Sabato 26 Maggio 2012
   
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IL NUOVO SEGRETARIO E' PIETRO SALICE: SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA

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Questa è l’ultima parte delle dichiarazioni raccolte durante un incontro con Pietro Salice, appena eletto Coordinatore cittadino del Partito Democratico. Un largo giro d’orizzonte, per cercare di comprendere dove sta andando il PD di Turi.

 

 

D. Nicola De Grisantis, parla di alcuni consiglieri della minoranza consiliare “collaterali” nei confronti della maggioranza; sull’altro versante, l’Assessore Tateo dichiara a Turiweb che gli amici degli amici del centrosinistra sono anche amici loro. Ma a Turi si può parlare di consociativismo?

R. “Non azzardo un giudizio che possa essere contenuto in una espressione, per esigenze di sintesi. Una cosa è certa. Si corre il rischio di avere tutti quanti ragione. Quando tutti hanno ragione, tutti hanno torto. Torti e ragioni si smarriscono, si confondono. Io penso che, in merito a questo argomento dobbiamo tornare per fare una necessaria chiarezza. Non si deve ritenere che qualcuno, nella minoranza consiliare, possa fornire un appoggio alla maggioranza, magari motivato da chissà cosa. La maggioranza deve fare la sua parte. Deve assumersi pienamente la responsabilità degli atti e dei provvedimenti. Se necessario, questo deve essere fatto in solitudine. A questo ruolo la maggioranza è stata delegata dal corpo elettorale. Dal canto suo, la minoranza non deve mancare all’appuntamento con il ruolo di una opposizione responsabile agli atti e provvedimenti approvati dalla maggioranza stessa. questo è il modo giusto di fare politica. Bisogna offrire alla gente la possibilità di scegliere. Perché se, poi, tutti finiamo per confondere le nostre opinioni in merito ai diversi argomenti, la gente continuerà a dire che tutti i politici sono uguali. Che la politica stipula, come sempre, accordi con tutti pur di confermare sé stessa al potere. Quindi, tutto diviene autoreferenziale. Questo conduce i cittadini alla disaffezione rispetto alle istituzioni ed alla politica”.

 

D. Quali sono i suoi rapporti politici con il consigliere del PD, Pietro Risplendente?

R. “Senza alcuna difficoltà, posso affermare che Risplendente coltivava l’idea di una elezione a Coordinatore cittadino del PD di un giovane. A suo avviso, infatti, questo sarebbe stato un viatico per lavorare in condizioni ottimali per il futuro. Purtroppo, tale possibilità non si è registrata, in quanto la disponibilità di un giovane rispetto a questo impegno non l’abbiamo riscontrata. Risplendente stesso non l’ha trovata. Nessuno l’ha proposta durante la riunione del Coordinamento cittadino. Io mi ero dichiarato disponibile a collaborare ed a sostenere una ipotesi di questo tipo, ove fosse stata verificata e resa praticabile. So che Risplendente si è astenuto in merito alla indicazione del mio nominativo. Ritengo valide le motivazioni da lui espresse circa la sua astensione. Prossimamente, porterò all’attenzione del Coordinamento cittadino un documento da me redatto, forte dei contributi e della collaborazione offerta da molti. Spero che su questo documento si possa raggiungere la unanimità dei consensi, incluso quello del consigliere Risplendente. Egli ha un ruolo di fondamentale importanza. E’ l’unico rappresentante del PD in Consiglio comunale. Questo non è importante di per sé. Risplendente ha esperienza, capacità e facilità di raccordo con me. Tutte le volte in cui ci siamo ritrovati a discutere e lavorare insieme, siamo sempre stati in facile sintonia. Mai in posizioni contrapposte. Confido molto che con lui si possa lavorare bene. E ciò anche per cercare di infoltire la rappresentanza del PD in quell’assise”.

