“Questa maggioranza è cieca, sorda, ottusa e bugiarda”

Il consigliere Sergio Spinelli

Pubblica illuminazione. La delusione di Sergio Spinelli: “Auspichiamo il ritiro della delibera di giunta in merito al project per un approfondimento davvero condiviso”

«Questo progetto di finanza rischia di lasciare davvero un segno negativo nella storia del nostro paese. Le motivazioni sono diverse e tutte sostanziali ma, a quanto pare, la maggioranza non ne ravvede neanche una». Così inizia la nostra chiacchierata con il consigliere Sergio Spinelli, all’indomani della riunione in cui la maggioranza ha illustrato lo stato dell’arte del progetto di ammodernamento della pubblica illuminazione.

«Credo – incalza Spinelli prima di entrare nel merito dell’argomento – sia arrivato il momento di dire come stanno davvero le cose, perché si rischia di esaltare troppo una maggioranza che in realtà è davvero mediocre. Questa maggioranza è cieca, sorda, ottusa e bugiarda.

Cieca perché, come più volte ribadito, totalmente incapace di una qualsivoglia programmazione di base delle attività da svolgere; l’ennesima riprova è l’improvvisazione, precaria e lacunosa, dell’estate turese.

Sorda perché continua a non voler dare minimamente ascolto ai suggerimenti che provengono dalla minoranza, nonostante le belle parole di facciata alle quali non seguono mai i fatti; semmai, al contrario, astuti tentativi indiretti di “boicottaggio”.

Ottusa perché, sebbene messa ripetutamente di fronte alle sue stesse limitazioni, incapacità e scarsa conoscenza delle problematiche e delle possibili soluzioni, non lo riconosce mai e presuntuosamente procede per la sua strada, il tutto a scapito però del nostro paese e della collettività.

Sarebbe fondamentale trasmettere pubblicamente in diretta i lavori delle Commissioni permanenti e soprattutto le sedute di Consiglio perché solo in questo modo tutti potrebbero davvero rendersi conto di come ad ogni domanda non vi sia mai una risposta sufficientemente esaustiva.

Ultimo esempio in ordine di tempo la farsa della convocazione della minoranza per affrontare il tema del project financing. Ebbene, qui si riscontrano anche le bugie».

Perché parla di una “riunione farsa”?

«Riporto testualmente quanto dichiarato dal Sindaco nel Consiglio del 23 aprile scorso sul tema: “... la Giunta non ha approvato il Project Financing ma ha solo iniziato a valutare una proposta che non condiziona alcuna decisione futura e su cui potranno essere apportate tutte le integrazioni che il Consiglio riterrà opportune... Continueremo a studiare insieme questo provvedimento e se ci fossero soluzioni migliori saremo completamente d’accordo ad intraprenderle”.

Alla luce della riunione allargata dello scorso 14 luglio, nulla di tutto ciò corrisponde al vero. Abbiamo infatti appreso che il Project non è assolutamente in discussione e che l’Ufficio Tecnico ha già ricevuto mandato per elaborare gli atti di gara necessari; peraltro, sempre in tale sede, siamo stati ammoniti sul fatto che nessuno potrà dare all’Ufficio indicazioni, perché, a detta di questa maggioranza, non sarebbe possibile (dimenticando lor signori l’azione di indirizzo politico e amministrativo nonché di controllo sull’operato gestionale).

A questo punto davvero mi chiedo che senso aveva questa riunione? Su cosa avremmo dovuto condividere le scelte? Forse su qualche strada da privilegiare nel posizionamento dei nuovi punti luce (seguendo procedure in auge nelle repubbliche passate?)».

Al di là dell’utilità della riunione, siete contrari alla strada del project financing?

«È opportuno precisare che la posizione di “Patto per Turi” non è contraria al project financing quale strumento operativo (peraltro da noi stessi più volte richiamato come possibile soluzione percorribile) ma sulla modalità di sviluppo della fase istruttoria. Non è assolutamente vero che la maggioranza ha studiato e valutato tutte le possibili soluzioni alternative all’utilizzo del Project. Personalmente, ho formulato svariate domande durante il nostro incontro del 14 luglio e non abbiamo ricevuto alcuna risposta ma solo visi muti e occhi sgranati; contrariamente alla spavalda sicurezza ostentata nelle dichiarazioni rilasciate nell’intervista dall’assessore Dell’Aera».

Quali domande sono restate inevase?

«Ho fatto precise domande circa la procedura adottata per valutare, sia dal punto di vista economico (la famosa congruità tanto cara alla giustizia amministrativa) che tecnico, la proposta pervenuta; l’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata: “C’è una relazione sottoscritta del capo settore e su quella ci siamo basati”. Uno scarica barile di proporzioni enormi su una questione di rilevanza pubblica senza precedenti. Parliamo di un impegno del nostro Comune per 20 anni, vale a dire che un bimbo che nasce in questi giorni vedrà la fine dell’impegno quando sarà già da qualche anno all’Università o forse già laureato (si spera per lui).

Alle mie esplicite domande circa le modalità di calcolo del canone periodico da corrispondere o del calcolo della quota variabile, nessuno ha saputo rispondere, sfogliando nervosamente e a casaccio il grosso malloppo di carta che il sottoscritto – nell’ottica della tanto sbandierata collaborazione e apertura alla minoranza – per poter leggere ha dovuto acquisire con una formale richiesta di accesso agli atti. E sì, perché non solo noi ma tutti avrebbero dovuto leggere con attenzione tutta la documentazione».

Cosa contesta all’iter intrapreso dalla maggioranza?

«Questa è probabilmente una delle più importanti operazioni che il nostro Comune intende intraprendere e si basa esclusivamente su una proposta acquisita agli atti e una relazione tecnica di un capo settore composta da 6 pagine, di cui in 4 si narra di concetti generali e nelle ultime 2 riprende fedelmente le conclusioni della proposta stessa di cui si argomenta. Nessuna valutazione sostanziale, nessuna comparazione con soluzioni alternative, nessun riferimento neanche a consulenze già acquisite dal nostro Comune (e anche pagate) sullo stesso argomento, volute dal Commissario e senza dubbio di grande ausilio in questo momento. Nulla di nulla».

In conclusione, le vostre richieste all’Amministrazione?

«Noi di “Patto per Turi”, da cittadini turesi, ci sentiamo delusi e affatto tutelati in questo iter fino ad oggi adottato, poiché lo riteniamo superficiale e affrettato. Credo che la maggioranza non debba dimenticare che è espressione di tutta la cittadinanza e che la loro vittoria non è stata plebiscitaria ma, bensì, con un margine di scarto molto risicato, per cui farebbero veramente cosa buona e giusta a dare alle osservazioni dell’opposizione il peso che meritano. Auspichiamo il ritiro della delibera di giunta in merito al project per un approfondimento davvero condiviso per il bene esclusivo della nostra Turi».

Fabio D’Aprile