
“Dalla storia si possono comprendere quali siano le vere ingiustizie”. Spesso però i libri di storia tacciono le emozioni, i sentimenti, le paure e le speranze di chi ha scritto le pagine del nostro ieri. A volte ancora non sono le parole che raccontano la memoria: spesso sono i suoi silenzi. È sui silenzi tra due donne, un’anziana signora, Olga Mautino ed un’adolescente, Katia, che si riscopre la profondità del cuore e si rivive il proprio passato. Olga e Katia sono le due figure che abitano il più recente lavoro letterario di Anna Lavatelli, “Non chiamatela Crudelia Demon”. “Il mio pubblico sono i ragazzi. Al più, posso scrivere per età fino ai 17/18 anni. Perché è quella l’età in cui si può sognare di più”. E infatti “Non chiamatela Crudelia Demon”, edito dalla Piemme nel 2012, con il suo linguaggio semplice e mai banale nonostante la materia trattata, narra l’ingiustizia di una donna e della sua famiglia vittime del regime staliniano dell’ex Unione Sovietica. Un testo dove a parlare sono prima i silenzi che fanno da liet motiv per la narrazione. Un incontro casuale, se così lo possiamo definire, tra le due donne, separate non solo da un giardino, ma da un’intera generazione, che origina atteggiamenti burleschi da parte di Katia e i suoi amici e quindi il momento dell’incontro. Una punizione e un’ingiustizia che presto porta le due donne a maturare un’amicizia, a condividere emozioni e testimoniare la barbarie dei Gulag sovietici, dove uomini, donne e bambini erano vittime della follia umana.
“Un grande onore per noi di Turi – ha commentato Alina Laruccia – responsabile del Presidio del Libro di Turi – ospitare Anna Lavatelli”. La presentazione del suo libro, nella mattinata di lunedì 30 gennaio ai ragazzi delle terze classi della Scuola Secondaria di I grado e una classe quarta della Scuola Primaria di Turi, rappresenta la prima occasione per l’autrice di presentare il suo più recente lavoro. Nella Sala Teatro della Scuola Media, accolta con un grande applauso dai ragazzi, dai loro docenti e dallo stesso Preside, prof. Ferdinando Brienza, l’autrice novarese ha “subito” le curiosità dei più piccoli. Dalla lettura dei passi ripresi dal suo libro, alle domande di uno dei ragazzi della terza media, ai simpatici ed imprevisti interrogativi dei bambini delle quarte classi, la mattinata con la Lavatelli ha lasciato a tutti i presenti un forte interesse a conoscere sempre più la vicenda tra “la lettrice di Evtusenko” e la giovane punita che racchiuderà in sé quel bagaglio di memoria che mai avrebbe appreso dai libri della storia.
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