Venerdì 23 Aprile 2021
   
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Uniti in nome de “I Vecchi Tempi”

centro storico

Il vicepresidente Paolo Borracci: “Prendiamoci cura del centro storico antico ogni giorno, riscoprendo le nostre radici”

Mentre il “Comitato Centro Storico” sigla la sua seconda riunione, continuiamo la rassegna delle associazioni culturali che operano nel borgo antico, sperando di offrire un modesto contributo alle tante prospettive che si aprono dinanzi a questa notevole esperienza di “cittadinanza attiva”.

Dopo “Graffiarti”, abbiamo quindi ascoltato l’associazione “I Vecchi Tempi”, che in questi giorni festeggia il suo undicesimo compleanno. Celebre per la riuscita “Mostra presepiale e di arte contadina”, ambientata nel suggestivo forno comunale, anche il sodalizio guidato da Paolo Florio e Paolo Borracci ha dedicato le proprie forze per promuovere il nostro centro storico. “I Vecchi Tempi”, infatti, si sono sempre messi a disposizione di quanti desideravano esaltare la storia e le tradizioni turesi, ideando nuove formule per attrarre i visitatori e collaborando alla riuscita di varie manifestazioni culturali che hanno il loro cuore nel borgo antico.

La sua opinione sul Comitato Centro Storico?

«Le idee sono molto interessanti e, se si riuscirà a non farsi sovrastare dalla politica, sono sicuro che si raggiungeranno risultati importanti. Intorno a noi abbiamo tanti validi spunti per migliorare il nostro centro storico, rendendolo un luogo meraviglioso sia per i residenti che per i turisti. Bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare tutti insieme»

Qualche proposta?

«Per prima cosa, sarebbe sufficiente che ogni residente si prendesse cura del “proprio angolo”, magari abbellendolo con piante, per dare un volto più accogliente al nostro centro storico. Chiaramente non ci si può fermare all’estetica, la città vecchia deve offrire spazi promozionali delle nostre tipicità: penso a un circuito di “botteghe della tradizione”, in cui sia possibile assaporare i prodotti enogastronomici o acquistare manufatti artigianali. In questa direzione, è auspicabile che si attui una politica di incentivi reali, così da spronare i nostri giovani a investire nel centro storico».

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E sotto il profilo culturale?

«Uno dei progetti che la nostra associazione propone da anni è quello di realizzare un museo dell’artigianato e dell’arte turese. Un “palazzo della cultura” in cui allestire un’esposizione permanente che racconti la storia e le tradizioni di Turi, con uno sguardo al presente. Immaginiamo quanto sarebbe bello far convivere nello stesso spazio la memoria degli usi e dei costumi dei nostri nonni, destinata a perdersi nel tempo, con le opere dei nostri bravissimi artisti contemporanei.

Un altro suggerimento è guardare con più attenzione alle piazze del borgo antico. Ad esempio, in piazza Gonnelli si potrebbe ripristinare la fontana delle quattro bocche, dove le nostre nonne andavano a prendere l’acqua con le brocche o si incontravano per lavare i panni, completando il tutto con la piantumazione di alberelli di ciliegio, uno dei simboli di Turi».

Ci parlava anche di Palazzo Marchesale.

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«Sì, abbiamo una perla che non viene opportunamente valorizzata. L’Amministrazione potrebbe interfacciarci con i proprietari e concordare i termini per organizzare visite guidate e utilizzare i fastosi spazi interni. Lo stesso approccio andrebbe riservato ai tanti palazzi storici, disseminati nella città vecchia, spesso inaccessibili.

Restando in zona, sarebbe importante riqualificare la villetta di fronte a Palazzo Marchesale, dandole un senso che finora manca. Volendo sognare, poi, si potrebbe sostituire quello spartitraffico, osceno e poco sicuro, con una rotonda o una fontana che richiami i simboli dello stemma turese, il toro e la quercia. In questo modo, chi arriva a Turi dai Comuni limitrofi avrebbe un’accoglienza di tutto rispetto».

La sua associazione intende aderire al Comitato?

«L’augurio è che ci sia il coinvolgimento attivo di tutte le associazioni, senza fare distinzioni in base a simpatie o vicinanze politiche. E le stesse associazioni, che sono una risorsa importante con cui collaborare sempre e non solo quando conviene, devono dimostrare di avere la volontà di lavorare insieme per proporre una progettualità convincente. Non possiamo continuare a organizzare manifestazioni isolate, che “sfruttano” il centro storico per un paio di giorni e poi lo abbandonano per il resto dell’anno».

Fabio D’Aprile

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