 

D. Quale è il giudizio politico del PD sull’operato della Giunta Gigantelli?

R. “Credo che l’Amministrazione Gigantelli abbia faticato parecchio, finora. Ha affrontato l’impegno sin dall’inizio, con l’approvazione di una serie di regolamenti che credo fossero indispensabili per il corretto funzionamento della macchina amministrativa comunale. Poi, hanno avuto bisogno di alcuni rinforzi. Ci sono stati alcuni cambiamenti all’interno della Giunta. Piccoli o grandi rimpasti. In ogni caso, necessari. Si tratta di un’Amministrazione comunale che ritengo stia vivendo solo di rendita, al momento. Il patrimonio di progetti e finanziamenti che ha lasciato in eredità la Giunta De Grisantis è notevole”.

 

D. A mente fredda, la Giunta De Grisantis ha bene operato o è stata una pessima Amministrazione?

R. “L’Amministrazione De Grisantis è stata una buona Amministrazione. La storia si incaricherà di giudicare il valore di quella Giunta. adesso, questa Giunta comincia ad affrontare il severo impegno con la realizzazione dei propri progetti. Per il momento, non ne abbiamo visto alcuno. Possiamo citare un solo esempio. Molti, abusando con la terminologia, parlano di una pista ciclabile. C’è qualche putignanese che ha pure realizzato una pista ciclabile di tutto rispetto. E costui dice che quella realizzata a Turi farebbe ridere i polli. Una cosa che nasce e muore nel giro di poche centinaia di metri non può essere definita pista ciclabile. E’ qualcosa che è già pericoloso frequentare a bordo di una moto. Figurarsi a bordo di una bicicletta. Se guardiamo ad altre iniziative, va detto che stanno cercando di fare molto rumore. Sono numerosi gli interventi di pubblica evidenza in piazza. Ma di poca sostanza, devo dire. Sembra si abbia un’idea un po’ particolare della sollecitazione al consenso. Le presenze in TV non sono di per sé risolutive. Finiscono per coronare una sorta di narcisismo istituzionale. Serve un progetto ampio. Serve una idea di progresso della città”.

 

D. Mi fa un esempio concreto?

R. “Tanto per citare un esempio semplice, se la ciliegia rappresenta l’idea intorno ala quale deve ruotare lo sviluppo di un paese, su cui una comunità deve puntare, allora tutto deve prendere le mosse da questo. Non serve a nulla tirare fuori dal cilindro la ciliegia ad ogni piè sospinto senza che gli eventi siano legati tra loro, senza che un evento non richiami ad un altro. Questo porta ad una dispersione delle energie messe in campo”.

 

Di materia per discutere ce n’è in abbondanza, come si vede. La politica turese forse dovrebbe compiere una riflessione approfondita sul proprio ruolo.

 

 

LA PRIMA PARTE

 

 

Pietro Salice è il nuovo Coordinatore cittadino del Partito Democratico. La sua elezione è avvenuta non più tardi di 24 ore fa, nel corso di una convulsa riunione del Coordinamento cittadino durante la quale la componente giovanile ha assunto una posizione politicamente forte che ha, di fatto, sancito la sfiducia all’ex Coordinatore Donato Giuliani. Vita travagliata, quella del PD turese. Sorte peraltro comune a quella del PD di quasi tutti i Comuni del circondario, a cominciare dalla vicina Sammichele. Dove intende condurre il partito, Pietro Salice? Per comprenderlo, abbiamo raccolto le sue dichiarazioni.

 

D. Auguri, dunque, per la sua elezione.

R. “La ringrazio”.

 

D. Un partito, il PD, in crisi di identità?

R. “Sicuramente, una crisi. Gli accadimenti di tipo giudiziario verificatisi in diverse città italiane hanno svelato l’esistenza di alcuni amministratori, anche fra le nostre file, che hanno confuso il proprio ruolo con la gestione del potere. Qualcuno ha dimenticato lo spirito di servizio. Questo è legato, forse, all’eccessiva permanenza in quell’incarico di una stessa persona, per lungo tempo. Si dimentica che il ruolo istituzionale è frutto di una delega che periodicamente deve essere portata al vaglio degli elettori”.

