Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size

Warning: getimagesize(images/stories/archiviofoto/lorenzo_gassi_durante_una_pausa_artistica.jpg) [function.getimagesize]: failed to open stream: No such file or directory in /home/turiweb/public_html/plugins/content/contentoptimizer.php on line 189

Warning: filesize() [function.filesize]: stat failed for images/stories/archiviofoto/lorenzo_gassi_durante_una_pausa_artistica.jpg in /home/turiweb/public_html/plugins/content/contentoptimizer.php on line 196

LORENZO GASSI CON LE SUE "GAMBE" ALLO CH

lorenzo_gassi_durante_una_pausa_artistica.jpg

Dopo pochissimi giorni dalla notizia di essere stato scelto per prendere parte con un suo quadro alla Galleria del castello francese Château des Réaux, abbiamo ascoltato il rutiglianese Lorenzo Gassi, da anni residente a Turi, artista. Ebbene, è cominciato proprio da questo termine la chiacchierata che abbiamo potuto svolgere nel suo garage-archivio-studio. Evitate le domande classiche di questi momenti, del tipo “che emozioni hai provato quando hai saputo di prendere parte con una tua opera?”, abbiamo impostato il dialogo in maniera molto “free”,  lungi da qualsiasi schema preparato a tavolino. Gassi ha introdotto da sé la pseudo intervista, spiegandoci le motivazioni per cui non si prende il lusso di definirsi artista. “Artista è un parolone. Mi definisco un artista a metà. Non riesco totalmente ad identificarmi in questo termine. Sono ancora molto distante da potermi definirmi tale. Oggi si fa molto uso di queste terminologie come se fossero “normali” per chi prende il pennello in mano e si improvvisa pittore “chiazzaiolo”. Gli artisti in comune hanno uno spirito innovativo, libero; sono dei pensatori che lottano con se stessi viaggiando attraverso la propria interiorità. Sono dei sognatori, espressionisti di quello che riescono a leggere in quello che li circonda. Sono stravaganti. Non hanno politica. Non hanno preconcetti. Un artista è semplice, umile. Un artista è spesso a corto di soldi: è difficile che si arricchisca almeno che non segua un profilo imprenditoriale”. Alla definizione già complessa di artista abbiamo cercato di farci spiegare cosa significa la parola “arte”. L’arte ha infinite sfaccettature. Può essere intesa come ricerca, sperimentazione, analisi del proprio io descritto in un messaggio attraverso la tela. L’arte è sicuramente comunicazione. L’arte è nelle mani di chi ha alle spalle anni di studio.  L’arte è uno stile di vita, vissuta e lavorativa. È qualcosa che presuppone alle spalle delle conoscenze da buon artigiano: prima di prendere il pennello in mano, bisogna conoscere le qualità dei materiali su cui si vuole dipingere, poi ci si raffronta con le prospettive e i colori. Basta pensare ai maestri scultori che andavano nelle cave di marmo per tastare la pietra per poi prenderla e scolpirla. Lì nascevano i maestri, non tanto gli artisti. Loro aprivano le botteghe, dove si sfornavano scuole metodologie artigianali legate all’arte”. Tuttavia, Gassi, così come egli stesso spiega, oltre a saper apprezzare il mondo nelle sue piccole sfaccettature, in tutto quello che ci offre, riesce anche a venderne tutti gli aspetti negativi. Soprattutto legati al rapporto che la società ha con gli artisti e con l’arte più in generale. “Prima col mecenatismo ci si poteva arricchire e lavorare come professionisti affermati, definendosi artisti. Ora non viene più riconosciuta l’importanza di questa professione”. Ha anche da ridire sulle istituzioni, soprattutto quelle comunali: “Spesso vengono chiamati a rassegna i pittori e gli artisti locali. Ti convocano e ti chiedono di procurargli una tua opera. Nessuno però si preoccupa di pattuire i qualche modo un modo per ammortizzare le spese che gravano sull’artista”. Continua spiegando che il Palazzo Comunale di Turi è praticamente privo di opere d’arte e che nessuno si preoccupa di arredarlo.  Continuando nel nostro dialogo ci siamo soffermati sui suoi primi passi nel mondo dell’arte. “Abitavo a Rutigliano nel centro storico. Vicino casa c’era la bottega di un pittore. Mi affascinava la figura di quest’uomo che col pennello creava le sue opere. Da allora trascorsi molto tempo nella sua bottega. Egli mi ha messo per la prima volta una matita in mano, e mai dei colori. Ricordo un episodio in particolare: dopo aver ultimato di disegnare un vaso con dei fiori, il maestro mi chiese di chiudere gli occhi e di dipingere il mio vaso. Quello che avevo dentro”. È proprio quello che continua a fare Lorenzo Gassi, che nella sua vita ha sperimentato tantissimi stili e generi di pittura. Dal naif all’astrattismo, fino al surrealismo. Proprio questa corrente lo coinvolge in questo periodo della sua vita. Egli non copia. Egli non disegna quello che vede. Egli non fa fotografie. Come ci spiega egli stesso, si guarda dentro e cerca di tirare fuori i colori dell’anima, i colori che sono Lorenzo Gassi può tirare fuori. Ogni soggetto dei suoi quadri acquista una personalità ben definita distinguibile da qualsiasi altro soggetto della medesima sfera semantica.

