
Il Circolo “Antonio Gramsci” di Turi, rappresentato dal segretario Angelo Maggipinto, in questi giorni sta distribuendo alla cittadinanza turese un questionario, accompagnato da una lettera, nella quale vengono spiegate le motivazioni e le finalità di questa iniziativa. Già nei mesi scorsi, in occasione di vari eventi, quali la sagra delle percoca, la festa di Sant’Oronzo ed altre iniziative, furono distribuiti gli stessi questionari e venne riscontrata una notevole partecipazione da parte della cittadinanza. “Ma per avere un risultato statistico che sia il più reale possibile – ci dice Maggipinto - abbiamo bisogno di coinvolgere molta più gente. Il risultato ottenuto dal questionario servirà per elaborare un programma politico realizzato dagli stessi cittadini di Turi”. Chi non l’avesse ancora ricevuto e fosse interessato a compilarlo può richiederlo nella sede del partito.
Riportiamo integralmente il testo della lettera.
Gentile signora/e,
siamo un gruppo di cittadini che compongono il Circolo “Antonio Gramsci” di Turi e ci siamo permessi di farle arrivare questa lettera ed un questionario allegato per un motivo molto semplice: abbiamo a cuore questo paese e vogliamo impegnarci per renderlo più vivibile per tutti.
Le chiediamo scusa se la costringiamo a impiegare parte del suo tempo, ma siamo convinti che lei, come noi, considera importante interessarsi della qualità dei servizi del comune, della condizione penosa delle strade, dell’illuminazione quasi cimiteriale, delle poche opportunità offerte ai giovani in termini di lavoro, dei tanti problemi di un paese che sta vedendo aumentare la popolazione, sta crescendo nel numero di appartamenti, ma sta paurosamente vedendo diminuire i suoi servizi essenziali.
Forse anche lei, come noi, guarda con preoccupazione a tutto quello che la politica locale non è stata capace di fare, ai problemi reali dimenticati per litigare su chi deve fare il sindaco, l’assessore, il consigliere.
Mentre Turi continua a non avere un piano urbanistico e si continua a costruire senza un ordine, senza garantire spazi di verde per i bambini, per gli anziani, per chi volesse fare una passeggiata con la famiglia.
A Turi negli ultimi anni ci hanno guadagnato i costruttori, ma i cittadini ci hanno soltanto rimesso.
Non le scriviamo per chiederle banalmente un voto, né per offrirle una cena. Le scriviamo, ci crederà o meno, decida lei in autonomia, perché noi crediamo che questo paese possa crescere se tutti, tutti, ci diamo da fare, diamo un contributo, perché se non lo facciamo noi, ci penseranno sempre loro, i soliti nomi che da trent’anni decidono per Turi. E abbiamo sotto gli occhi i risultati mortificanti. Si trovano soldi per tutto, tranne che per le cose importanti.
Abbiamo scritto questo questionario perché vogliamo capire con la gente su quali problemi la politica dovrebbe occuparsi con urgenza. Tutti i punti indicati meriterebbero attenzione, ma a noi interessa sapere cosa i cittadini ritengono necessario fare prima, fare presto, perché la politica si impegni seriamente a rispettare un patto.
Quello che vogliamo è fare politica sana con voi. Tanti politici stringono mani, si fingono amici di tutti e poi scompaiono dopo le elezioni. Noi vi cerchiamo adesso, non per dirvi “votateci”, ma per conoscere da voi e con voi che cosa dobbiamo fare. Noi vogliamo scrivere con voi il programma per Turi.
La politica per la gente si fa con la gente, non chiusi negli studi del notabile del paese.
Per noi essere di sinistra è questo. Stare con i lavoratori, con la gente onesta che torna a casa stanca la sera dopo una giornata di sacrifici e deve farsi i conti in tasca per capire se può permettersi di fare un acquisto, con i pensionati, con i ragazzi che attraverso la scuola devono avere una speranza per vivere una vita dignitosa senza doversi allontanare dalla propria famiglia, dalle proprie radici.
Turi può e deve cambiare. Facciamolo insieme. Il questionario è soltanto un modo. Ci proveremo con altri modi, ci suggerisca quali. Saremo felici di condividere la fatica per rendere Turi un posto più bello, più pulito, più attento ai bisogni della gente. Non è importante per chi ha votato, Turi è di tutti, ci dica in cosa sbagliamo, se non crede in noi.
Impiegherà un minuto per compilare il questionario. Avrà modo di riconsegnarcelo alla sede del circolo, in via G. Orlandi, vicino al comune. Troverà un contenitore apposito dove lasciarlo. Ci scriva su questi fogli qualunque idea o suggerimento. Ci venga a trovare, se vuole. Noi ci incontriamo ogni sabato alle 17 per discutere sulle iniziative e i progetti da costruire. Ci dia una mano a portare una ventata di novità in questo paese. Un cordiale saluto.
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Commenti
indicare ai cittadini cosa si vuole cambiare, come suggerisce il sig."osservatore", oppure domandare ai cittadini cosa si vuole cambiare.
Il primo scrive cartelloni, il secondo più umilmente impiega il suo tempo a dare voce alla gente, casa per casa, nei luoghi di passeggio.
Ognuno agisce secondo coscienza e intelligenza propria.
La sinistra deve ritornare ad ascoltare. Deve ritornare ad essere rappresentante delle persone, non padrone che predica bene e razzola male.
Così come c'è prete e prete nella chiesa e nessuno può permettersi di dire che tutti i preti sono pedofili, allo stesso modo c'è sinistra e sinistra. Noi aspiriamo a lavorare come un vero partito di sinistra, un partito aperto
e attento alla gente comune. Un partito che considera sacri il lavoro, l'ambiente, la tutela delle persone deboli, il rispetto del bene pubblico,
la giustizia e la legalità.
Non siamo presuntuosi nel ritenerci sicuramente capaci di farlo, ma quella è la nostra direzione. Ci riusciremo se saremo capaci di coinvolgere, di includere, se saremo capaci di meritarci la fiducia dei cittadini non semplicemente con un voto, ma con la partecipazione attiva, secondo la disponibilità di ognuno.
Saremo capaci di cambiare Turi non semplicemente se diventeremo maggioranza in consiglio comunale. Turi cambia davvero se i partiti restano aperti e dialoganti con la gente in ogni momento, non qualche mese prima delle elezioni soltanto.
Il senso del questionario è questo. Un tentativo, uno tra tanti possibili, per parlare con la gente, un tentativo per dire loro "noi ci siamo. Parliamo di Turi. Per cambiarla insieme."
Ancora, non so se Turi sopporta più tanto "buonismo" propositivo.
Penso che i Turesi conoscono a sufficienza piuttosto le cose brutte che le buone:
perciò, stando in mezzo alla gente e ascoltandola, credo che sia più opportuno indicare ai cittadini COSA e COME si vuole cambiare per essere credibili ?
Saluti.