Sabato scorso, in piazza Gonnelli, la Nuova Pro Loco con il patrocinio del Comune di Turi, ha presentato “Il Pianista Virtuoso”, concerto del Maestro Leonardo Locatelli, tratto dall’omonimo Cd del pianista.
Attraverso una serie di ieratiche statue bronzee rappresentanti “I Trecento” realizzate dal papà del musicista, su un’elegante tappeto rosso, le note virtuose, suonate a memoria.
‘Virtuoso’ è per Locatelli colui che muove gli animi con la tecnica, che sa emozionare e si emoziona, finalizzato alla musica, a trasmettere.
Abbiamo fatto un volo col calabrone (“Il volo del calabrone” di Korsakov) nei diversi virtuosismi di stile e autore. La “Toccata e fuga in re minore” di Bach è stata scelta perché è alla base della preparazione di ogni musicista. Busoni ne ha fatto la trascrizione per piano dall’organo che in realtà ha più possibilità tecniche disponendo di pedali.
Poi, l’ascolto di Mozart, autore più spontaneo che scrive di getto, senza errori e sbavature.
Le sue “Variazioni in Do maggiore” sono su un tema popolare francese. Si tratta di dodici variazioni elegantissime scritte da un mito morto giovanissimo, la cui musica è come la giovinezza ma a differenza di essa, eterna.
Beethoven è l’antitesi di Mozart, più profondo, più serio, più maturo. Abbiamo ascoltato due suoi pezzi emblematici: “Per Elisa” (su un amore non corrisposto) e “l’Appassionata” (finale passionale, moto verso l’infinito).
Shubert ha composto soprattutto ‘lieder’ per voci e piano, che eseguiva nelle sue serate, le ‘sciubertiadi’ , riservate agli amici.
E siamo arrivati all’ascolto di Chopin che è il vulcano del piano; ha mani elastiche, forti, nobilita lo ‘Studio’ facendolo diventare opera da concerto. “La caduta di Varsavia” rappresenta l’urlo per la propria terra che soffre, dramma espresso con fuoco ed energia.
La scelta di brani accessibili a tutti, la chiara spiegazione degli stessi al pubblico da parte dell’esecutore, la brevità ed incisività del concerto che ha catturato l’attenzione di tutti, ha mostrato tutta l’umiltà e l’esperienza del nostro pianista, commista a bravura e tecnica in una esecuzione perfetta, nonostante la sua giovane età. In conclusione, il fiabesco Shubert, il noto tema zigano della danza ungherese di Brahms e Liszt, il più grande virtuoso innovatore e creatore del poema sinfonico.
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