La sua arte l’hanno commentata in molti. Amatore Fino, premio nobel dell’arte – Repubblica di San marino 1998, ha detto di lui: “Una materica esposizione del suo gusto creativo, espresso con la spontaneità di un artista attento ai suggerimenti della natura. Lorenzo Gassi trasforma le sensazioni visive con abilità cromatica con opere coinvolgenti sul piano emotivo.

Egli non deforma la realtà, ma semplicemente la esprime con le forme della sua anima, briosa ed illuminata, lasciando agli intrecci dei suoi colorismi, la libertà di esprimersi attraverso la dimensione “creativa”. Lo spazio-forma utilizzato da Lorenzo Gassi si popola di personaggi e figure che indagano la formalità, valicandone i significati astratti. Il suo istinto creativo comunica un realismo a volte crudo per i temi trattati, con energia di sintesi descrittiva. L’artista prosegue la ricerca della forma, individuandone gli aspetti dell’espressività; egli assorbe le sensazioni del mondo esterno, dando vita ad opere che sono il risultato della sua stessa esistenza, sofferta e “combattuta”. I suoi quadri parlano con lirismo; scenari e paesaggi dai colori vivi o spenti secondo le stagioni, creano un ambiente quasi magico e incantato che esplodendo dalla tela ci coinvolge “emotivamente”. Nei suoi quadri il messaggio di un sensibilissimo “artista”.

Gli abbiamo chiesto se si riconosce in questa critica. Molto schiettamente ci ha detto che un artista ha il dovere di accettare qualsiasi critica. “Sono quello che riesco a trasmettere. Non esiste una critica sbagliata”. E se gli chiediamo a quale quadro si sente più legato, o in qualche modo si identifica più che in altri, ci risponde con una apparente frase fatta: “a tutti”.  “In ognuno mi rispecchio. Ad ognuno sono legato perché ogni volta che dipingo creo una mia personale creatura. Non esiste uno peggiore o uno migliore. Ogni quadro è frutto di un particolare momento della vita che ti ha ispirato. Quando comincio una nuova tela io partorisco un altro figlio, che appena finito rientra nella mia famiglia”. “Ogni volta che ci sia affaccia ad una nuova tecnica o stile si scopre un nuovo mondo. Una volta raggiunto quello che volevi accantoni tutto e vai alla ricerca di nuove esperienze. L’artista di natura è un innovatore incapace di appiattire la propria arte”. Cercando di capire quindi come nasce un quadro, ci spiega “che tutto nasce da un’idea e dalla necessità di irrompere tra la gente con un messaggio di speranza attraverso lo svolgimento figurativo di mondi surreali, venuti fuori dalla ricerca interiore. Un quadro viene fuori dopo anni di pensiero”. Ad esempio, il quadro delle gambe che prenderà il volo tra poco verso i l castello francese sta ad indicare il consumismo e la globalizzazione. Il tema delle gambe visto nell’ottica dell’attualità.

Nel suo curriculum rientrano molti altri riconoscimenti a livello nazionale e internazionale nel campo della pittura e della letteratura. Citiamo il premio letterario Maria SS. Dell’OLMO, IV edizione – 2003 – basilica Pontificia – Comune di Cava dei Tirreni conferitogli da una giuria di professori universitari, grazie alla poesia dal titolo “Al mio bimbo autistico”.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI