Sabato 26 Maggio 2012
   
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COLADONATO: RINEGOZIAMMO I MUTUI AD UN TASSO CHE DAL 5,7% CALAVA AL 2,35%

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Abbiamo visto come l’Assessore al bilancio nella Giunta De Grisantis, Menico Coladonato, giunse a considerare la possibilità di rinegoziazione dei mutui pregressi, la quasi totalità dei quali contratti per investimenti in opere pubbliche. “Solo un mutuo non riguardava la realizzazione di opere pubbliche. Fu contratto nel 2002 e riguardava il riconoscimento di un debito fuori bilancio ereditato dall’Amministrazione precedente. Fummo eletti nel maggio 2002. In sede di riequilibrio di bilancio, a settembre dello stesso anno, fummo costretti a riconoscere un debito pari a 421 mila euro. E per far fronte a questo debito fummo costretti a contrarre un mutuo”. Coladonato tiene a precisare che si trattava di mutui contratti per opere pubbliche, il rifacimento delle strade, la palestra della scuola media e così via. “Ricordo che, all’epoca, la Giunta deliberò l’acquisto di un fuoristrada per la Polizia municipale in quanto il corpo diventava anche organo operativo per la protezione civile”.

 

Grazie ad agevolazioni rese disponibili da provvedimenti governativi, il Comune era lì a scegliere la condizione più vantaggiosa tra il tasso d’interesse proposto dalla Cassa Depositi e Prestiti e quello proposto dall’istituto di credito. Una vera competizione, insomma. Dunque, se la Cassa Depositi e Prestiti avesse fatto un’offerta conveniente, il Comune non avrebbe cambiato ente erogatore del mutuo, restando suo cliente. “In realtà, l’offerta della Cassa Depositi e Prestiti non fu conveniente; anzi, lo stesso ente ci indicò quali mutui potevano rientrare in questa ristrutturazione. E questi furono, poi, sottoposti all’attenzione della banca”, sostiene ancora Coladonato.

 

L’Amministrazione De Grisantis puntò sulla contrazione di un mutuo a tasso variabile perché molto conveniente. Poco più del 2%. Si considera come tasso di riferimento l’Euribor, una sorta di tasso medio dei paesi della Unione Europea (UE). Di recente, la Banca Centrale Europea (BCE) ha modificato questo tasso di riferimento. La BCE stabilirà per l’occorrenza il valore del tasso. Insomma, il Comune di Turi riuscì a rinegoziare i mutui con un tasso che scendeva dall’iniziale 5,7% ad un valore pari al 2,35%. A questo, andava aggiunto quello che va considerato come il guadagno ottenuto dall’istituto di credito che concede il nuovo finanziamento.

 

A questo punto, subentra una polizza assicurativa. Il cosiddetto “collar”. Una sorta di tutela, una protezione per il Comune. “Non andammo a rinegoziare i mutui da sprovveduti. Ci siamo fatti redigere alcune stime ed in base a quanto conveniva a noi pagare a quel tempo, fu stabilito che qualora i tassi fossero schizzati in alto, a seguito di catastrofi finanziarie, il Comune di Turi avrebbe pagato fino ad un tasso massimo del 6% di interessi”. Oltre questo tasso, il rischio era nella responsabilità della banca.

 

Il Governo, frattanto, ha assunto provvedimenti. Hanno dato un segnale. Il tasso variabile in merito ai mutui contratti dalle famiglie per l’acquisto della prima casa non potrà in ogni caso oltrepassare il 4%. Questa disamina tecnica prosegue.

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