
Sabato 9 luglio, ore 19.30, in piazza San Nicola, si terrà la presentazione del libro di Pasquale del Re “U Fermàgge pùnde”.

Esso, infatti, quale patrimonio da insegnare ai nostri figli, nella sua bellezza ed unicità, ci aiuta a mantenere vive le passioni: “è una dolce corda che lega il nostro essere oggi a coloro che sono stati ieri”.
“Questo libro è una bomboniera che voglio regalare a me e ai turesi” - afferma Del Re. “Quando Raffaele Valentini, l’esperto per eccellenza, lo ha tradotto in lingua dialettale, ho provato una forte emozione. É mia ferma intenzione omaggiare anche i turesi che sono all’estero, lontani dai loro parenti. Vorrei riuscire a portare la rappresentazione teatrale del testo non solo tra i turesi, ma anche a Lussemburgo. Ringrazio il dott. Michele Boccardi per aver sponsorizzato il libro, il professor Raffaele Valentini per aver messo a disposizione la sua competenza e il dott. Mino Miale per aver casualmente ritrovato la commedia.”
“U fermàgge punde” non è solo un testo teatrale ma soprattutto un simpatico spaccato di vita sociale turese, frutto dell’osservazione diretta dell’autore che con la spontaneità di un sorriso crea un vero e proprio lavoro storico-culturale.
Prima del testo teatrale c’è uno spazio dedicato al paese e alla sua gente, all’abitato, alla vita sociale, alle sue origini neolitiche, alla descrizione del territorio, al folklore fatto di sagre come quella della ciliegia ferrovia, di processioni come quella dei “Santi Medici”e “dell’Annunziata” nota come “’u passàpasse”.
Si parla di S. Oronzo con la festa “grande” a lui dedicata, del suo verde, delle sue straordinarie “massae”, masserie autarchiche, cinte da torrette. L’autore si è servito di testi storici come si evince dalle note bibliografiche. Il racconto è ambientato negli anni ’70 quando si aveva un differente controllo sociale. In casa viveva la nonna, ci si identificava con i soprannomi, si giocava per strada; le donne spettegolavano intorno al braciere. C’erano credenze popolari come la “gura”, non c’erano i televisori e la comunicazione era orale: senza interferenze ci si guardava in faccia, si osservava la gestualità che era viva, autentica.
Ci saranno anche alcuni pezzi tratti dal libro che verranno interpretati da Domenico del Bene, Irene Mastronardi, Francesca Gentile e Carmela Cannataro. Si ringrazia anche Angela Manzari per la selezione musicale.
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