Sabato 26 Maggio 2012
   
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NATALINO VENTRELLA: "IN TUTTA SINCERITA", TURI RISCHIA IL TRACOLLO FINANZIARIO"

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Domani, riunione del Consiglio comunale. All’ordine del giorno dei lavori, è stata inserita una proposta formulata dal consigliere di minoranza, Natalino Ventrella. Si tratta della istituzione di una Commissione consiliare che esamini il problema derivante dalla stipula dei contratti di “swap” e lasci intravedere la soluzione. Sei milioni di euro (12 miliardi di vecchie lire). A tanto ammonta, secondo quanto dichiarato da Nicola Degrisantis, già Sindaco della città, la quota parte di debito facente riferimento a tale voce. Abbiamo ascoltato nel merito, la voce di Natalino Ventrella, per capire di più circa la sua idea.

 

 

D. Nel Consiglio comunale che si terrà domani, lei si farà latore di una proposta in merito alla questione del debito contratto con i cosiddetti “swap”. Di cosa si tratta?

R. “Sono stato promotore di una proposta, circa sei mesi fa, in un Consiglio comunale precedente. Il tasso Euribor schizzò alle stelle. Indirizzai a tutto il Consiglio comunale una richiesta. Proposi la istituzione di un’apposita Commissione consiliare per studiare meglio la questione dei Buoni Obbligazionari Comunali (BOC). Con ogni probabilità, i dati tecnici e scientifici da me forniti al Sindaco ed al Consiglio sono stati ritenuti validi. Per questo motivo, forse, hanno ritenuto giusto accogliere la proposta ed istituire tale Commissione che studierà bene i diversi aspetti della problematica”.

D. Di cosa dovrebbe occuparsi la Commissione consiliare e quali i suoi poteri?

R. “Premetto che la Commissione non ha potere di inchiesta né si pone il compito di dare vita a polemiche con chicchessia. Ho promesso che non parlerò più della questione dei BOC, fino a quando la Commissione non avrà esaurito il suo lavoro nel giro di sei mesi al massimo. Mi auguro che la Commissione possa fare piena luce sulla materia. Vogliamo sapere se l’operazione sia stata ritenuta adeguata a quanto la situazione finanziaria consente”.

D. A suo avviso, la stipula di questi contratti di rinegoziazione dei mutui è stata vantaggiosa per il Comune di Turi?

R. “Al momento, penso proprio di no. La matematica finanziaria e la ragioneria pubblica non sono materie opinabili. La rata da pagare per il Comune ha subito un incremento pari a circa 210 o 220 mila euro. In questa cifra è compresa la cosiddetta penale del “collar”.

D. Cosa è il “collar”?

R. “Si tratta della polizza di assicurazione che il Comune ha stipulato per realizzare questa operazione finanziaria. Essa prevede una penale. Questi dati mi danno ragione. Al momento, a mio avviso, si è trattato di un’operazione del tutto inadeguata per il Comune di Turi. Vorrei precisare che la finalità di questa mia proposta è unicamente il bene dell’ente, del mio Comune, il bene dei cittadini. Stiamo parlando di uno strumento finanziario derivato. E’ molto pericoloso. Ho realizzato questa proposta per cercare di risolvere il problema e non fare assolutamente polemica. Guardi, lei deve sapere che dietro questa operazione sono state montate delle polemiche sterili. Tutti possono sbagliare, a cominciare dal sottoscritto. A volte, riconoscere l’errore compiuto può soltanto fare del bene. L’importante è che, insieme, si ricerchino delle soluzioni”.

D. Dunque, secondo lei le responsabilità politico-amministrative sono ascrivibili alla giunta Degrisantis?

R. “Non vorrei parlare di responsabilità. Finora, i dati mi danno ragione. Tuttavia, sarà la Commissione che valuterà meglio la situazione ed offrire alla cittadinanza una soluzione completa al problema della esposizione debitoria del Comune. Le dico, in tutta sincerità, che rischiamo il tracollo finanziario.

D. Si rischia il dissesto finanziario?”

R. “Secondo me, sì. Nel mio studio ho a mia disposizione delle cifre e dei dati. La contabilità dell’ente locale è del tutto diversa rispetto a quella di un’azienda che, alla fine dell’anno in corso, ottiene immediatamente il risultato d’esercizio. Un bilancio comunale prevede determinati meccanismi. Può accadere quello che è avvenuto al comune di Taranto. Un bel giorno, avviene quello che non vorremmo si realizzasse. Mai”.

 

La nostra speranza è che Taranto sia distante da Turi e che serenamente questo Comune possa tornare a programmare il proprio sviluppo senza avere assilli finanziari di qualsiasi natura.

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