al centro in alto... - Consiglio Comunale: il vi...
Complimenti alla redazione, tuttavia cercate di risolve...
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