La «Mafia Pulita» scritto a quattro mani da Antonio Laudati ed Elio Veltri.
“Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla”. (Platone, La Repubblica)
È questa la prefazione al libro “Mafia Pulita” presentato ieri sera nella sala consiliare del Comune. Il Presidio del Libro di Turi, nella persona della responsabile Alina Laruccia, ha accolto il Procuratore Capo della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, autore, insieme ad Elio Veltri (Longanesi Editore), di una raccolta di storie vere tratte dai materiali inediti dei processi che li riguardano: affiliati della 'ndrangheta, organici di Cosa Nostra o camorristi insospettabili.
Alla serata, moderata dal giornalista Vito Catucci, hanno preso parte il sindaco Vincenzo Gigantelli, il preside dell’ITC “Sandro Pertini” di Turi, prof. De Leonardis e i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali. Numerosi anche i ragazzi dell’ITC, intervenuti alla serata con alcune domande.
Quella del libro è una mafia invisibile che frequenta i salotti dell'alta finanza e parla più lingue, con donne che dal carcere gestiscono il mercato del falso, avvocati che hanno fatto delle discariche un affare miliardario, broker che trattano con i narcotrafficanti e fattorini che viaggiano in Ferrari organizzando traffici illegali alla luce del sole.
Di mafia e camorra, come sottolinea lo stesso Catucci, se ne sono occupati e se ne occupano scrittori, registi, giornalisti, come fosse un argomento comune, non più relegato alla sola magistratura. È proprio questo che secondo Laudati può sensibilizzare i giovani, e la società in genere, alla legalità. “Si guardi l’aiuto che la magistratura ha avuto per la cattura dei ragazzi che hanno ucciso il giovane casamassimese nel casinò”- commenta. “Io non sono uno scrittore o un letterato. Sono un magistrato, ma ho scritto questo libro perché ritengo che i libri, come la cultura e lo studio, forniscano spunti di riflessione e possano in qualche modo, migliorare la nostra vita”. Senza il contributo di tutti, la giustizia non può funzionare e, ammette, “la difficoltà odierna è la partecipazione della collettività alla legalità”.
Oggi la scuola, come ha sottolineato il preside De Leonardis, sostenuto dal prof. Buonaccino d’Addiego, mira a infondere maggiormente nei ragazzi questo senso di giustizia che deve divenire un valore. Un’educazione alla legalità, impartita nell’ambiente scolastico, poi ricercata e diffusa in tutti. Il cittadino può fare molto partendo da semplici comportamenti.
Attenta l’osservazione di cosa sia oggi la mafia. Un’impresa, ben organizzata, dove ognuno ricopre un ruolo e risponde a delle esigenze e delle domande sempre in forte crescita. Contrabbando, prostituzione, truffa, rappresentano quasi una condizione naturale della nostra epoca. Crimini che si rivolgono a cittadini consenzienti, che richiedono prestazioni illecite e che non si spaventano di fronte ai controlli della magistratura. Mafia come cultura, come espressione di una società, come regola comportamentale e rispetto delle gerarchie del più forte, del più potente, del protettore. “In Puglia la criminalità organizzata è giovane, ma non per questo meno forte delle altre, anzi, al contrario, proprio per questa sua mancanza di storia è più pericolosa, perché non è caratterizzata da rigidità nelle strutture gerarchiche”- aggiunge il procuratore.
Laudati conclude spiegando che l'obiettivo della società moderna è trovare una comune idea di giustizia, perché non ne abbiamo più una radicata e condivisa. La giustizia deve essere partecipata, se vuole avere risultati. Ecco perché accetta sempre volentieri incontri di questo genere, proprio per confrontarsi con i cittadini e soprattutto con i ragazzi, sperando che venga meno “il silenzio degli onesti”.
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beh insomma la "diretta video" ha il suo fascino comuni... - Consiglio Comunale: il vi...
antonio tateo, ti volevo al centro in alto... - Consiglio Comunale: il vi...
Complimenti alla redazione, tuttavia cercate di risolve...
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Commenti
il primo riguarda il suo datore di lavoro che è il POPOLO ITALIANO;
il secondo riguarda la risposta da dare alla criminalità organizzata pensando ad una società che possa esprimere una LEGALITA' ORGANIZZATA.
Saluti.