Martedì 29 Settembre 2020
   
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“Una Festa coraggiosa”

Livio Lerede

Insieme al presidente Livio Lerede tiriamo le somme della “Festa Grànne”, segnata dalla paura della pandemia e dalle limitazioni della Curia

In tono minore, nostalgica, inedita, ovattata, più spirituale e devota. Sono tanti gli aggettivi che hanno provato a definire questa edizione della Festa Patronale. Se ne dovessimo scegliere uno, opteremmo per coraggiosa. Coraggiosa perché è stata organizzata con la spada di Damocle di una pandemia che fa tutt’ora sentire i suoi morsi; perché è stato necessario rinunciare ad ogni festeggiamento civile per ottemperare alle raccomandazioni dei Vescovi pugliesi; perché ci si è dovuti ingegnare per superare i tanti impedimenti, cercando di coniugare la devozione religiosa con lo spirito folkloristico, altrettanto importante e sentito, che caratterizza i giorni dedicati al nostro Patrono.

La discesa del busto di Sant'Oronzo

La “Festa Grànne” a Turi è cosa seria, non sono ammessi errori. Eppure, Livio Lerede, con responsabilità e convinzione, si è messo ugualmente in gioco, consapevole di esporsi ai malcontenti di un programma “ridimensionato”. E, contro ogni previsione, insieme alla sua squadra è riuscito anche a introdurre alcune novità che faranno da apripista alle prossime edizioni. Una su tutte la scelta di modificare la tradizionale posizione del carro trionfale. Il risultato finale può essere più o meno gradito, ma in quanti avrebbero accettato la sfida?

Ora che il carro ha lasciato silenzioso piazza XX Settembre, dandoci appuntamento al prossimo anno, abbiamo approfittato per intervistare Lerede, ripercorrendo gli aspetti salienti del suo secondo anno di presidenza.

Quali sono stati i momenti più intensi di questa Festa?

«Sicuramente la messa della sera del 25 agosto, officiata davanti al Cimitero, con l’omaggio al compianto Maurizio e a tutte le vittime del Coronavirus. Altrettanto intenso è stato il Pontificale del 26 agosto che, per la prima volta, si è celebrato in piazza Orlandi, trasformata in una “cattedrale a cielo aperto” per accogliere in sicurezza i fedeli».

La nuova posizione del carro

Come è nata l'idea di spostare il carro?

«L’idea era nata già l’anno scorso; quest’anno, complice una serie di variazioni rese necessarie dalle misure anti-Covid, l’abbiamo concretizzata. Nel tempo, il cuore della festa si è spostato da via Maggiore Orlandi a via XX Settembre; ci è sembrato naturale sistemare il carro in una posizione più centrale rispetto alla precedente. In più, dovendo celebrare le messe in piazza Orlandi, abbiamo pensato che sarebbe stata cosa gradita avere come sfondo la peculiarità della nostra Festa. Aggiungo che la nuova posizione ha permesso a un maggior numero di persone di seguire la discesa del busto di Sant’Oronzo, prima riservata ai “pochi fortunati” che, il 27 agosto, riuscivano ad assieparsi in piazza. Devo dire che, a parte qualche comprensibile nostalgico, la maggior parte dei cittadini ha apprezzato il cambiamento».

Ci sono state critiche sulla scelta di proiettare l'immagine del nostro Patrono sulla Torre e sulla chiesetta di San Rocco.

«Non penso che ci sia stato nulla di blasfemo in questa iniziativa, né ci pare di aver urtato la sensibilità di qualcuno o l’integrità culturale dei nostri beni architettonici. È stato un modo per supplire alla mancanza di tanti simboli della Festa che, per le condizioni straordinarie in cui si è operato, non abbiamo avuto la possibilità di realizzare».

Ci spiega la vicenda di Marinuccio e del monumento di Sant'Oronzo?

