Sabato 26 Maggio 2012
   
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RICORDI: QUANDO GLI ALLEATI “OCCUPARONO” TURI

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L’annuncio dell’armistizio, solo l’8 settembre 1943 in coincidenza con lo sbarco di un contingente alleato a Salerno, comunicato da Badoglio al paese con un messaggio radiofonico, gettò l’Italia nel caos. Mentre il re e il governo abbandonavano la capitale per riparare a Brindisi, sotto la protezione degli alleati appena sbarcati in Puglia, i tedeschi procedevano ad una sistematica occupazione di tutta la parte centro-settentrionale dell’Italia. I porti meridionali vengono bombardati. Il 2 dicembre 1943, il porto di Bari diventa la Pearl Harbor dell’Italia. Molte navi affondano e bruciano, salta in aria la John Harvey piena di pirite, un gas usato nella prima guerra mondiale e nascosto nella stiva; si solleva una nube tossica che con la nafta che brucia diventa un veleno infernale; per fortuna o miracolo, la brezza di terra la porterà al largo, salvando la città da un avvelenamento; S Nicola verrà festeggiato alla grande sei giorni dopo.

Nel 1944 gli Alleati arrivano anche a Turi, occupano il Palazzo Marchesale per gli alloggi agli ufficiali e dispongono un campo con tende e bagni pubblici nei frascinali, da largo marchesale fino alle Scuole pubbliche e dalle casa popolari fino a via Conversano.

Marotta Giovanni Antonio, classe 38, figlio di Domenico, racconta:

"Allora, era d’estate, si camminava scalzi, le scarpe li avevi se ti alzavi presto la mattina; i pantaloni sorretti da due bretelle incrociate erano larghi perché erano del fratello maggiore, col berretto a 45 gradi si correva la mattina al campo per rimediare qualcosa da mangiare in cambio di servizi prestati a soldati o ufficiali. Mi ricordo di un certo George che mi comandava a riempire l’acqua dalla fontana a 4 vocche del quartiere, perché quella era fresca,; lui era alloggiato nella caserma Francesco Curcio di via Rutigliano, attuale ASL poliambulatorio. Un giorno mi fece attendere per farmi un regalo: dalla sua finestra mi calò con una corda un grosso pacco; ma quando esso era sceso all’altezza di un uomo, Lorenzo, un mio compagno, con un volo alle mie spalle, come una mosca, afferrò il pacco e cercò di scappare via, ma mio fratello che vide la scena lo agguantò e lo scoraggiò a proseguire costringendolo a restituirmi il pacco; conteneva viveri, gallette, cioccolato, carne in scatola, che per una famiglia numerosa come la nostra era una manna scesa dal cielo.

Molti soldati, spesso, si divertivano a gettare dal balcone del palazzo viveri alla folla numerosa accorsa che faceva a gara ad accaparrarseli."

Alcuni intraprendenti turesi facevano mercato col vestiario e viveri che ottenevano in cambio di primitivo. Gli inglesi andavano pazzi, “dringavano” con il nostro vino fino ad ubriacarsi. Un fatto delittuoso, raccontano gli anziani, accadde durante la permanenza degli Alleati: un soldato ubriaco aveva infastidito una ragazza turese; il padre (Mingucce Spada “dope i fueche”), diffamato nell’onore, lo offese con un coltello arrugginito; il soldato morì o per emorragia o per tetano.

 

Commenti 

 
#2 giuseppe37 2009-12-06 18:49
Era l'estate del 1944.Era una mattina come tutte le altre,ero in casa con i miei genitori e stavamo finendo la colazione,quando sentimmo un frastuno e rumori abbastanza assordanti;mio padre incuriosito usci' di casa per accertare la provenienza e meravigliato di cio' che stava accadendo ci chiamo' in strada.Insieme raggiungemmo l'angolo di via Putignano e ai miei occhi di bambino apparvero i carri armati,i cannoni, camion,e quantaltro componeva una divisione di soldati.Tutto nell'ordine avanzava una colonna di Tedeschi che percorrevano la strada che da Putignano va verso Bari.Mi rivolsi a mio padre e chiesi spiegazione di cio' che stava accadendo,con gioia negli occhi mi disse che iTedeschi si ritiravano e andavano verso Nord perche' gli alleati erano sbarcatiin Sicilia/Calabria.La giornata passo' come tutte le altre, ecosi' peruna decina di giorni cira.Faceva caldo e come di consuetudine noi ragazzini giocavamo per strada ai soliti giochi come i quattro cantoni, oppure con la trottola di legno e altro,(allora abitavo nel rione Messina)vicino a via Putignano;quado ci accorgemmo che circa una decina di militari armati fiancheggiavano la strada venendo verso di noi con attenzione strisciando contro i muri.Avendo noi capito che non erano Tedeschi dai loro elmetti,cercavamo di far capire loro, che non c'era alcun pericolo in quando i Tedeschi non c'erano piu' in paese gia' da parecchi giorni.Resosi conto,sorrisero e ci regalarono con modi e parole a noi incompressibili delle stecche di cioccolato.La gioia, al primo assagio fu tanta per noi bambini che scappammo verso le nostre case per mostrare cio' che avevamo.Nella giornata ai dieci soldati si aggiunse un battagione intero composto da Inglesi,Americani e soldati facenti parte dell'Impero Brittanico(Indiniecc.)Il comando Americano si insedio' nel Palazzo Marchesale e per la gioia di tutti ibambini dal balcone principale gettavano con ricorrenza caramelle, cicche, cioccolatini ecc.Nei giorni a seguire le famiglie Turesi fecero conoscenza di prodotti da noi sconosciuti come i frutti esotici sciroppati e da nonn dimenticare la carne in iscatola Beef.Ilresto e' a conoscenza di tanti altri concittadini della mia eta',evidentemente,con esperienze diverse.Cordialmente Giuseppe37
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#1 Claudio 2009-12-04 07:25
Wow che bell'articolo! Sarebbe bello trovare altre testimonianze su quel periodo a Turi
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