 

D. Quale è lo stato di salute del PD turese?

R. “Il PD, a Turi, non gode buona salute”.

 

D. Mi spiega il motivo?

R. “Il PD non ha avuto occasione di misurarsi sul piano elettorale. L’ultimo risultato elettorale per il centrosinistra viene fatto risalire ai tempi in cui era presente l’Ulivo. Abbiamo dato vita, con altre formazioni politiche, ad una lista di aggregazione che non ha conseguito il risultato sperato. Abbiamo portato avanti il progetto del PD, potendo contare solo sulle presenze che sono riuscite a resistere nell’ambito di tale prospettiva. Nell’ottobre 2007, celebrammo la nostra Assemblea costituente. Abbiamo ottenuto un considerevole numero di adesioni. Nacque così un Coordinamento cittadino molto giovane, attivo, il quale ha, tuttavia, risentito della mancanza di una chiarezza di idee, di un progetto”.

 

D. A cosa addebitare questo?

R. “Vi è, a mio avviso, una discrasia tra l’essere partito politico, da un lato, e l’essere forza non di governo della comunità. Questo fa compiere una fatica maggiore alla politica. Bisogna lavorare in questi casi in direzione della lettura del territorio, nella predisposizione di progetti che necessitano di tempo per essere attuati. Tutto questo è come se facesse perdere il senso all’impegno. Chi non ha grande dimestichezza con la politica locale, rende faticoso l’impegno politico stesso, se a fare da contraltare non vi è la gestione del potere amministrativo. In sostanza, i partiti di governo diventano più forti e deboli quelli costretti all’opposizione. Tenga conto che oggi all’opposizione sono gruppi che non hanno un corrispondente partito. La loro appartenenza sono stati costretti a dichiararla successivamente, per potersi distinguere dalla lista con la quale erano stati eletti”.

 

D. Sembra che l’elettorato abbia voltato pagina rispetto all’esperienza della Giunta Degrisantis. Dunque, il nuovo PD, oggi, quale idea di città offre ai turesi?

R. “Allo stato attuale, il PD turese non può affermare di avere un’idea organica di città, pur avendo quelle caratteristiche che confermano le preoccupazioni per quello che è stato lo sviluppo urbanistico di Turi. Il Coordinamento cittadino del PD ha già un impegno. Dobbiamo riflettere su una possibile idea di città tutta nostra. Deve avere caratteristiche tali da consentire di proporci insieme alle altre forze politiche del centrosinistra in quanto espressione di governo. Siamo preoccupati di come potrà essere gestita la fase finale che condurrà all’approvazione dello strumento urbanistico. Il nostro atto più importante consiste in una osservazione molto articolata rispetto al documento programmatico preliminare. Da lì, prenderà le mosse la nostra iniziativa politica”.

 

D. Domani, l’ex Coordinatore cittadino Donato Giuliani dichiarerà al settimanale FAX che il PD di Turi vive una situazione anomala. Quali i suoi rapporti politici con Giuliani?

R. “I miei rapporti con Giuliani sono chiari. Sono stato cooptato da lui all’interno del Coordinamento cittadino, per portare un contributo di esperienza. Certo, il mio è stato anche un contributo di tipo critico. Specie quando il PD sembrava fermo, inattivo, a volte assente dalla scena politica locale. Poi, i giovani presenti all’interno del Coordinamento cittadino sono autonomamente giunti alla determinazione che fosse necessario votare una mozione di sostanziale sfiducia verso la dirigenza. Di qui, le naturali dimissioni di Donato. A quel punto, qualcuno ha fatto il mio nome come possibile Coordinatore cittadino. Ho avvertito la responsabilità di essere a disposizione per traghettare il PD da qui sino al Congresso cittadino di ottobre che, in piena autonomia e legittimità di poteri, eleggerà il nuovo Coordinamento in conseguenza di un tesseramento avviato. A Donato, nel corso di un’intervista, ho detto che troveremo il modo perché tutti i talenti, quelli presenti e quelli che si affacciano spontaneamente, saranno posti a beneficio del PD”.

