Sabato 26 Maggio 2012
   
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MIMMO LEOGRANDE: CON LA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA, IL MERCATO DELLE ABITAZIONI CROLLERA

La minoranza consiliare, come si sa, non è solo Partito Democratico.  All'interno delle forze di opposizione, convivono diverse anime,  sensibilità differenti. Il consigliere Mimmo Leogrande, ad esempio.

Strenuo e tenace antagonista della Giunta guidata dal Sindaco Enzo Gigantelli, alleato di una forza di centrosinistra come il PD del consigliere Pietro Risplendente, Leogrande è politicamente un moderato,come sentiremo dalla sue stesse parole. In questa intervista, con questo docente di Statistica, compiamo un giro a 360 gradi sulle tematiche politico-amministrative del momento…

 

Tra De Grisantis e Gigantelli, chi butterebbe giù dalla torre? Era meglio il primo o meglio il secondo?

Questa è una bella domanda. Certamente, ciascuno dei due ha, nel proprio modo di amministrare, degli aspetti positivi ed altri negativi. Il quinquennio di De Grisantis l'ho vissuto, a dire il vero, un pò  distante dalla vita politico-amministrativa. Posso, dunque, esprimere un giudizio politico basandomi solo su ciò che si vedeva dall'esterno.

E quindi?

E quindi, ad esempio, posso dire che uno dei principali aspetti negativi di quella Amministrazione riguarda l'assetto urbanistico di Turi. Ed era sotto gli occhi di tutti. La Giunta De Grisantis non si è spesa in modo forte e determinato nel chiudere subito la questione urbanistica, per evitare che si verificasse quello che, in realtà, si è verificato.

Cosa si è verificato?

Una grande cementificazione del nostro territorio.

Allora, bisogna dedurre che l'Amministrazione Gigantelli ha chiuso questa vicenda ed opera bene.

Questa Amministrazione non ha chiuso la questione. Si continua in questo aspetto negativo. L'assetto urbanistico di Turi sembra essere una storia infinita. La giunta Gigantelli dilaziona i tempi. E rende la questione urbanistica, incerta. Ancora nel 2009, viviamo con uno strumento urbanistico antiquato che genera grossi problemi. la cementificazione prosegue. Sono molto preoccupato, da questo punto di vista. Assisto ad un eccessivo rilassamento delle norme urbanistiche. Ciò consente, sì, a molta gente libertà nell'edificare. Questo, però, non è sempre un esito positivo. Alla fine, abbiamo molti appartamenti che restano non venduti. E questo determina un problema di carattere sociale. La popolazione turese perde la propria caratterizzazione. Ma questo può essere anche marginale. Esiste anche un problema di carattere economico. Molti stanno investendo nel mercato delle abitazioni. Se le abitazioni dovessero restare non affittate o invendute, questo creerebbe grossi problemi, specie a quegli imprenditori che hanno deciso di investire a Turi.

A suo avviso, tale cementificazione risponde ad una logica di tipo urbanistico, pur deprecabile, o si tratta semplicemente di obbedienza a lobby del mattone?

Sì, ho sentito qualcuno parlare di queste lobby edilizie. Non credo che il nostro territorio abbia necessità di questo grande sviluppo urbanistico. Se queste lobby esistono, esse non tengono conto di un  fattore importante. Trascurano la logica del mercato delle abitazioni.  Può crollare da un momento all'altro. Può creare a queste eventuali  lobby di cui si parla dei problemi. Potrebbero anche averne dei danni. Quando il numero delle abitazioni è eccessivo rispetto alla domanda reale, i prezzi subiscono un crollo. Il territorio di Turi non ha affatto bisogno di questa eccessiva crescita di abitazioni.  Sono andato un pò in giro, a vedere quello che sta accadendo nella nostra periferia.

E cosa ha visto?

Sono molto preoccupato. Davvero. Ci sono numerosi complessi edilizi di dimensioni notevoli, con un numero molto elevato di appartamenti, appena terminati o in fase di ultimazione.

Veniamo al settore delle politiche culturali dell'Amministrazione Gigantelli. Molti usano il sarcasmo, parlando cultura-spettacolo. Lei cosa pensa?

Sì, fanno molta cultura-spettacolo. Non c'è cultura vera e propria. Una politica culturale analoga a quella posta in essere qualche tempo da un Assessore alla cultura del comune di Roma. Una politica culturale ispirata ad una sorta di mordi e fuggi. Fondata su eventi occasionali. Non si insegue un filone culturale preciso. Non è nemmeno una cultura radicata nel nostro territorio. Una cultura di tipo occasionale. Si manifesta nel momento in cui c'è l'opportunità. Poi, scompare. L'Amministrazione comunale dovrebbe farsi carico della necessità di fare conoscere fuori del territorio, le nostre antiche tradizioni, il nostro bagaglio culturale, le nostre ricchezze. Ma per fare questo, c'è bisogno di qualcuno che si dedichi a tempo pieno a questo tipo di problema. Noi, a Turi, questo qualcuno non l'abbiamo. Il Sindaco ha tenuto nelle sue mani la delega alla Cultura. Ed è un settore che non cura con la dovuta attenzione. Va a finire che si tratta di eventi occasionali, finalizzati a sè stessi. Non hanno respiro strategico. Non c'è una pianificazione organica della cultura.

...ma l'intervista non finisce certo qui…

 

Cosa ne pensate?

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