«Il presidente onorario Di Venere ha indirizzato al sindaco la richiesta di montare un tempietto luminoso che incorniciasse il monumento al nostro Patrono, come atto devozionale per il trentesimo anniversario dalla posa della statua. Il sindaco, giacché era un aspetto che rientrava nelle competenze organizzative del Comitato, mi ha girato questa istanza invitandomi a trovare una soluzione praticabile. Considerando che le note della Curia vietavano espressamente l’installazione di luminarie, se non nella parte antistante la Chiesa, ho provato a confrontarmi con Di Venere per arrivare a un “compromesso”, una via alternativa più sobria e in linea con le raccomandazioni dei Vescovi pugliesi. La nostra proposta è stata di optare per un arco luminoso arricchito da addobbi floreali della statua. L’idea è stata respinta, ragion per cui il Comitato ha provveduto autonomamente ad attuarla, avvalendosi dell’aiuto offerto da Andrea Saffi, onorando altrettanto degnamente il trentennale del monumento a Sant’Oronzo. Respingo al mittente le insinuazioni di chi ha parlato di una “disparita di trattamento”, anche il Comitato si è limitato a predisporre solo cinque rosoni. L’unica “deroga” è la posizione: anziché installarli davanti la Chiesa Madre, sono stati montati in via XX Settembre, visto che lì si sarebbero svolte le celebrazioni liturgiche».

La processione del Comitato 'junior'

Abbiamo visto che si è formato un Comitato Festa "junior". Sono già pronti i vostri eredi?

«La sera del 16 agosto, durante la messa rionale celebrata in piazza Antico Ospedale, si sono avvicinati due bambini che ci hanno chiesto di iscriversi al Comitato. Ascoltando i loro discorsi, abbiamo compreso che hanno davvero a cuore la Festa Patronale e le nostre tradizioni, per cui li abbiamo sostenuti senza esitazione quando, insieme ad altri quattro coetanei, hanno espresso il desiderio di organizzare una processione di gala simbolica. È certamente una nota positiva perché permette di gettare i semi per il futuro e di coltivare la devozione verso il nostro Patrono; ci rassicura che anche domani ci saranno cittadini pronti a spendersi per dare il giusto tributo a Sant’Oronzo».

State già pensando a qualche progetto per il prossimo anno?

«L’anno prossimo la storia del carro trionfale compie 170 anni e il carro, il terzo realizzato finora, festeggia il suo cinquantenario. Un anniversario importante, ricordatomi dall’architetto Logrillo, che ci ha spinto a pensare ad un serio restauro che possa cancellare i profondi segni lasciati dal tempo. Ci stiamo già attivando per coinvolgere artigiani e professionisti. In parallelo, abbiamo sensibilizzato l’Amministrazione ad intervenire sul ricovero del carro, sistemando in particolare le infiltrazioni d’acqua».

Chi vuole ringraziare per la riuscita di questa difficile edizione della "Festa Grànne"?

«In primis l’arciprete don Giovanni Amodio e il sindaco Tina Resta, con cui abbiamo fatto squadra per capire cosa fosse possibile fare e come agire al meglio per garantire la sicurezza dei cittadini. Ringrazio l’Amministrazione comunale tutta, i Carabinieri, la Polizia Locale e la Protezione Civile che ha coadiuvato il Comitato nella gestione degli eventi all’aperto.

Un sentito ringraziamento alla Conturband per l’impegno profuso negli eventi da loro organizzati, alla Banda Cittadina per l’omaggio musicale del 26 sera, a Renato De Bellis e Margherita Dipierro per il toccante momento musicale del 25 agosto in ricordo di Maurizio Pinto, all’Associazione Nazionale dei Bersaglieri “A Pedrizzi” che per tutto l’anno custodisce la Grotta di Sant’Oronzo.

Ringrazio i sacerdoti di Turi, il gruppo parrocchiale Chiesa Madre e il coro interparrocchiale che ha animato le messe. Tutti i devoti che hanno contribuito con la propria offerta alla realizzazione della Festa.

Grazie ad Andrea Saffi per gli addobbi floreali, a Stefanio Spinelli e Stefanio Topputi per il supporto logistico, a Fabiana Stanisci e Fabio Zita per i loro preziosi scatti e a Christian Ligorio che ancora volta ci ha affascinato con la sua arte. Grazie anche al Comitato “junior”, con la loro freschezza ci hanno dato ancora più forza per affrontare polemiche e difficoltà.

Un sincero ringraziamento, in ultimo, lo riservo ai componenti del Comitato Festa, compagni insostituibili di questo viaggio tutto in salita. Con instancabile dedizione si sono prodigati per curare ogni momento della nostra Festa, attenendosi scrupolosamente alle disposizioni per il contenimento dei contagi: dalla predisposizione delle messe della Sacra Undena, volutamente celebrate nelle periferie per portare la Festa dove non era mai giunta, al trasporto del carro che, il 1° settembre, ha salutato piazza XX Settembre».

Fabio D’Aprile

Foto Fabiana Stanisci

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