Sabato 15 Agosto 2020
   
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Corpus Domini: in ginocchio sull’asfalto

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Tantissimi parrocchiani dell’Oratorio presenti alla messa del Corpus Domini officiata da don Giuseppe Dimaggio; per l’Oratorio estivo è ancora tutto da decidersi a causa del Covid-19

Nel 1208 la beata Giuliana di Retìne, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi in Belgio, vide durante un'estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra: da Dio intese che quella visione rappresentava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini: la richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l'ottava della Trinità.

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Quest’oggi la solennità del Corpus Domini (“Corpo del Signore”) è estesa in tutto il mondo cristiano e chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua, celebrando il mistero dell'Eucaristia istituita da Gesù nell’Ultima Cena. In sintesi, dunque, il senso di questa ricorrenza consiste nell’attestazione della presenza di Cristo all’interno dell’Eucaristia. A proposito di quest’ultimo aspetto, è bene far riferimento al miracolo di Bolsena avvenuto nel 1263. Nello specifico, si racconta che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell'Eucarestia, nello spezzare l'ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo; le sue perplessità furono immediatamente chiarite, poiché dall'ostia iniziarono a fuoriuscire alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell'altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina. Venuto a conoscenza dell'accaduto, con la Bolla Transiturus dell’11 agosto 1264, Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità.

“TUTTO CONCORRE AL BENE”

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Tornando ai giorni nostri, la solennità del Corpus Domini, quest’anno festeggiata domenica 14 giugno, ha subìto non poche modifiche a causa della pandemia. Prova ne è, ad esempio, la celebrazione svoltasi all’interno della Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice, officiata da don Giuseppe Dimaggio che, di seguito, racconta: «A causa della pandemia e in ottemperanza alle misure anti-Covid, non è stata consentita, quest'anno, la Festa del Corpus Domini a livello cittadino, né la consueta processione eucaristica per le vie della nostra città. Ogni comunità, nella propria parrocchia, ha celebrato l'Eucaristia e ha vissuto un momento di adorazione e successiva benedizione con il Santissimo Sacramento. E la dimostrazione che “tutto concorre al bene” e che da ogni evento, anche difficile, si deve sempre trarre il meglio, è stata confermata dalla fortissima coesione, intimità e commozione venutasi a creare durante tutto il tempo dell'evento liturgico della Festa del Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo».

IN GINOCCHIO SULL’ASFALTO

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«Il cortile del nostro oratorio si è numerosamente popolato, oltre ogni nostra aspettativa: tutti gli operatori pastorali, tante famiglie di bimbi che, appena possibile, riceveranno la Prima Comunione, una nutrita rappresentanza degli scout, tantissimi fedeli hanno voluto attestare la presenza viva di Cristo nella Chiesa, nelle nostre famiglie, in ogni credente. Mi mancano le parole per descrivere l'emozione profonda suscitatami da quell'assemblea composta, rispettosa, attenta alla solenne Liturgia. E mi è sembrato che rispecchiasse il contenuto della mia omelia: “La Chiesa di Gesù è la Chiesa che custodisce e celebra l'Eucaristia: dove non c'è Eucaristia, non c'è la Chiesa di Gesù. A Messa si va per Gesù, esclusivamente per Gesù. Lui è il motivo della Messa, Lui è Colui che celebra la Messa”.

Al termine dell'Adorazione, ho voluto portare processionalmente Gesù Eucaristia, percorrendo i corridoi formatisi dal distanziamento dei posti, e ho visto i fedeli inginocchiarsi sull'asfalto spigoloso, in atteggiamento adorante al passaggio del Santissimo, a testimoniare la loro fede, convinti che Lui solo è il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia».

LA GRADUALITÀ DI CHI SA PONDERARE

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Per quanto riguarda il futuro prossimo, quali sono le idee per l’estate dell’Oratorio?

«In questa situazione di emergenza, le linee guida indicateci per la riapertura degli oratori si prefiggono l'obiettivo di trovare il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco e, in generale, all'educazione del bambino e dell'adolescente e, dall'altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, di quella delle famiglie e del personale educativo. Alla luce di queste pesanti responsabilità, abbiamo voluto adottare il principio della “gradualità di chi sa ponderare”. Si correrebbe il rischio di stilare dei programmi che, nel rispetto delle norme di distanziamento e di prevenzione del contagio, privilegino di più le relazioni virtuali che quelle reali, caratterizzate, al contrario, da gesti spontanei che non prevedono alcuna pianificazione. Del resto, l'esperienza dell'Oratorio estivo nasce come attività formativa e ricreativa, in un clima di familiare serenità e condivisione. In questo delicato periodo, riteniamo, pertanto, che non ci siano le condizioni per viverla in modo adeguato: i fanciulli e i giovani hanno sempre trovato negli oratori spazi di libertà dove poter sprigionare e dare fondo a tutta la loro vitalità, a tutta la loro energia, a tutta la loro creatività: questa volta sarebbe, invece, solo l'ennesimo luogo “vigilato” da protocolli in vigore».

“VIVREMO UN’ESTATE DIVERSA”

«Vivremo un'estate diversa! Lavoreremo in un modo alternativo, ma resteremo comunque al fianco dei nostri ragazzi: se e quando sarà possibile ritrovarsi, potremo considerare di ipotizzare uno scenario che un po' alla volta si apra e, se ce ne sarà data l'occasione, nulla ci impedirà di organizzare eventi in assoluta sicurezza».

LEONARDO FLORIO

Foto di Giuseppe Florio

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