
“Alla scoperta del rifiuto. Il loro percorso dal riciclo al riuso”. È questo il titolo di un progetto che interesserà dal 30 novembre e sino ai primi mesi del 2012, le prime classi della Scuola Media “R. Resta” di Turi. Un’occasione di formazione per aiutare i ragazzi a comprendere l’importanza del riciclo e della corretta educazione alla selezione degli scarti che non devono diventare inquinamento per l’ambiente.
Tema quanto più attuale nella nostra cittadina che all’indomani dell’approvazione della “raccolta porta a porta”, si trova immersa da dubbi e domande sulle corrette azioni per non cadere in errore. Ecco che interventi scolastici, indirizzati ai piccoli cittadini in grado di apprendere e consigliare le famiglie sulle giuste azioni, divengono sempre più apprezzate. Il progetto è partito dalla comunicazione e divulgazione per sensibilizzare gli studenti sulle problematiche connesse alla gestione dei residui solidi, liquidi e gassosi che generalmente si accumulano nell’ambiente domestico.
Nonostante il tema sia attuale, comunque diverse sono state le occasioni per apprendere come spesso poca sia l’informazione circa lo scarto dei rifiuti, un comportamento necessario per creare residui da poter essere riutilizzati. In Italia, purtroppo, solo il 7 % del rifiuto è differenziato, incidendo in questo modo sull’inquinamento ambientale e, di conseguenza, su rischi per l’essere umano. Una carrellata di slide hanno fatto da sfondo alle parole degli esperti di “Posidonia” intervenuti a “raccontare” ai ragazzi come selezionare e cosa ottenere dal prodotto differenziato e raccolto nelle rispettive campane colorate.
Dal vetro (non riguarda le lampadine o tubi di neon, cristallo, vetro al piombo (specchi), ceramica, porcellana o vetro sporco(andrebbe sciacquato), alla carta (non rientrano i tovaglioli usati o sporchi che piuttosto rientrano nell’indifferenziato, la carta oleata, sporca, con alluminio, la carta di alcuni giornali o le copertine di quaderni …), all’alluminio segnalato da un marchio “alu” e posizionabile nella campana del vetro, alle pile, da riportare nei negozi di acquisto e alla plastica, figlia del petrolio, non riposta assieme a polistirolo, plastica sporca, tetrapak, nylon o gomma.
Una mattinata di immersione, se così possiamo definirla, nel mondo del rifiuto e che apre un periodo di osservazione e analisi del territorio turese per scatti di “inciviltà” che saranno oggetto di un commento e confronto durante il successivo incontro.
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