Nella Giornata del 4 Novembre gli italiani scendono in piazza non per i molti e soliti motivi che durante l’anno li accompagnano, ma in questa ricorrenza l’hanno fatto per se stessi, per la loro storia, per il loro orgoglio. Questa è la data che ricorda “l’Unità Nazionale”, la “Festa delle Forze Armate” .
Novantuno anni fa, nel 1918, un’altra Italia si rialzava in piedi dopo il disastro di Caporetto. Oggi nell’Italia delle grandi crisi, degli scandali e della perdita d’identità quegli avvenimenti sembrano quasi una leggenda. Invece sono la nostra storia, come nostra tradizione è avere il crocifisso nelle classi.
A ricordo di questa nostra storia oggi pomeriggio si è tenuta una manifestazione presso l’altare dei caduti qui a Turi. Vi hanno partecipato autorità civili, religiose e militari, dirigenti scolastici, insegnanti e studenti, rappresentanti delle Associazioni e la banda musicale.
Nel suo intervento, il sindaco, dott. Vincenzo Gigantelli, ha ribadito come “le Forze Armate, sicuro presidio delle nostre Istituzioni e garanzia di sicurezza per i cittadini, costituiscono una moderna, efficace e preziosa risorsa del "sistema-Paese". “Oggi, alla vigilia del 150° anniversario dell'Unità d'Italia - ha continuato - dobbiamo rinvigorire, specie nelle giovani generazioni, quel patrimonio di identità e di coesione nazionale che gli Italiani hanno saputo costruire nel corso della loro storia, anche attraverso dolorose esperienze”
L’atmosfera che ha richiamato alle nostre menti e ai nostri cuori l’orgoglio di essere italiani ci è stata data infine dalla Banda di Turi a cui è andato un ringraziamento da parte del Primo cittadino.
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Commenti
E allora perché oggi le cose stanno diversamente? Perché non è possibile separare due sfere che sono assolutamente indipendenti l’una dall’altra, o almeno dovrebbero esserlo secondo l’antica visione della destra liberale? Perché mettiamo un crocefisso in classe e parliamo di politica in Chiesa? Non potremmo adorare il crocefisso in Chiesa e parlare di politica negli edifici pubblici? Non sarebbe, questo si, più naturale, ovvio e logico?
Mettere un crocefisso in classe mi pare un po’ come andare a tagliarsi i capelli dal fruttivendolo, scusate l’accostamento, ma non mi pare molto fuori luogo.
Buona Domenica
ps.sono stato molte volte contattato da amici attraverso e-mail che mi chiedevono il motivo per cui non comparivo tra i collaboratori della redazione turiweb.
Rispondo...E' stata solo una mia decisione non voler piu' far parte del circuito,non ho litigato con nessuno ,tantomeno avanzo nulla da turiweb, ho solo spiegato che il metodo organizzativo non entrava nei miei parametri di fare informazione libera.
Saluto Fabrizio,Teofilo ,Claudio e tutti i collaboratori.
Lorenzo Gassi
Altra riflessione..........
In Italia, più che in qualsiasi altro paese europeo, vi è una forte corrente disfattista e sfiduciata verso la Patria. L'esempio più ovvio è la Lega, il loro programma è uno solo: sputare sulla bandiera e su tutti i giovani morti per la Patria in tutte le sue guerre, giuste o sbagliate che siano. è ovvio che, in queste circostanze (che hanno ormai contagiato anche il Sud) ci si dimentichi di festività importanti per la Patria!
raffinatissima analisi dell'imperialismo come sintomo del declino del capitalismo ne sarei lieto, ma temo che a malapena sai che era
ebrea.
Non immaginavo che ti riferissi a quello quando parlavi di ebraismo.
Ma non aggiungo altro. Troppe chiacchiere su questo sito.
Preferisco discutere di cose serie. Non di quanto conosca o meno
Rosa Luxemburg.
E neppure nulla di tanto interessante da leggere.
Detto ciò, riserva la tua voglia di cose sane per altri argomenti piu importanti di questo. Mi spiacerebbe fare una crociata per cose simili.
Si rischia di essere cancellati e sarebbe un peccato.
P.S. Per la redazione, alla luce di quanto emerso e della fantasia delle opinioni dei lettori (ero assessore, poi prof di italiano, ora ebreo) desidero che vengano cancellati i miei post in cui riporto le mie generalità. E' più divertente questo giochetto dell'"indovina chi".
Grazie.
P.P.S. A meno che non abbiate piuttosto già pensato di cancellare tutti i miei post.
non mi è stato possibile.Tanto adesso toglierete quelle statuette dalle classi almeno a scuola tutti saranno uguali.Non c'è nessuna religione sovrana.Anzi per me non ci sono religioni credibili.Quindi almeno rispettatevi.Ebrei e cristiani un tempo erano la stessa cosa.Riguardo al 4 novembre: la festa è dell'unità nazionale.Mi sembra uno schifo che venga coperta da sfilate e parate militari che sembrano vecchie di un'ottantina d'anni.Vergogna e viva l'Unità...
E comunque non ho alcun interesse a risultare piacevole. Mi basta poter esprimere una libera opinione. Intendo questo per politica.
Il resto sono solo poltrone.
La cosa che più mi dispiace è che questo progetto di Turiweb mi piace molto e mi ero pure convinto che fosse davvero l'opera di giovani e sani ragazzi, apartitici, vogliosi di allargare gli spazi di informazione e discussione, che è vitale per il benessere del paese, quanto e più della tranquillità tanto reclamata.
Temo che in realtà tutto questo sia altro, per altro.
E la cosa, se fosse in questi termini, sarebbe realmente deprimente.
che non aveva nulla di offensivo, ma era una DISCUSSIONE.
Fatemi un favore.
Pubblicate una lista di aggettivi, verbi e soprattutto di nomi di persone che possono essere criticate. Io associo nomi a verbi e compongo frasi.
Credo che questo forum intenda essere non uno spazio di discussione, ma solo un megafono da cui far sapere quel che il sito vuole si sappia e nel modo in cui il sito lo vuole.
E' legittimo, ci mancherebbe. Ma basta dirlo. Ce ne sono tanti di giornali così.....
E non nascondetevi dietro un regolamento che vieta di offendere l'altro. Questa storia dell'offesa diventa un pretesto per siglare quel che può essere pubblicato da quel che non può esserlo.
Per esempio, anche darvi del giornalista, potrebbe risultare offensivo.
Per qualcuno lo è. Per voi è un complimento, invece.
La realtà è strana e complessa.
Peccato. Poteva essere un servizio per la comunità.
Grazie
Non mi ripeterò ancora una volta su quanto ribadito già in altre situazioni precedenti... sull’utilità di questo spazio e sulle regole e il buon senso del vivere civile che fanno lievitare un potenziale culturale all’interno della comunità, o di uno spazio privato come il nostro, messo a disposizione del pubblico, non già del pubblico delirio.
Rinnovo l’invito, per chi non l’avesse ancora fatto, a una rilettura accurata del nostro regolamento.
Un caro saluto a tutti.
Nicola Teofilo
Direttore Resp.