Sabato 26 Maggio 2012
   
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SWAP: OGGI PAGHIAMO MOLTO MENO DI IERI, QUANDO IL TASSO ERA AL 5,7%

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La questione del debito che il Comune di Turi ha contratto con i cosiddetti “swap”, ossia la finanza derivata, è complessa. L’Assessore al bilancio nella precedente Giunta De Grisantis, Menico Coladonato, ha fornito una spiegazione quanto mai dettagliata sulle modalità che indussero quell’Amministrazione a compiere un passo così azzardato.

 

Azzardo che, peraltro, è stato compiuto da Comuni come Napoli e Milano. Tutti hanno creduto che si potessero rinegoziare i mutui e pagare minori interessi. Non è stato così.

 

I tassi sono d’improvviso aumentati. La recessione mondiale ha fatto il resto.

 

“Nonostante quanto accaduto, e che continuerà ad esplodere, noi non siamo andati oltre quel 6%. Il tasso EURIBOR ha toccato, come punta massima, il 5,3%”.

 

Un tasso pur sempre inferiore al tasso medio che pagava il comune di Turi, rispetto ai mutui che sono stati, poi, rinegoziati. Coladonato ci dice che, addirittura, oggi il problema è di assai minore rilevanza, visto che il tasso è sceso al 4,2%.

 

“Che è ovviamente molto meno di quanto pagavamo noi, quando il tasso medio degli interessi era al 5,7%”. Una riflessione, a questo punto, tuttavia, si impone.

 

E’ vero. Il tasso è sceso.

 

Tuttavia, è un valore, in ogni caso, superiore a quello preventivato e, soprattutto, contrattato con la banca dal Comune. Questo implica che un Comune, quando redige un bilancio di previsione ad inizio anno, prevede quali saranno le spese per interessi sui mutui contratti.

 

Se le previsioni sono di un tasso sufficientemente costante, un’Amministrazione si rende conto di potere risparmiare rispetto a ciò che, comunque, versava in precedenza. Quel risparmio potrebbe essere reinvestito, che so, in spesa corrente, ossia per un migliore funzionamento della macchina amministrativa o in fiere e sagre, tanto per citare qualche esempio banale.

 

Quella Giunta non ha fatto i conti, però, con la possibilità che quel tasso possa schizzare d’improvviso verso l’alto. A quel punto, le previsioni di un risparmio vengono meno.

 

Ci si trova di fronte ad un improvviso debito fuori di quel bilancio di previsione.

Ossia, si sfora comunque sui conti. “Assolutamente no” – replica deciso Coladonato – “Nel bilancio di previsione si opera una stima. In genere, la si approva a fine anno. Poi, magari, viene approvata nel corso dei primi mesi dell’anno successivo. In corso d’anno, si può sempre rettificare”.

 

Quindi, se un’Amministrazione, ad esempio, stima che il costo della bolletta elettrica per tutti gli immobili comunali raggiunge, mese dopo mese, un certo valore. Ha un determinato andamento.

 

Nessuno può prevedere quale andamento potrà assumere la curva del prezzo del petrolio. “In corso d’anno, c’è la manovra di riequilibrio di bilancio ovvero di assestamento o, ancora, con delle variazioni urgenti di bilancio si opera un adeguamento. Ma non si tratta di un debito fuori bilancio”.

 

E se il prezzo di un barile di greggio dovesse scendere da 140 a 50 dollari? In tal caso, le stime cautelative, prudenziali effettuate in relazione ai costi di gestione delle utenze possono anche subire in corso d’anno delle variazioni al ribasso. Questo è presumibile sia accaduto un po’ a tutti i Comuni, Turi compreso.

 

In sede di riequilibrio o nel corso della manovra di assestamento di bilancio, ci conferma ancora Coladonato, l’Assessore al bilancio, con il Responsabile di Ragioneria, provvederà a destinare in maniera diversa le somme che cautelativamente erano state poste a disposizione per coprire una determinata spesa. Risorse che serviranno a coprire altre spese. Un contratto di swap prevede, inoltre, una polizza assicurativa. E questa presenta alcune clausole. Vedremo cosa ci dirà nel merito l’ex Assessore.

 

 

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