17 marzo 1861 fu promulgata la legge n. 4671 con la quale si proclamò ufficialmente il Regno d'Italia. Nacque, da un’Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno e si radicò nell’intera popolazione il sentimento e la coscienza di non essere più terra di scontro tra potenze. Un solo regno, una identità nazionale. L’appartenenza ad un’unica terra, un unico credo, una sola legge, una sola bandiera: popolo Italiano.
17 marzo 2011. 150 anni dopo quell’importante giorno. Non una semplice festa, ma una memoria di quanto, più di un secolo fa, semplici uomini, oggi patrioti, marciarono, combattendo, in nome dell’appartenenza ad una sola terra. Da estranei nella stessa patria, uniti da una stretta di mano, hanno sventolato una bandiera, un tricolore simbolo della nuova identità acquisita. È la stessa bandiera quella che nel pomeriggio di ieri è stata protagonista della lunga marcia, simbolica, dei rappresentanti istituzionali, militari, associativi e cittadini lungo le strade del nostro paese.
Riuniti dinanzi al Palazzo Municipale, dalle ore 16.00, hanno formato un lungo corteo che, guidato dall’Ass. Bersaglieri, a cui è affidata la regia degli eventi per l’intero anno, ha raggiunto le scuole elementari e medie turesi.
Per ricordare gli avvenimenti che hanno cambiato le sorti dell’Italia e degli Italiani, dalla sede comunale accompagnati dalle note suonate dalla banda cittadina, il corteo ha incontrato i dirigenti scolastici, i docenti e gli scolari, con i quali, da via Cisternino, Largo Marchesale, piazza Colapietro e via Santa Chiara, ha raggiunto piazza Francesco Curzio. Non poteva mancare un accenno al garibaldino turese che prese parte all’impresa dei Mille, dinanzi alla cui casa, a cura della Scuola Primaria, è stata letta la lirica ‘La spigolatrice di Sarpi’.
Ritornati in piazza Orlandi, in un’unica voce, un coro di bambini della Scuola Primaria, sventolando il tricolore, hanno intonato l’Inno di Mameli, stringendo tutta la piazza in un unico sentimento di identità nazionale, seguito dalla lettura de ‘La vedetta lombarda’ di E. De Amicis.
Negli inconfondibili colori il lungo corteo si è poi spostato in piazza Moro dove la cerimonia di commemorazione si è chiusa con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti e le parole del nostro sindaco.
Foto Claudio Spada:
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