La magia del Natale e le nuove produzioni di Rodama

'Rodama'

Nonostante le restrizioni e l’impedimento dei mercatini, l’hobbista turese non demorde e mantiene l’entusiasmo: “Spero di poter presto riabbracciare tutti”

Risale a fine marzo l’ultima intervista rivolta a Rossana Marotta, in arte “Rodama”, ideatrice delle creazioni “RodamArt Fabric & Wood Gift”; con l’arrivo del Coronavirus, la nostra concittadina aveva iniziato a cimentarsi nella produzione, sempre rigorosamente artigianale, di mascherine che con i loro colori e le loro fantasie avrebbero nei giorni successivi conquistato il cuore di tanti turesi.

Ad onor del vero, ci siamo occupati per la prima volta di Rodama precisamente un anno fa, quando la parola “pandemia” non era, come oggi, imperante nel vocabolario collettivo: in quell’occasione, con la spensieratezza che tutti si augurano di poter presto riacquisire, abbiamo approfondito la visione e la produzione artistica di Rodama, comprendendone l’intento sottostante attraverso un’analisi del simbolismo da lei adoperato e dei dualismi in esso racchiusi.

Quest’oggi siamo tornati ad interpellarla in quanto ormai prossimi alle festività natalizie, alla cui magica atmosfera contribuiscono in maniera significativa i ricorrenti mercatini; quest’anno, per motivi ormai noti, non sarà possibile passeggiare tra le luci e i colori delle bancarelle che, come degli scrigni, illuminano con le loro preziosità gli occhi trasognati dei passanti. Per sopperire a questa mancanza, la scorsa settimana abbiamo offerto ai nostri lettori l’opportunità di ammirare, attraverso le nostre colonne, le opere di Sabrina Cipriani, in arte “Kurlyhandmade”. Oggi replichiamo intervistando nuovamente Rodama, anche lei estrosa hobbista.

RODAMA…TRA INSOFFERENZA ED ENTUSIASMO

«Già a marzo – esordisce – manifestai la mia insofferenza nei confronti del Coronavirus. Dopo aver inizialmente ritrovato un certo entusiasmo dedicandomi alla produzione di mascherine, ho iniziato a percepire una certa angoscia. La soddisfazione per queste mie creazioni non è riuscita a trattenermi dal desiderio di tornare a realizzare tutt’altro. Un piccolo sollievo è arrivato per tutti noi in estate, ma adesso tutto è nuovamente chiuso e l’apertura dei mercatini natalizi è stata impedita. Fortunatamente la fantasia non mi ha mai abbandonata e mi ha permesso, anche questa volta, di continuare a concepire nuove idee, ridimensionando almeno in parte gli effetti negativi di questa difficile fase di crisi».

ROBOTTINI E PUPAZZETTI

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A cosa ti stai dedicando ultimamente?

«Nelle ultime settimane – ironizza – sono diventata la parrucchiera degli artisti».

In che senso?

«Nel passato recente ho realizzato diversi portachiavi, assemblati con elementi tondi, raffiguranti vip, musicisti famosi, supereroi ecc. Ho pensato di rivoluzionare questa linea di portachiavi iniziando ad impiegare, piuttosto che sfere, pezzi in legno di forma cubica; quest’intuizione mi ha dato risultati soddisfacenti, ragion per cui ho pensato letteralmente di estenderla».

Ovvero?

«Mi riferisco alla creazione dei miei robottini e delle miniature in 3D di personaggi famosi, a cui, come dicevo prima, dedico particolari attenzioni; non solo nella capigliatura, ma in tutti i dettagli che li hanno resi storicamente riconoscibili».

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Effettivamente, guardando la piccola Amy Whinehouse o il Maradona in miniatura realizzati da Rodama, non manca davvero nulla: dai tattoo ai particolari segni fisiognomici, fino all’intimo. Questi teneri pupazzetti in legno, come specifica la stessa hobbista turese, “possono trasformarsi anche in simpatiche calamite, ciondoli, accessori per le auto ecc.”. Il primo pupazzetto a vedere la luce è stato il robottino sollevatore di pesi, un’epifania apparsa nella mente di Rodama durante una delle sue giornate lavorative in una palestra turese.

I DUE ALBERI DI RODAMA

L’apoteosi della “micro-creatività” di Rodama è tuttavia rappresentata da un particolare albero di Natale da lei realizzato negli scorsi giorni: la sua struttura conica, con i suoi diversi livelli in legno, ospita un incredibile villaggio di Babbo Natale riprodotto in chiave contemporanea, ovvero dotato di piccole funivie, elementi mobili, negozi e ovviamente di una capanna della natività che, tuttavia, ha le sembianze di una normale abitazione moderna. Ogni piano di questo albero è collegato da delle scale come per simulare la possibilità di percorrere un itinerario d’interesse turistico: insomma, come se l’albero non fosse semplicemente da osservare, ma da visitare.

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Sempre a proposito di alberi di Natale, a casa di Rodama ve ne sarebbe anche un secondo, più tradizionale: «Sette anni fa, mi imbattei in un albero abbandonato tra i rifiuti. Era ancora in buono stato e mi sembrava davvero un peccato abbandonarlo al suo destino. Per questo motivo decisi di portarlo a casa e di rimetterlo a nuovo così che potesse tornare alla sua funzione. Terminata questa prima fase, iniziai ad addobbarlo con le mie creazioni». «Con delle palline in polistirolo, rivestite di lana e decorate con pannolenci, bottoni, stoffa con ricami natalizi e piccole geometrie in legno. Decisi inoltre di addobbare l’albero con altre decorazioni in legno, poiché è questo il materiale in cui negli anni mi sono specializzata».

Alla luce di quanto appena riportato, possiamo dunque ritenere quest’ultimo albero emblematico del momento difficile in cui sono attualmente costretti a vivere gli artisti, ora più che mai chiamati difatti a reinventare e reinventarsi per continuare a dare il proprio prezioso contributo.

“SPERO DI POTER PRESTO RIABBRACCIARE TUTTI”

A tal proposito, abbiamo chiesto a Rodama: come se la passano gli hobbisti in questo periodo. «Il nostro settore – risponde – risente indubbiamente della crisi attuale, a partire dal fatto che i mercatini sono stati impediti. Per coloro che non hanno ancora fatto propria la dimensione dei social, tutto ciò è davvero penalizzante. Rimanendo nella questione dei mercatini, devo ammettere che avverto parecchio negativamente l’impossibilità di essere in questi giorni a contatto con le persone e poter condividere con loro l’atmosfera natalizia».

Per quanto concerne, invece, il futuro? Cosa ti auguri?

«Nonostante tutto, sto portando avanti la mia attività. Voglio farmi trovare pronta per quando la pandemia sarà soltanto un ricordo. Intanto non mi resta che augurare a tutti un sereno Natale, sperando di poter presto riabbracciare tutti. Coloro che sono interessati alle mie opere possono sempre contattarmi sui canali social, come ad esempio la pagina Facebook “RodamArt Fabric & Wood Gift”».

LEONARDO FLORIO