Sabato 28 Marzo 2020
   
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Il dovere della Memoria viaggia sul Binario 21

Il binario 21

Didiario inaugura domenica 16 la mostra “Binario 21”. Fissata al 26 Febbraio la conferenza “Il dovere della memoria” con il prof. Osvaldo Buonaccino

Lo scorso anno, precisamente ad ottobre, il nostro Comune, grazie all’incessante ed encomiabile attività di Didiario – Suggeritori di Libri, riuscì ad accogliere, direttamente dal museo di Praga, un insieme di disegni toccanti, realizzati dai bambini rinchiusi nel lager di Terezin. Più nello specifico, nella mostra itinerante realizzata da Coop Lombardia e gestita dall’Associazione Figli della Shoah, venivano presentati alcuni pezzi della più grande raccolta d’arte infantile inerente all’Olocausto: pensate che al completo questa collezione conta ben 4387 opere originali.

I disegni dei bambini di Terezin (5)

«L’anno scorso – racconta oggi Alina Laruccia – ben 600 bambini ebbero modo di venire qui a Casa delle Idee per guardare la mostra. Molti di loro, come tanta altra gente, accorsero anche da altri Comuni». Dal nostro punto di vista, è difficile ripetere, con un'altra modalità d’intervento, la catarsi che, seppur priva del suo effetto liberatorio, solo quei disegni erano e sono in grado di creare nell’osservatore: nonostante il tempo trascorso, è difficile dimenticare quelle tinte scure impresse con rabbia sul foglio, quelle ombre spaventose, quelle rappresentazioni tragiche stilizzate su una carta che sembrava gridare vendetta e profondo dolore. Ciononostante, ricordare per non dimenticare e per non ripetere certi gravi abomini appare, purtroppo ancora oggi, fondamentale.

I disegni dei bambini di Terezin (7)

Da questo punto di vista l’azione commemorativa di Didiario non arretra di un centimetro: domenica 16 febbraio, alle ore 18.00, verrà inaugurata qui a Turi, sempre a Casa delle Idee, sempre in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah, la mostra “Binario 21”, possibile anche grazie al contributo del Fondo Internazionale di Assistenza alle Vittime del Nazismo, della Conference on Jewish Material Claims Against Germany e della Regione Lomabrdia.

Nella serata inaugurale sarà presente la dott.ssa Maria Teresa Milano, esperta di ricerca in Ebraistica, traduttrice, formatrice e autrice di diversi libri, tra cui “I bambini raccontano la Shoah” che verrà presentato qui a Turi proprio domenica 16: «In realtà – spiega Laruccia – il libro è rivolto anche e soprattutto agli adulti. La dott.ssa Milano è stata personalmente a Terezin per osservare da vicino quella realtà, inoltre, ha condotto diversi studi molto interessanti su questo delicato argomento. Mi auguro che anche quest’anno, come l’anno scorso, possano raggiungerci molte persone anche dai Comuni limitrofi sia nell’inaugurazione che durante tutta la mostra il cui termine è fissato al 3 marzo».

I disegni dei bambini di Terezin (2)

La mostra si presenta come un viaggio nella Memoria e ricostruisce la storia di alcune delle 605 persone deportate ad Auschwitz-Birkenau il 30 gennaio 1944. Tutti loro partirono da un binario fantasma, ovvero il binario 21 nascosto sotto la Stazione Centrale di Milano. Dalla fine del 1943 all’inizio del 1945, sempre da questo binario, partirono 14 convogli, carichi di un’umanità sofferente e stremata, costretta a regredire all’oggettualità più cinica e spietata: nonostante i treni utilizzati fossero in precedenza destinati agli animali, è riduttivo parlare di persone trasformate in bestie. Lo squallore e il degrado, infatti, spingono più a considerare oggetti di scarto, rifiuti, quegli esseri umani barbaramente uccisi dall’ignoranza e dalla follia di altri loro simili.

I disegni dei bambini di Terezin (8)

Tornando alla mostra, essa consiste di due parti: la prima ripercorre le fasi della discriminazione razziale e della persecuzione antiebraica in Italia; la seconda invece riporta alla luce le toccanti testimonianze di alcuni deportati in quel tragico convoglio. Tra questi vi era Liliana Segre che, oggi, a distanza di decenni, racconta ancora cosa significarono per lei quegli anni nei campi di sterminio. In un documentario di Alberto Angela, la Segre ripercorre nitidamente il suo arrivo al binario 21, il suo percorso in treno e il fortunato epilogo che le ha permesso di essere ancora in vita: lei, più di tutte, conosce il significato di quella parola scolpita a caratteri cubitali davanti al binario 21; la parola “indifferenza”. «Gli italiani – puntualizza Alina Laruccia – sapevano tutto ma sono stati indifferenti, rassicurati dal fatto che la deportazione non li avrebbe riguardati».

Il prof. Buonaccino

Lunedì pomeriggio, invece, la Laruccia e la dott.ssa Milano saranno al Centro Aperto Polivalente per permettere ai bambini del CAP di incontrare l’autrice del libro che in questi giorni stanno leggendo: «Al CAP troviamo l’arcobaleno, il mondo intero, senza pregiudizi e razzismo. Adesso non riconosco più il mio paese che, invece, un tempo non era affatto razzista. Quando a Turi eravamo “morti di fame”, ci volevamo tutti bene. Ricordo piuttosto le parole di mio padre che, emigrato in Germania, era costretto a fingersi muto nei bar per non far capire la sua provenienza: locali pubblici dove era vietato l’ingresso ai cani e agli italiani. Dobbiamo tenere a mente – chiosa – che siamo cittadini del mondo».

E intanto dal prof. Mimmo Leogrande e dalla stessa Alina apprendiamo che il 26 febbraio, alle ore 18.30, Didiario e il Centro Studi Aldo Moro di Turi presentano “Il dovere della memoria”, una conferenza a cura del prof. Osvaldo Buonaccino, da anni in prima linea per mantenere viva la Memoria come fosse, per l’appunto, un dovere morale. L’incontro si terrà sempre a Casa delle Idee.

LEONARDO FLORIO

Commenti  

 
Non dimentichiamo fo
#1 Non dimentichiamo fo 2020-02-20 20:07
Non dimentichiamo foibe il più grande massacro nei confronti degli italiani
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