Venerdì 22 Novembre 2019
   
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Uno scrigno chiamato Grotta

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Con il Club Unesco una giornata dedicata alla valorizzazione dei beni territoriali

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Un lungo pomeriggio incentrato attorno ad uno dei patrimoni storici e naturali della nostra Turi, ancora poco conosciuto, ancora poco echeggiato. Parliamo della Grotta di Sant’Oronzo, meta di tanti “pellegrini” della riscoperta storica nelle giornate dedicate alla valorizzazione dei beni paesaggistici territoriali.

È la Grotta di Sant’Oronzo quella che ha ospitato la Giornata europea del patrimonio 2019, iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea che, a livello europeo, ha unito tante cittadine con l’obiettivo di omaggiare i siti culturali più rappresentativi. Le Giornate sono state celebrate in tutta Europa il 21 e il 22 settembre e proprio in questa giornata, il club Unesco di Bisceglie in collaborazione con il Comune di Turi assessorato alla Cultura e l’associazione nazionale Bersaglieri sezione di Turi, ha organizzato un evento culturale al fine di promuovere l’educazione alla conservazione, valorizzazione e Promozione del patrimonio artistico monumentale e archeologico della Puglia.

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Appuntamento alle 17 presso il Cappellone, la famosa Chiesa di Sant’Oronzo. A dare il benvenuto ai numerosi presenti, l’infaticabile Pina Catino, presidente del Club Unesco di Bisceglie. A precedere la sua apertura, la divertente scenetta musicale interpretata da I Discjadisce “Uè uè terèse”.

Un ringraziamento particolare all’impegno di Pina Catino è stato rivolto dal Sindaco di Turi, Tina Resta, che ha poi lasciato la parola a don Giovanni Amodio. “Questo è un luogo su cui stiamo puntando molto la nostra attenzione ed il nostro impegno. Un luogo molto amato dai turesi e diventato centrale durante il Giubileo Oronziano - ha commentato. Il nostro obiettivo però è elevarlo a Santuario Diocesano, dotandolo di alcune caratteristiche fondamentali per creare un santuario”.

grotta (3)Visibilmente emozionato il presidente dell’Associazione Bersaglieri di Turi, Franco Tria, che ha ricordato l’atto di coraggio e di volontà dell’Associazione di prendere l’incarico di gestire della Grotta sin dal 2005. “Un impegno non facile - ha aggiunto - ma di cui andiamo fieri considerata la grande affluenza annuale”.

Grotta carsica di grande valore storico, artistico, religioso, uno “scrigno” da raccontare e far conoscere, è negli obiettivi del lavoro dell’Assessore alla Cultura dott.ssa Teresa De Carolis, che ha annunciato l’ingresso del sito in un progetto di più ampio respiro, che lo vede affiancato alle più note Grotte di Castellana. “Abbiamo avviato un tavolo tecnico per inserire la Grotta di Turi tra le bellezze della Puglia, al pari dei trulli di Alberobello, della Valle d’Itria, di tutti quei luoghi di interesse turistico che parlano della Puglia. Ma la Grotta di Sant’Oronzo è anche storia e religione ed è per questo che non appena mi fu presentato questo evento, l’ho accolto con grande entusiasmo”.

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Quindi gli interventi dei relatori della giornata, dal Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia dott. Salvatore Valletta, al Presidente Nazionale SIGEA dott. Antonello Fiore, al Presidente AISM Bari dott. Domenico Campana.

“Se non c’è conoscenza non ci può essere valorizzazione” - è stato riferito, puntando l’attenzione sul l’importanza che hanno i giovani nel lavoro di tutori e curatori del patrimonio. “I giovani devono impossessarsi del loro patrimonio artistico e paesaggistico”.

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Ecco che in questo discorso di valorizzazione dei beni territoriali si inseriscono i lavori degli artisti, esposti sempre all’interno della Chiesa. Fotografie, sculture, dipinti, installazioni: racconti di bellezze che parlano di Turi e della nostra terra, presentati con gli occhi di Luigi Vito Manghisi, Piero Giannini, Mino Miale, Assunta Fino, Fabio Zita, Fabio Basile e Daniela Angelillo.

Prima della discesa in Grotta, una parentesi doverosa sul sito che si stava per visitare, permessa dal geologo Fabio Luparelli, che ha appunto descritto le caratteristiche della nostra Grotta carsica, frutto del sapiente lavoro di Madre Natura e dell’acqua che con la sua forza scolpisce la pietra.

È con “La Festa Granne” che si chiude il cerchio dei racconti sul nostro patrimonio naturalistico, poi visionato dai presenti ed ammirato dai nuovi sguardi accompagnati da Alberto Lenato.

Cinzia Debiase

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Commenti  

 
Grillo parlante
#1 Grillo parlante 2019-10-02 07:39
Complimenti davvero, GRAZIE a Tutti !
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