Sabato 26 Maggio 2012
   
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ELEFANTE vs GIGANTELLI LA STORIA E' FINITA!

CONCLUSO DOPO TRE MESI IL CONTENZIOSO

“IL PORTAFOGLIO NEL CUORE” DECADE: IL SINDACO VINCE LA CAUSA

L’incompatibilità tra sindaco e ditta appaltante è stata rimossa entro i termini

Si è concluso con la completa assoluzione del Sindaco il contenzioso che vedeva Biagio Elefante opposto al Primo Cittadino, dott. Enzo Gigantelli, sulla questione “Prontofatto”. Il Tribunale di Bari, con la sentenza 558/08, si è definitivamente pronunciato sul ricorso di Elefante del 10.12.2007.  Con tale atto si “dichiara cassata la materia del contendere”. Il caro Biagio, come spesso succede, ha dovuto così tornare a casa con la “sconfitta” in tasca.  Sì, perché la sua è una missione contro coloro che pensano “alla pappa”. Spesso, però, non ha la meglio, e molte volte si rivela solo un ostacolo alla vita politica ed amministrativa del paese, creando solo polveroni infondati e spese inutili per il Comune che ne farebbe benissimo a meno. Adesso cerchiamo di capire l’oggetto del contesa andando in dietro nel tempo di qualche mese.

Per chi non conoscesse Biagio Elefante, è giusto ricordare che è un semplice cittadino, con trascorsi nella corrente “lotta continua” e con la vocazione della scrittura, forma di divulgazione che usa per riempire i propri manifesti di idee personali e proteste contro la cosa pubblica locale e non solo. Insomma, una persona che sta scomoda a tutti, ma che fa sorridere chi ormai lo conosce da sin troppo tempo.

Nel mese di dicembre, su un manifesto del suddetto cittadino, nasceva “Il portafoglio nel cuore”, parodia della lista capeggiata da Gigantelli alle scorse amministrative, “Turi nel cuore”, con cui ottenne la maggioranza assoluta dei voti dei turesi. Con questa manoscritto. Elefante faceva riferimento ad un appalto comunale risalente allo scorso ottobre. Esso prevedeva l’assegnazione della “pulizia di edifici pubblici”. Lo stesso bando fu vinto l’1 novembre 2007 dalla società “Prontofatto”, nata a fine 2005, i cui accomandante e accomandataria risultano essere il fratello e la cognata del Sindaco in carica. A tal proposito Elefante faceva notare nel suo esposto l’eccezione di incompatibilità per l’assegnazione dell’incarico ad una società che ha come titolari i parenti (entro il secondo grado) del sindaco e richiedeva espressamente la rinuncia all’appalto da parte della ditta o le dimissioni del sindaco.

La suddetta azienda, successivamente, rispose alle accuse con un ulteriore manifesto spiegando che “nessuno in azienda, né tanto meno negli Uffici Tecnici preposti, poteva supporre che tale incompatibilità fatta notare da Elefante si applicasse ad una società già fornitrice di altri servizi per il Comune”. Quindi, onde evitare maldicenze, in data 21 Dicembre la ditta Prontofatto rinunciò all’incarico disdicendo il relativo contratto, “pur accollandosi dei costi di avviamento, assunzione ed inquadramento di personale dedicato”.

I titolari, nello stesso documento, divulgato anche tramite la carta stampata, ritenevano inopportuno l’atteggiamento di Elefante, promettendo nelle ultime battute del manifesto di diffidare chiunque “con notizie manipolate e tendenziose tendesse a screditare la correttezza dell’Azienda, gettando altresì il sospetto sul comportamento del Sindaco che, in considerazione del ruolo investito, esclusivamente politico e non gestionale, è del tutto estraneo a qualsivoglia procedura di affidamento di servizio, opera e fornitura afferenti l’ENTE”. Il manifesto che riporta queste citazioni risale all’8 gennaio ed è firmato dalla Azienda in questione.

In effetti, un manifesto affisso dallo stesso Elefante riportava la rinuncia dell’appalto da parte della ditta Prontofatto Sas risalente al 21 dicembre. Ma il sig. Biagio, non accontentandosi nemmeno di questo, ha voluto controbattere in un’ulteriore cartellone, scritto rigorosamente a mano con tanto di pennarelli colorati, il fatto che tale decisione di rinunciare all’appalto fosse avvenuta, guarda caso, un solo giorno dopo che “l’ufficiale giudiziario aveva consegnato il ricorso per la decadenza in mano al sindaco”. Egli continuava insinuando che “lo sapevano bene che c’era l’incompatibilità, e nessuno diceva nulla” e ricordando esplicitamente che “per legge il sindaco nomina i funzionari responsabili, sovrintende tutti gli uffici e dà indirizzi e direttive”.

Dopo queste parole scritte si è passati al tribunale che ha concluso pochi giorni fa il contenzioso.

I magistrati, dott. Saverio U. De Simone, dott. Giuseppe Rana e dott. Michele Principe, hanno ritenuto valido il controricorso del 3.1.2008 con il quale Gigantelli comunicava, con documenti allegati, la rinuncia all’appalto e l’affidamento dello stesso ad un’altra ditta. Per tanto l’incompatibilità di cui venivano incolpati i fratelli Gigantelli è decaduta, dando diritto alla relativa compensazione delle spese.

Pur sussistendo, dunque, alla presentazione del ricordo, la situazione denunciata da Elefante, è stato applicato l’art. 68, secondo il quale ai fini dell’utile rimozione della causa di incompatibilità, “la cessazione delle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o incompatibilità”.

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