ALESSIO VIOLA E IL SUO VIAGGIO NARRATIVO
“L’Associazione Culturale Scrineum" ha presentato, a Turi, “Ghiaccio”, l’ultimo lavoro dello scrittore barese.
Nel Chiostro Delle Clarisse del Centro Culturale Polivalente di Turi, si è tenuto, nella serata del 12 settembre, la presentazione del libro Ghiaccio di Alessio Viola.
All’incontro, voluto e organizzato dalla neo-nata “Associazione Culturale Scrineum” e dalla sua presidente Annalisa Rossi, hanno partecipato il sindaco, dott. V. Gigantelli e l’Ass. alla cultura A. Tateo.
Secondo capitolo di una trilogia iniziata nel 2006 con Closin’time, Ghiaccio cerca di approfondire il tema del viaggio di un io narrante, che si muove dal sud dell’Italia verso il nord dell’Europa, alla ricerca di un qualcosa. E’ un racconto che conserva stralci di autobiografismo intriso di storie ascoltate ed apprese. “Non è libro di memorie, ma una narrazione in cui si mescolano storie vissute e storie raccontate”.
MEMORIA STORICA E GLI ANNI DI PIOMBO A BARI - Durante questo lungo viaggio si realizzano incontri casuali con persone, uomini o donne, che segnano la vita e le esperienze dell’uomo. Tuttavia Ghiaccio si propone di recuperare la memoria storica degli anni di piombo, di una generazione di giovani che ha vissuto in una città meridionale, come Bari, in cui rimpiangevano di “essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Sono gli anni della fine dei movimenti politici e della militanza, del dilagare dell’eroina, del radicamento della delinquenza nel quotidiano e del terrorismo politico.
Dal bisogno di una via di fuga da questa società nasce negli anni ’80, la Taverna del Maltese, di cui Viola è uno dei fondatori ed in cui si riuniscono un gruppo di giovani con stessi ideali, esperienze e speranze. Il bisogno di raccontare dell’autore si carica quindi delle vicende e dei sentimenti propri ed altrui, di coloro che hanno popolato la Taverna del Maltese.
L'ILLUSIONE - Sentimento predominante è quello dell’amarezza per un mondo che è risultato differente rispetto a quello sperato, per il disagio di dover vivere in una realtà in cui non ci si sente di appartenere. Questo ha indotto A. Viola a esprimere nel suo libro, una necessità di ricercare una realtà o una Verità quanto più vicina a quella immaginata. E’ una ricerca che, nonostante i lunghi chilometri percorsi, i tanti incontri fatti e le tante esperienze vissute, alla fine non porta ad una meta, al recupero di quanto cercato. “Siamo al centro di nessun posto!”.
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