 

D. Si coglie come l’impressione di una comunità che si espande a dismisura; sembra nascere quasi una sorta di Turi 2 che necessiterà di opere infrastrutturali.

R. “Il problema è proprio questo. Turi è cresciuta a dismisura. Turi non aveva bisogno di tutte queste nuove costruzioni. E non ha bisogno che se ne progettino e costruiscano di ulteriori. La proposta di nuovi alloggi aumenta mentre la domanda è praticamente crollata. Allora, rischiamo davvero di apparire come alcune comunità della Calabria, in cui c’è molto di edificato ma quasi tutto incompleto. Qualcuno è stato sollecitato ad effettuare un investimento. I piccoli proprietari sono stati quasi tirati per la giacca a fare progettazione sui residui suoli, magari da parte dei tecnici locali. E’ stato rappresentato il rischio di perdere il diritto alla edificabilità degli stessi suoli. Oggi, si ritrovano con un investimento notevole che va ben oltre il fabbisogno di abitazioni. Si sono realizzati dei manufatti che resteranno esposti alle intemperie, non utilizzati. Ciò rappresenta già oggi un problema per le Amministrazioni comunali che dovranno portare in quelle aree i servizi, le opere di urbanizzazione. Tutto il nuovo costruito sarà in parte impiegato mentre la parte restante di Turi si svuota. Tra 10 anni, dovremo occuparci di una parte di Turi che sarà abbandonata. Si dovrà provvedere alla manutenzione.

 

D. In questa città, si alternano Giunte di colore diverso ed ognuna cestina lo strumento urbanistico della precedente, per cui si resta al vecchio Programma di Fabbricazione, datato 1975. Perché?

R. “Il fatto che si alternino Giunte di centrodestra ad altre di centrosinistra, ci fa pensare ad una democrazia compiuta. C’è un’incapacità da parte della comunità turese ad avere un progetto su sé stessa. L’Amministrazione di centrosinistra guidata da Menino Coppi approva un Piano Regolatore Generale. Viene sostituita da una Giunta Stefanachi di centrodestra identica a quella attuale, eccezion fatta per il Sindaco Gigantelli che all’epoca era Capogruppo. Viene eletta proprio perché la Giunta Coppi aveva approvato il PRG. Bocciata per delle scelte difficili. Nemmeno la Giunta Stefanachi riesce, sul piano della edilizia residenziale, riesce ad approvare uno strumento urbanistico. Ha tentato di approvarne uno. Esso fu bocciato perché approvato secondo una modalità non consentita dalla legge. Il governo Degrisantis ha rimesso in moto le cose. Ed ora, c’è la responsabilità del governo attuale che poteva benissimo procedere all’attuazione del vecchio PRG. Certo, attualizzandolo per riservarsi una modifica per non riaprire uno spazio che ha consentito a molti di approfittare degli altissimi indici di fabbricazione, ponendo in essere azioni speculative”.

 

D. A suo avviso, esistono delle lobby del mattone?

R. “Non so se vi siano lobby organizzate. Una cosa è certa. Le responsabilità sono di un po’ tutti. I privati cittadini. I professionisti addetti ai lavori. Ed anche i partiti politici. Questi hanno sempre avuto un forte gap culturale. Hanno consegnato il proprio operare ai tecnici i quali non erano tenuti a farsi dell’interesse pubblico. Hanno fatto il proprio sacrosanto lavoro che però coronava il bisogno del privato cittadino. Egli ha utilizzato al massimo delle possibilità la capacità edificatoria del proprio suolo. In molte situazioni, gli standard erano assenti.

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